Appena la si vede spuntare in lontananza, Chimney Rock sembra una torre di sabbia che qualche bambino ha lasciato sulla spiaggia alla fine della sua giornata.E forse le cose non sono andate molto diversamente se è vero che tutt’intorno, qui, c’era un grande immenso oceano e le rocce, gli spuntoni e i monti che oggi s’innalzano all’improvviso dalla mesa sono le costruzioni lasciate per ricordo da un dio preistorico che in qualche modo doveva pur ingannare il tempo in quei millenni scanditi da vento e solitudine.
Salire fin sopra a Chimney Rock non è così difficile, come invece potrebbe far supporre la sua vertiginosa struttura. I sentieri che portano fino in cima sono abbastanza agevoli e il panorama che ti sa regalare è di quelli che tolgono il fiato (foto seguente).
E’ qui che, al tempo degli Anasazi (l’antica comunità da cui sarebbero derivate le tribù locali degli Zuni, dei Pueblo, dei Navajo), salivano gli sciamani per abbandonarsi alle loro mistiche meditazioni, intonare canti e studiare il passaggio misterioso degli astri.
Questo, molto tempo fa. Prima che, dall’altra parte del continente, lungo la costa atlantica, Leif Ericson guidasse i suoi vichinghi ad esplorare Vinland.
Spostando lo sguardo verso destra e strizzando appena gli occhi, dalla cima si scorge Ghost Ranch e quella che fu l’abitazione di Georgia O’Keeffe, che qui visse fino a 98 anni catturando gli incredibili colori del New Mexico e mettendoli nei suoi dipinti di teschi bovini e di fiori che fanno pensare al sesso aperto delle donne.La visione della casa mi fa tornare in mente una mia piccola storia e un’assurda profezia incredibilmente avveratasi.
Si va a cinque anni fa, se non ricordo male. Durante uno dei miei ritorni provvisori dall’Italia. C’è mio padre, con il quale sottotraccia resta ancora un’impronta di rancore da sciogliere. E lui farebbe ogni cosa pur di rendermi felice. Così mi porta qui a Ghost Ranch e mi regala un corso di pittura che si tiene in quella che, fino a pochi anni prima, era stata la proprietà di Georgia O’Keeffe.
Devo ancora capire se mi piace visitare le abitazioni di personaggi famosi per i quali ho ammirazione. Non ne sono così sicura. In un certo senso ho quasi l’impressione di essere irrispettosa nel posare lo sguardo su oggetti appartenuti ad altri.
Quella volta, girando per la casa della O’Keeffe, ricordo di essermi bloccata davanti alla teiera che lei adoperava ogni giorno e di essermi ad alta voce stupita del fatto che, a distanza di anni, ci fossero ancora delle foglie di tea al suo interno.
"Oh sì, niente di strano", mi dice un’altra donna, mia compagna di corso. Lei si chiama Tess e, a occhio e croce, ha 15-20 anni più di me. Da quel momento mi cattura con la descrizione di tutte le proprietà magiche e divinatorie del tea e delle sue foglie e non mi lascia più andare finché le prometto che sì, o.k., può darmi una dimostrazione leggendo il mio futuro nelle foglie del tea che mi farà bere.
Non so quanto mi debba sforzare di non ridere. Un po’ per la situazione assurda e ancora di più quando Tess mi fa salire sul camper che è la sua permanente casa viaggiante.
Quello che mi fa ridere, a me ragazzina di 16 anni, è una storia che ho sentito dire dai miei amici maschi, secondo i quali le donne che girano gli States posteggiando i camper ai margini delle città sarebbero insuperabilmente le migliori a offrire i lavori di bocca.
Non ho mai capito perché ma questa è la fama che si portano dietro. E la cosa, guardando Tess che mi parla, mi mette una gran voglia di ridere.
***
Anche se ha origini orientali, la lettura delle foglie del tea è molto praticata qui. Osservando le foglie depositate sul fondo, o meglio ancora quelle che restano appiccicate al bordo, si devono saper interpretare forme e figure dando il corrispondente significato.
Personalmente, tutte le volte che ci provo, vedo solo una poltiglia di foglie inzuppate, ma le lettrici maggiormente dotate di poteri psichici o più semplicemente con una gran fantasia da sparaballe ci vedono tutto l’impossibile.
E così mentre sono lì a sorseggiarmi la mia tazza di Wu-long, cercando di non fissarmi troppo sulle sue labbra, Tess mi ricorda di lasciare sul fondo un po’ di tea e tutte quante le foglie.
Quando finisco prende la mia tazza, la fa girare lentamente per un po’, dopo la rovescia sul piattino per far uscire il liquido residuo e la tiene così per qualche istante. Dopodiché risolleva la tazza e da quel momento inizia lo studio delle foglie del tea.
"Nessuna forma triangolare", dice Tess e alla domanda se ciò è preoccupante per il mio karma lei si limita a dirmi che vede distintamente una forma circolare, anzi un vero e proprio anello.
"Ecco, vedi?", dice lei indicandomi delle linee immaginarie in mezzo alla poltiglia verdognola. "Sono chiarissime".
"In effetti è sorprendente", dico io che in realtà non vedo un tubo. "E cosa vorrebbe dire?"

"Che ti sposi entro sei mesi", fa lei. "A ring is an upcoming marriage".
"Ha-ha-ha!", scoppio a riderle in faccia, mischiando nella mia esplosione liberatoria la stronzata appena sentita e la storia repressa sulle donne che vivono nei camper.
"Ma fra sei mesi avrò ancora 16 anni!...", le dico. Se vuole capire…(nella foto: l'incredulità sfottente di Lexi)
"Ah ecco, adesso si spiega", dice lei che nel frattempo ha preso a osservare la tazza nell’altro lato.
Se i simboli si dispongono in senso orario, mi dice, gli accadimenti sono prossimi, nell’ordine dei mesi, ma se invece si dispongono a spirale in senso antiorario l’avvenimento si allontana.
"Scusa", dice lei, "se guardiamo in questo senso è tutto molto più chiaro...Non ti sposerai nei prossimi sei mesi, bensì entro sei anni".
"Sì sì, come no", penso io, si è corretta perché ha capito di averla sparata grossa. Prevedere il matrimonio di una sedicenne nel giro di pochi mesi è rischioso. Spostare il tutto in avanti di sei anni le dà il tempo di succhiare una marea di altri cazzi prima di fuggire a Panama per evitare di essere smerdata come una ciarlatana.
"Wait and see", chi vivrà vedrà, dico io, e intanto cerco nella mia mente una scusa per andarmene il prima possibile da quella scentrata pompinara ambulante.
***
Ghost Ranch, oggi, è di proprietà della Chiesa Presbiteriana, che affitta le camere e organizza, per chi vuole, dei corsi che possono includere l’arte, la pittura, l’ebanisteria, le lingue antiche, l’archeologia, la paleontologia (da queste parti si trovano ossa di dinosauro in abbondanza), studi biblici (centrati su argomenti specifici, come per esempio l’interpretazione delle figure femminili all’interno della Bibbia)…E nonostante la presenza di tanti Presbiteriani non si respira un opprimente senso religioso, ma piuttosto una diffusa atmosfera di spiritualità.
Se i simboli si dispongono in senso orario, mi dice, gli accadimenti sono prossimi, nell’ordine dei mesi, ma se invece si dispongono a spirale in senso antiorario l’avvenimento si allontana.
"Scusa", dice lei, "se guardiamo in questo senso è tutto molto più chiaro...Non ti sposerai nei prossimi sei mesi, bensì entro sei anni".
"Sì sì, come no", penso io, si è corretta perché ha capito di averla sparata grossa. Prevedere il matrimonio di una sedicenne nel giro di pochi mesi è rischioso. Spostare il tutto in avanti di sei anni le dà il tempo di succhiare una marea di altri cazzi prima di fuggire a Panama per evitare di essere smerdata come una ciarlatana.
"Wait and see", chi vivrà vedrà, dico io, e intanto cerco nella mia mente una scusa per andarmene il prima possibile da quella scentrata pompinara ambulante.
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Ghost Ranch, oggi, è di proprietà della Chiesa Presbiteriana, che affitta le camere e organizza, per chi vuole, dei corsi che possono includere l’arte, la pittura, l’ebanisteria, le lingue antiche, l’archeologia, la paleontologia (da queste parti si trovano ossa di dinosauro in abbondanza), studi biblici (centrati su argomenti specifici, come per esempio l’interpretazione delle figure femminili all’interno della Bibbia)…E nonostante la presenza di tanti Presbiteriani non si respira un opprimente senso religioso, ma piuttosto una diffusa atmosfera di spiritualità.
La nostra stanza fa parte di un’ampia costruzione a U, circondata da prati e alberi e con in mezzo una piscina che è come un piccolo lago nel deserto.La caratteristica è che non ci sono né chiavi né serrature alle porte. Per chi viene da una grande città può essere un po’ difficoltoso riuscire ad addormentarsi sapendo che chiunque potrebbe entrare per rapinarti o fare di peggio, ma non appena ci si trova immersi in questo ambiente così isolato e grandioso subentra anche la sensazione che lì il male non abbia accesso. E’ strano ma è così.
Anzi, mi viene quasi da ridere al pensiero che qualcuno possa entrare, magari proprio nel momento in cui marito e moglie stanno consumando.
Conoscendo la cordialità di questa gente sono sicura che, con quella loro tipica cadenza veloce detta "machine gun" (“a mitraglia”), direbbero qualcosa tipo: "Finite pure con calma, io intanto preparo un po' di caffè".
Certo che, se quando siamo fuori, mi ciulano il portatile, faccio una strage che, a confronto, Columbine diventa l’allegro tirassegno del luna park…
***
Un tamburo risuona nella notte desertica. E’ il modo in cui Dio annuncia la sua nascita in questi santuari dell’anima.Distesi in questo silenzio avvolgente, così saturo di spiritualità, racconto a Jeff la storia di Tess e la sua profezia delle foglie del tea.
"Dovresti dirglielo che aveva ragione", mi fa.
Ma questo è impossibile.
"Si è trasferita a Panama", gli dico. "Pensa che ci è andata in camper".
***
p.s.: Non so perché, ma ad ogni cosa che io dico mio marito si mette a ridere.
(nella foto: marito e moglie sul loro nuovo camper cabriolet deluxe)
7 comments:
mmmh. Mi ricorda qualcosa, però è sempre piacevole da leggere :-D
Con l'età si diventa un po' ripetitivi.
:-) Mannò, però è sempre piacevole da leggere :-D
=) a me una mia amica lesse le foglie di the... disse citta' nuova, un obelisco (ancora lo devo trovare) e un bravo ragazzo... la prima e l'ultima in finale si sono avverate, chi avrebbe mai detto che una attaccata alla sua citta' si spostasse di 100 kilometri? Ma Narni in confronto a Roma è un paradiso.
Ah, non sapevo che sei romana. Credevo che fossi nata in Umbria.
Lexi, a proposito di Anasazi, sei stata alla Valley of Fire un po' a nord di Las Vegas?
Io l'ho trovata un posto magico...
No, io non ci sono mai stata, però Jeff mi ha parlato molto di Elephant Rock. Spero di andarci.
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