
Ho letto O: The Intimate History of Orgasm di Jonathan Margolis, sull'evoluzione dell'orgasmo femminile. L'autore parte dal XVI secolo, quando un anatomista scoprì l'esistenza del clitoride e la sua funzione. Anche se già Aristotele ne aveva scritto, dicendo che la donna durante l'orgasmo emette un getto. Nel corso dei secoli, però, la società occidentale ha cercato di rimuovere tutto questo, basando il concetto di sessualità alla sola sfera riproduttiva.
Comportamenti sessuali come la masturbazione, la sodomia o il sesso orale sono stati a lungo banditi dalla morale comune proprio perché spostavano lo scopo del sesso dalla riproduzione al piacere personale. Ancora nel Novecento furono scritti testi medici nei quali la donna che prova piacere espellendo liquido durante l'orgasmo viene definita "depravata"...
Amici americani, quando vogliono scherzare su una ragazza che è venuta bagnandosi molto, usano il termine squirting (schizzare, spruzzare), e sotto sotto c'è ancora un certo dileggio semipornografico nel dirlo, come se non fosse una cosa normale al pari della eiaculazione maschile...
Ci sono civiltà più "selvagge" nelle quali l'orgasmo femminile è sempre stato tenuto in grande conto. C'è una popolazione dell'Uganda, i Batoro, che reputa una ragazza pronta al matrimonio quando, masturbandosi, riesce a bagnare il muro. In genere sono le madri a insegnare alle figlie come fare kachapati (spruzzare il muro).
Fortunatamente oggi molti pregiudizi non ci sono più, ma la sessualità femminile resta qualcosa di molto complesso. Potenzialmente la donna ha in sé una gamma di sensazioni più varia rispetto all'uomo (l'orgasmo visto come un rinnovamento di cellule, al cui confronto il piacere dell'uomo diventa uno starnuto), ma non è sempre possibile accedervi, frenate come siamo da motivi psicologici o ambientali, di educazione o di semplice inesperienza.
Per una ragazza giovane è più facile provare quell'onda orgasmica con la masturbazione o durante un rapporto lesbico. Questo non significa che lui "non ci sa fare". E' solo che siamo diversi, abbiamo modi diversi di liberare le nostre sensazioni, e tante volte roviniamo tutto con la nostra inesperienza, con stupide idee di competizione, con un modo sbagliato di comunicare quello che siamo, quello che proviamo...
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