Probabilmente è da quasi mezzo secolo che, nel contesto delle elezioni americane, la scelta del Vice-Presidente non riveste tanta importanza come quest’anno.Accadde nel 1960, con il binomio democratico Kennedy-Johnson. I due, in realtà, non solo non si stimavano, ma proprio non si potevano vedere.
Lyndon Johnson, uscito sconfitto alle primarie del partito, considerava Kennedy un ricco bamboccione viziato, un playboy depravato e, in campo politico, un incapace inesperto.
Il brillante e mondano Kennedy riteneva invece che Johnson avesse una personalità troppo grigia per poter mai diventare Presidente degli Stati Uniti.
Ma non è scritto da nessuna parte che una coppia presidenziale debba amarsi come Al Bano e Romina. Infatti al giovane Kennedy venne abbinato l’odiato Lyndon Johnson solo perché si trattava della persona più adatta a far convergere sul candidato democratico i voti del Sud.
Inoltre il texano Johnson sapeva come muoversi con un’abilità unica nei meccanismi parlamentari e come districarsi in un Congresso a maggioranza repubblicana, togliendo molte castagne dal fuoco al Presidente Kennedy.
Un po’ quello che sta caratterizzando la scelta dei propri Vice da parte di Obama e di McCain. Si cerca quindi una spalla che, oltre a compensare i rispettivi punti deboli, possa magari portare i voti necessari a conquistare almeno uno degli swing states, degli stati incerti, che saranno determinanti per la vittoria finale.
Per quanto riguarda la parte repubblicana, i nomi rimasti sul taccuino di McCain dovrebbero essersi ristretti ai seguenti: Rob Portman, Joe Lieberman, Tim Pawlenty, Tom Ridge, Mitt Romney e, giusto per aggiungere un po’ di pepe femminile, Meg Whitman e Sarah Palin.
Vediamo brevemente di scoprire le possibilità di ciascuno di loro.
Se dipendesse solo da McCain la scelta probabilmente andrebbe su Joe Lieberman (66 anni, democratico), apparso molte volte al suo fianco durante questa campagna elettorale.I due si stimano e hanno in comune una natura da maverick, da cane sciolto. Entrambi, nella loro anomalia politica, non sono amati dalle rispettive basi.
Lieberman, oltre ad essere una persona seria, è un politico vero, di razza, divenuto negli anni troppo scomodo in casa democratica per la sua posizione a favore della guerra in Iraq e per il rispetto umano che, nonostante tutto, ha continuato a manifestare per il Presidente Bush.
E’, prima di tutto, un patriota, uno che, sul discorso della sicurezza nazionale, non è disposto a svendere le proprie convinzioni sull’altare dell’opportunismo politico.
Il Partito Democratico, che lo detesta come il peggiore dei traditori, cercò di metterlo fuori gioco un paio di anni fa, preferendogli alle primarie per le midterm elections una testa vuota come Ned Lamont, un demagogico parvenu della politica, un magnate della cable-tv, una specie di Berlusconi con il cervello di Paolo Cento, una creatura vuota cucita insieme da quel Frankenstein della speculazione politica e finanziaria che risponde al nome di George Soros. In risposta Lieberman si presentò come indipendente nel suo Connecticut e naturalmente stravinse.
Personalmente dico e scrivo da due anni che Lieberman sarebbe il miglior Vice Presidente che McCain possa scegliere ma, nello stesso tempo, è una mossa che va ben studiata.
Perché è vero che Lieberman può convogliare su McCain i voti degli indipendenti e anche dei molti democratici più moderati che di Obama non si fidano. Ma nello stesso tempo può risultare indigesto ad una fetta della base repubblicana che fa già fatica a vedere in McCain il candidato ideale.
Tuttavia, a mio avviso, Lieberman rimane una delle primissime scelte di McCain e, se vogliamo scandagliare ogni particolare, c’è un piccolo segnale social-mondano che può far drizzare le orecchie in questa direzione.
Il prossimo primo settembre, infatti, cioé lo stesso giorno in cui a Minneapolis si apre la convention repubblicana che sancirà ufficialmente la candidatura di McCain, la moglie di Joe Lieberman, Hadassah, sarà l’ospite principale di una raccolta fondi per la lotta al cancro organizzata da un circolo repubblicano. A qualcuno sembra un’uscita da Second Lady o Vice-First Lady.
E lo stesso Lieberman parlerà, come indipendente, alla convention del GOP di Minneapolis.
In questo momento, però, la scelta complessivamente più utile a McCain sembra puntare verso Rob Portman (52 anni), direttore uscente dell’OMB (ufficio Management & Budget).All’interno del partito, Portman è considerato un up-and-comer, una figura emergente, destinato nel prossimo decennio a correre per la Presidenza degli Stati Uniti.
Finora ha svolto brillantemente tutti gli incarichi che si è trovato a ricoprire e, da un punto di vista temperamentale, esprime quella pacata fermezza che piace molto all’anima midwestern del Paese.
Fatto assolutamente non secondario: viene dall’Ohio, uno stato la cui conquista potrebbe rivelarsi determinante per arrivare alla Casa Bianca.
Un gradino più sotto a Portman e Lieberman metto in questo momento Romney, Ridge e Pawlenty.
Mitt Romney (61 anni), governatore del Massachusetts, è stato il principale avversario di McCain alle primarie.Dalla sua ha il fatto di essere un grande esperto (per alcuni: fin troppo) in campo economico e di essere molto popolare in Colorado (un altro degli swing states), dove risiedono parecchi Mormoni.
Contro di lui c’è il fatto, appunto, che è Mormone, il che equivale a stare sui coglioni a tutta l’America (solo Maometto batte un Mormone in questo tipo di graduatoria).
In più, da un punto di vista personale, Romney viene visto come uno troppo ricco e troppo distaccato dal sentimento popolare e, politicamente, un ipocrita pronto a cambiare posizione pur di perseguire il proprio interesse.
En passant: Romney sta sul cazzo a McCain.
Tom Ridge (62 anni), ex-governatore della Pennsylvania, molto popolare, è al pari di McCain un veterano della guerra in Vietnam e, dopo l’11 settembre, è stato il segretario dell’Homeland Security Department.La candidatura di Ridge potrà essere presa in grande considerazione dallo staff di McCain solo nel momento in cui si avrà la certezza di poter attutire negli stati-chiave l’eventuale delusione dei social conservatives e di coloro che, sull’aborto, sono fermamente pro-life.
Il supporto delle frange più conservatrici può venire da Tim Pawlenty (47 anni), governatore del Minnesota, uno stato potenzialmente democratico ma in cui non è impossibile puntare ad un ribaltamento di scelte (la sua conquista porterebbe 10 voti elettorali).L’handicap di Pawlenty è che praticamente è sconosciuto al di fuori del suo stato e, per quanto riguarda la sua personalità, sembra un po’ troppo insipido.
Aggiungo che, da un punto di vista strettamente familiare, sarebbe mio interesse fare il tifo per lui, ma ritengo obbiettivamente difficile che possa spuntarla.
Infine le due personalità femminili inserite nella lista.
Meg Whitman (52 anni), fino a pochi mesi fa e per 10 anni è stata la presidente di eBay.Considerata una delle donne più influenti e abili d’America, non nasconde di avere ambizioni politiche, tanto da essere una tra le maggiori indiziate a correre per l’incarico di Governatore della California quando Schwarzenegger terminerà il suo mandato (2011).
Nella prima fase delle primarie ha finanziato Mitt Romney, dopodiché si è attivata per la campagna presidenziale di McCain, che pochi giorni fa l’ha apertamente citata durante l’incontro-intervista col pastore Warren, togliendole di fatto quella caratteristica di dark horse, di candidata imprevista, che aveva finora avuto.
Chiudo con Sarah Palin (44 anni), governatore dell’Alaska, a cui personalmente va la mia simpatia e il mio favore.La considero una donna di grande qualità, da inserire nella categoria delle fighe & cazzute. Come piacciono a me.
Nel suo curriculum c’è un passato da miss e da atleta di basket, la passione mai rinnegata per la caccia e per la pesca, più qualche esperienza di droga.
Oggi è madre di cinque figli. Il più grande presta servizio in Iraq, il più piccolo, nato 4 mesi fa, l’ha fatto venire al mondo pur sapendolo affetto dalla sindrome di Down.
Una donna eccezionale e, come politico, un abile Governatore di uno stato importante come l’Alaska.
Dietro Sarah Palin c’è un grandissimo movimento di sostegno affinché possa essere scelta come vice di McCain ma, a quanto pare, per lei (e per i calcoli della politica) non è il momento giusto.
Di lei, comunque, sentiremo ancora parlare in futuro.
(In apertura: foto giovanile di Sarah Palin, quando vinceva i concorsi di bellezza)























13 comments:
Cara Lexi,
mi chiedevo se la Clinton porterebbe voti ad Obama nelle vesti di vice. Probabilmente aveva ragione Nixon quando diceva che i vice non servono a far vincere, ma eventalmente contruibuiscono alla sconfitta.
Saluti Davide
Al di là degli accordi di facciata, la speranza di Hillary è che Obama perda il 4 novembre. Un Obama che vince e che diventa Presidente, ipotecando i prossimi 8 anni (salvo un eventuale superfallimentare primo mandato), mette una pietra tombale sulle ambizioni politiche di Hillary.
Se Obama perde, la prima a parlare sarebbe lei ("dovevate scegliere me") e, considerata l'età di McCain, fra 4 anni avrebbe le carte in regola per riprovarci.
Cara Lexi,
"Un Obama che vince e che diventa Presidente, ipotecando i prossimi 8 anni (salvo un eventuale superfallimentare primo mandato), mette una pietra tombale sulle ambizioni politiche di Hillary."
Questo è vero. Però temo che fra 4 anni la Clinton avrà ancora più difficoltà a presentarsi come candidata presidente. Se non ce l'ha fatta questa volta che aveva tutte le carte in regola, credo che fra 4 anni troverà la strada tutta in salita.
Saluti Davide
Viva Sarah Palin, sembra sicura di sè. E poi l'Alaska mi sta simpatica.
Cazzo, 5 figli!!
Tutte le altre facce sembrano mezze calzette.
Spero che scelga Lieberman, mi è sempre piaciuto, e poi gli altri a parte la Palin e Romney non li ho mai sentiti... Comunque Giuliani non ha neanche una speranza? Mentre per Obama chi sono i possibili candidati?
In testa alla lista di Obama pare esserci Joe Biden. In alternativa Tim Kaine (governatore della Virginia) o Evan Bayh. E, sempre per citare una donna, Kathleen Sebelius (governatore del Kansas). Ma, a mio avviso, nei prossimi giorni e mesi Obama dovrà guardarsi dai sostenitori della incattivita e (più del solito) incarognita Hillary. Ricordo a tale riguardo che, nelle primarie democratiche, Hillary ha ricevuto più voti popolari di Obama. Non è un dato da trascurare.
Giuliani no. Si è abbondantemente bruciacchiato con il suo flop nelle primarie.
The Time rivela che il vice di McCain sarà Mitt Romney e lo dovrebbero annunciare il 29 Agosto.
Lo riporta però il Corriere della Sera, quindi, non avendo letto The Time non so che attendibilità possa avere la notizia.
Ciao
malatempor@
Sì, questa è la notizia che gira, però tutti i leaders evangelici, da Rob McCoy a Tim Lahaye, hanno già fatto sapere che ritireranno il loro appoggio e i loro voti (sono tanti) a McCain se si farà affiancare da Romney. Vedremo.
Ma che avranno fatto i mormoni rispetto agli altri... -_-
Cmq,dei candidati durante le primarie Romney seguito dalla Clinton) era il mio preferito,abile in economia,ipocrita e senza ideali,perfetto.
Ma Romney è popolare nel New England? può portare qualche stato a McCain o solo i voti dei mormoni?
La qualità principale di Romney è la sua competenza in campo economico (dove McCain ammette di non essere il massimo), ossia uno dei contesti decisivi per arrivare alla Casa Bianca. Fra gli stati del nordest dove Romney gode di buona considerazione c’è per esempio il Michigan, forse anche in virtù del fatto che suo padre ne fu governatore. Questo è uno stato interessante perché è uno di quegli stati incerti che possono determinare l’esito finale. Da molti anni in Michigan s’impongono i democratici però adesso quello stato sta vivendo una fortissima crisi economica e non sembra che Obama (nonostante venga dal vicino Illinois) risulti molto convincente. Evidentemente questo è uno di quegli stati che McCain deve “portar via” ad Obama. La scelta del Vice giusto tiene sicuramente conto anche di questo fatto e Romney, in questo senso, qualche buona carta da giocare ce l’ha.
Hai visto che i tuoi ti ascoltano?
Che sia il fascino della bella gnocca? (sia tu che Sara, intendo....)
Complimenti
Post a Comment