Anche se tutti, su quale sia il confine che stabilisce la dignità del vivere, sembrano avere certezze dogmatiche, c'è almeno una cosa di cui non esiste dato certo: quanto può durare la vita di un corpo umano a cui, per decisione di una Corte composta da uomini, vengano negati cibo e acqua.
Terry Schindler, per dire, ci mise 12 giorni e 21 ore prima di morire.
Ma, al di là di un'impossibile casistica in merito, a mio modo di vedere c'è in tutto questo una ipocrisia che mette i brividi.
Senza quasi battere ciglio si leggono i bollettini medici nei quali s'informa che alla paziente verranno prima gradualmente ridotte l'alimentazione e l'idratazione e poi del tutto sospese. Da lì avrà inizio il countdown verso sorella morte. Sembra quasi che, in quella riduzione graduale che precede la sospensione totale, ci sia la carezza pietosa di chi vuole dare assuefazione all'oblio in forma di sollievo. E se, caso mai, le smorfie, i rantoli e i colpi di tosse che un corpo cerebralmente non morto produce per riflesso e per istinto, vanno a cozzare con l'idea comune del sollievo, aggiungiamo allora un po' di morfina e addormentiamo la nostra coscienza.
Senza quasi battere ciglio si leggono i bollettini medici nei quali s'informa che alla paziente verranno prima gradualmente ridotte l'alimentazione e l'idratazione e poi del tutto sospese. Da lì avrà inizio il countdown verso sorella morte. Sembra quasi che, in quella riduzione graduale che precede la sospensione totale, ci sia la carezza pietosa di chi vuole dare assuefazione all'oblio in forma di sollievo. E se, caso mai, le smorfie, i rantoli e i colpi di tosse che un corpo cerebralmente non morto produce per riflesso e per istinto, vanno a cozzare con l'idea comune del sollievo, aggiungiamo allora un po' di morfina e addormentiamo la nostra coscienza.
Io invidio coloro che hanno un'inattaccabile sicurezza nell'affermare che un essere umano perde la sua essenziale dignità nel momento in cui non è più cosciente di sé.
Invidio (si fa per dire) coloro che, in mancanza di Dio e soprattutto di una specifica e preventiva dichiarazione firmata e autenticata, si sentono così sicuri di stabilire che un corpo cerebralmente non morto, un corpo che respira autonomamente, che deglutisce e digerisce l'alimentazione che gli viene fornita, sia un essere privo di quei requisiti che possano renderlo degno di continuare a vivere.
Invidio (si fa per dire) coloro che, in mancanza di Dio e soprattutto di una specifica e preventiva dichiarazione firmata e autenticata, si sentono così sicuri di stabilire che un corpo cerebralmente non morto, un corpo che respira autonomamente, che deglutisce e digerisce l'alimentazione che gli viene fornita, sia un essere privo di quei requisiti che possano renderlo degno di continuare a vivere.
Ma - e l'ipocrisia, per me, sta qui - siccome ci sono persone che hanno questa sicurezza e che si assumono la responsabilità di tracciare i confini che stabiliscono la dignità del vivere, perché accanirsi allora contro un corpo inerme condannandolo all'agonia (perché tale è) di una morte per fame e per sete?
Avete stabilito che per questa donna, come accadde con Terry Schindler, sia più dignitoso morire anziché vivere seppure in forma incosciente? Benissimo. Allora siate pietosi e rispettatela fino in fondo. Fatele un'iniezione che metta termine in maniera immediata al suo strazio.
Negare cibo e acqua ad un corpo che, seppure in forma incosciente e di riflesso, continua a sentirne il bisogno vitale, non solo non allegerisce il peso della responsabilità di chi si è fatto Giudice Supremo, ma è di una crudeltà rabbrividente.
Un trattamento del genere non lo si riserva nemmeno ad un animale. Quando un cavallo si azzoppa e, non potendo più guarire, perde la sua dignità equina, non lo si lascia da solo in una stalla a morire di fame e di sete. Gli si spara alla testa.
***
Ha poca importanza ma vorrei dirlo. In questi giorni ho seguito in silenzio le discussioni che, intorno a questa vicenda, si sono sviluppate tra i miei "contatti" sui vari social networks. L'ho fatto in silenzio e con disagio perché ho notato che il mio pensiero e i miei dubbi sono all'opposto delle sicurezze, talvolta espresse in forma molto aggressiva, della maggioranza.
Ha poca importanza ma vorrei dirlo. In questi giorni ho seguito in silenzio le discussioni che, intorno a questa vicenda, si sono sviluppate tra i miei "contatti" sui vari social networks. L'ho fatto in silenzio e con disagio perché ho notato che il mio pensiero e i miei dubbi sono all'opposto delle sicurezze, talvolta espresse in forma molto aggressiva, della maggioranza.
Non ho intenzione di discutere, né tantomeno di litigare, su una questione del genere. Ho solo voluto chiarire come la penso, nel caso vogliate cancellarmi dai vostri contatti.























58 comments:
Lexi, mi piace davvero molto questo tuo post. E mi piace perchè lo condivido dalla prima all'ultima parola.
E' assurdo che si parli di tortura indentificandola nella vita inconsapevole di Eluana e non si faccia altrettanto guardando al modo in cui le si vorrebbe dare una morte di cui tutto si può dire meno che sia dignitosa.
siamo al paradossale scontro tra dignità ed evidentemente anche di culture...
è terribile dover assistere a questa totale mancanza di responsabilità: andassero fino in fondo alle loro richieste, se davvero son certi sia quella la cosa più giusta.
non si chiama "eutanasia" a caso: la dolce morte cozza un po' troppo con la tragica fine per fame e per sete...
Sono pienamente daccordo con te ma solo ieri ,parlando con mia moglie e esponendogli la mia stessa idea ,lei di istinto ha detto " ma cosi sarebbe una esecuzione"
Si gli ho risposto,ma almeno e'piu' veloce
E' una vicenda tristissima, soprattutto perché è stata usata da politici e religiosi per imporre il proprio punto di vista su quello delle persone che da tanti anni soffrono accanto al corpo della propria figlia.
?
L'iniezione letale non è legale.
Che io sappia questo è l'unico modo per fare la volontà di Eluana rispettando le leggi.
Rosco: Le cose possono essere chiamate con nomi diversi, ma questo non ne cambia la natura. Davanti allo strazio di una persona che per tanti anni è costretta a vivere prigioniera nel suo stato d’incoscienza può sembrare persino poeticamente pietoso augurarsi di “lasciarla morire”. Ma il solo concetto di lasciar morire una persona è qualcosa che va contro la natura dell’Uomo. Perché è sì vero che quando una persona non ha coscienza di sé non è nemmeno in grado di nutrirsi da sola, ma è altrettanto vero che l’essenza dell’Umanità è nel soccorrere chi non è nelle condizioni di provvedere a se stesso. Lo si fa con un bambino piccolo, con un malato di Alzheimer, con un vecchio che “non ci sta più con la testa”. Lo si fa persino con una pianta o con un animale. Se poi, per ragioni che non sto ora a discutere, qualcuno decide che non è dignitoso continuare questo tipo di “soccorso” e che è più giusto che questa persona muoia, si abbia almeno la coerenza di farla morire subito, nel momento in cui si è deciso che comunque dovrà morire, e non “lasciarla morire” così, negandole l’alimentazione come se quella fosse la cosa più naturale che si possa fare. Chiamalo come vuoi, ma non facciamo passare come un percorso naturale qualcosa che, di naturale e di umano, non ha proprio nulla.
HotHello: Credo che una vicenda del genere non possa rimanere esente dal diventare anche un fatto politico oltre che etico. Il compito della politica è quello di fare più chiarezza possibile, con leggi e steccati ben precisi, affinché queste, che sono vere tragedie umane, non diventino ogni volta una lacerazione profonda di tutta la società civile.
Obi: Non mi sembra che, su questo argomento, ci siano leggi. Le leggi vengono fatte in Parlamento e non credo che quello italiano abbia mai deliberato qualcosa su questo tema. Eluana viene legalmente “lasciata morire” su decisione di un tribunale. Che l’iniezione letale non sia legale lo immagino ma questo non toglie l’inumanità di lasciar morire una persona per fame e per sete. Se un mio familiare fosse in quelle condizioni e sapessi per certo che la sua volontà è quella di morire, ti assicuro che – legge o non legge - non starei a guardare mentre agonizza di fame e di sete fino a morire.
cara lexi le sentenze di condanna a morte di molti paesi sono molto + ciniche dei bollettini medici.
l'iniezione letale è omicidio in italia e lo dovrebbe essere anche in america e in TUTTI gli altri stati dove UN UOMO dispone della VITA di un altro uomo! la tecnica in questione per quanto possa essere criticabile e "crudele" è esattamente il metodo che ha "faticamente" scelto il nostro Signore. infatti quando ci ha creato non ci ha dato in dotazione una macchina di supporto alla ventilazione alla nutrizione e alla circolazione sanguigna...noi da parte nostra visto che siamo un "po" umani (ma non tantissimo) abbiamo deciso di utilizzare l'oppio per addolcire il tutto...in realtà nn ci sarebbe bisogno...Eluna nn risponde a nessun tipo di stimolo tantomeno doloroso da quando è entrata in coma vegetativo e cioè 10 anni fa!
Vorrei farvi notare che Eluana non è piu' la ragazza di 22 anni, carina e vivace che si vede nelle fotografie antecedenti all'incidente. Oggi Eluana è una donna di 39 anni completamente priva di attività cerebrale cosciente e in cui il corpo stesso è ormai degenerato e deformato a causa di 17 anni passati in un letto d'ospedale..
Una lenta degenerazione a cui la sua famiglia ha assistito giorno dopo giorno.. 12 giorni di attesa in confronto non sono nulla.
Tanto piu' che il dolore oramai non è piu' in grado di provarlo.. l'unico vero dolore è solamente quello dei suoi cari che sono costretti a vederla in quello stato di non vita solo perchè un sacco di gente non è in grado di farsi gli affari propri e lasciare che si rispetti quella che era la volontà di Eluana.
Lexi.. il problema che poni tu è di tipo legislativo.. fosse possibile probabilmente lo farebbero (cioe' di farla morire velocemente) ma purtroppo al momento la legge non lo consente. I tribunali che si sono pronunciati a riguardo non hanno certo preso quella decisione in modo arbitrario, ma hanno applicato il principio che non sia possibile continuare in queste condizioni con l'accanimento terapeutico.
Intendevo semplicemente dire che l'eutanasia non è contemplata, e quindi credo che sia ascritta all'omicidio (che ovviamente è illegale, ghgh).
Inoltre: sicura che Eluana deglutisca? Da quanto ne so è alimentata con sondino naso-gastrico.
Non è viva, Lexi, solo tenuta in vita artificialmente.
Se io fossi Eluana, vorrei morire. Solo il pensiero di essere bloccato nel mio corpo senza potermi esprimere, muovere, piangere, ridere mi uccide.
Se io fossi il padre di Eluana, l'avrei già uccisa io.
Scusatemi, ma non mi meraviglio né del Papa, né di Berlusconi, né di Napolitano, né di tutto quel baraccone di marionette che si elevano a maestri di vita, ché tanto la vita è quella di qualcun altro.
Mi meraviglio di più di quell'uomo che da anni dice di voler rispettare il volere di sua figlia, e che dicendo questo da anni non lo fa.
E ora che qualcosa si muove e che lui sembra ottenere qualcosa, gli vengono a dire che l'unico modo è farla morire di fame e di sete.
Scusa? Di fame e di sete?
Se in cuor mio sentissi di aver promesso a mia figlia che non l'avrei lasciata in quello stato, non ci sarebbe legge o Papa o Presidente della Repubblica a fermarmi. Troverei una pistola e le sparerei al cuore. Tutto il caricatore. Per essere sicuro.
Preferisco stare in galera io per tutta la mia vita piuttosto che pensare che sia mia figlia a stare in galera al posto mio.
E se uno mi dicesse: "la facciamo morire di fame", probabilmente gli spaccherei la testa anche a lui.
Scusate se risulto un po' duro, ma questo falso buonismo sputa sul mio più profondo sentimento cristiano: l’umana pietà.
Qualche osservazione sparsa, tenendo ferma la considerazione che questo è un problema spinosissimo dal punto di vista sia giuridico che morale.
Come prima cosa sono impressionato dal fatto che ad una persona sia concesso il diritto di decidere per un'altra. Il diritto alla vita dovrebbe essere inalienabile, indisponibile.
Potrei vedere con comprensione l'eutanasia chiesta da un malato cosciente, o addirittura una decisione d'autorità, d'ufficio, che sospende le cure sulla base di una considerazione medica (malato senza speranza). Ma sinceramente che a decidere se una persona in quelle condizioni debba essere curata possa essere un terzo, anche il padre, mi lascia un po' perplesso. E, si badi, qui non conta la volontà espressa in precedenza, almeno non nei due sensi; perché se il padre volesse potrebbe continuare a far curare la figlia e nessuno potrebbe impedirglielo. Quindi, in una certa misura, sta disponendo della vita della figlia, il che mi sembra un po' un pasticcio.
Non oso pensare a cosa ne può uscire fuori come precedente. Pensate anche a chi può progettare di approfittarsene.
Seconda considerazione: il consenso espresso in un testamento biologico.
L'altro giorno ha parlato una famosa scienziata (atea tra l'altro) che ha contratto un tumore, ma molti malati possono confermare: il sano non è in grado realmente di decidere per il sé malato. L'uomo non è una macchina per pensare; chiunque abbia attraversato la malattia sa bene che in certe condizioni si vive uno stato di profonda alterazione della coscienza di sé e della vita. Da sani non sopportiamo l'idea di beccarci l'influenza; da malati ci facciamo fare di tutto, ci sottoponiamo ai trattamenti più invasivi e dolorosi. Credo che chiunque abbia vissuto una qualche esperienza di sofferenza o di malattia capisca cosa sto dicendo.
Credo che la volontà di morire debba essere attuale. Non trovo una buona idea il testamento biologico e inoltre dubito che se ne trovi una forma buona, compatibile con la deontologia medica ad esempio.
Terzo. Attività cerebrale. Interpellate qualsiasi neurologo e chiedetegli cosa sappiamo del cervello: vi dirà che ignoriamo grandissima parte del suo funzionamento. Molte delle scoperte scientifiche in questo campo sono legate allo studio dei traumi, e spesso sono sorprendenti. Di poche settimane fa la notizia di uno studio che dimostra cose sorprendenti sulla visione umana (un tizio cieco è in grado di percepire visivamente gli ostacoli... ma non li vede. Il suo particolare trauma ha fatto emergere la separazione di funzioni cerebrali che si credevano dipendenti l'una dall'altra).
Insomma, non sappiamo di preciso cosa vive quella ragazza. Magari vive anche un terribile limbo da vent'anni e noi non lo sappiamo (e qui ancora si potrebbe pensare che sarebbe pietoso porvi fine).
Ah, Kenobi, non dire per favore che non siamo di fronte alla vita solo perché la ragazza non deglutisce. La vita, scientificamente e nel senso comune direi, è un'altra cosa.
Da qui a cosa bisogna fare poi ce ne passa, ma le parole al posto giusto.
In ultimo, vorrei dire a Lexi che capisco il suo disagio nel vedere sinceri punti di vista morali o anche sentimentali venire attaccati così ferocemente. Ma pensa a cosa successe mesi fa, quando gli ospedali romani diffusero una circolare in cui si raccomandava di prestare tutte le cure del caso ai neonati nati da parto indotto (che è il metodo abortivo che si usa oltre il terzo mese in Italia) senza farli morire di nascosto, senza tenere in alcun conto il parere dei genitori: insorsero i laicisti dicendo che si stava attaccando la libertà, calpestando la legge et cetera.
Invece si stava semplicemente ribadendo un punto della famosa 194, che evidentemente molti non conoscono: il bambino che sopravvive al parto indotto va curato (tra l'altro ha anche discrete speranza di vita normale e non è neanche detto che non sia voluto dai genitori). Questo fa capire come certe frange, se la legge glielo permettesse, si comporterebbero con certe vite "non degne": si voleva concedere diritto di vita e di morte ai genitori su un bambino già nato.
Nessuno fece marcia indietro o chiese scusa dopo quella bouta(na)de.
Con me non serve discutere perchè mi trovi concorde.
Comunque legale per legale, anche fare morire qualcuno di inedia non lo è, così meglio sarebbe appunto anestetizzare e sopprimere. Anestetizzare – Sopprimere. Se devi uccidere, almeno smetti di fingere e fallo davvero, per il bene della persona oggetto della sentenza. Nel dubbio, tra l’altro, che un corpo in quelle condizioni non smetta di sentire sotto la coltre della supposta morte clinica.
Ho letto molto anch’io, ma essendo come te privo di certezze, al contrario dei molti più motivati - quelli che fanno parlare tutti ma solo tutti quelli che la pensano come loro - mi limito a leggere, spesso finendo per scuotere la testa. Non serve aggiungere anche la mia voce al circo barnum che s’è creato.
We hold these Truths to be self-evident: that all Men are Created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness. --That to secure these rights, Governments are instituted among Men.........
Credo sia già stato detto tutto :-D
Fabio: credo tu l'abbia detto meglio di come sarei capace io. Aggiungerei poi che qua l'unica testimonianza è del padre. E' solo la sua parola di uomo (comprensibilmente) provato.
La cosa veramente miserabile è che se Eluana sbavasse e roteasse gli occhi, come fanno certi persone handicappate in stato vegetativo, nessuno si sognerebbe di proporne la soppressione. Invece in assenza di questi pochi segni vitali ci si limita a supporre una volontà di eutanasia (testimoniata a voce, persino per ereditare il casale del comune di Treppalle per il quale è necessario un testamento scritto si richiede più rigore) e via di "morte pietosa". Sinceramente sono così incazzato da essere tentato ogni giorno di consolarmi pensando che chi ha questa visione della vita di sicuro la vive molto meno allegramente di me.
Un abbraccio e grazie
Ora che ci penso: una volta avevo uno zio acquisito che, in conseguenza dell'alzheimer, trascorreva il suo tempo a mangiare (se nutrito), urlare e cagare. Ce l'avevo una volta, dicevo, perchè poi è sopraggiunta, come prevedibile, una morte naturale ma vi assicuro che nel frattempo i parenti hanno trascorso una buona parte della loro vita ad accudirlo ricevendo in cambio urla e incontinenza. Fortuna che quando era lucido non era tipo da fidarsi e mai avrebbe chiesto a qualcuno di accopparlo pietosamente e (ahahaha) cristianamente.
6 proprio una gran Liberale...complimentoni!!
Bello il post e anche il tono dei commenti! Eluana, "dovunque sia", ci sta costringendo a farci le "domande maledette" da cui spesso scappiamo... Ieri mi diceva una amica: ma come posso dire che la mia vita è più degna di essere vissuta della sua?
Cosa rispondo io, ognuno di noi, a quel comico di una volta (forse Ridolini) che disse: cosa è l'uomo? Un pacchetto che l'ostetrica prepara per il becchino...
Premettendo che concordo al 100% con Lexi vorrei sapere perché un'iniezione ad Eluana sarebbe considerata omicidio mentre una ragazza che entra in ospedale per una semplice asportazione delle tonsille ed esce dall'ospedale in una bara invece non lo è.
Non solo, ora vogliono deresponsabilizzare gli errori dei medici!
E allora perché qualche medico non commette un "errore" anche in questo caso?
Invece di preoccuparsi di impegnarsi a salvare chi, e sono tanti, aveva una vita fino a ieri e l'avrebbe anche domani, se curato in modo corretto, ci si impegna a creare nuove leggi per i casi singoli.
la cosa spaventosa è che ormai non si aspetta più nemmeno la morte clinica di una persona, bensì si accerta una presunta morte filosofica.
dal momento che c'è chi decide quando una vita diventa una non-vita pur essendo quella una vita clinicamente accertata, allora c'è da tremare di paura...
oggi è Eluana, ma domani?
a chi si dirà che la sua non è una vita dignitosa?
saluti
Marco
L'approssimazione con cui questo tema è stato e viene tutt'ora trattato è ancora più disturbante se si pensa che essa è figlia di strumentalizzazioni.
- Sul piano medico-scientifico penso sia giusto ricordare che c'è una certa differenza fra "alimentazione" e "alimentazione forzata". Secondo il Codice Deontologico Medico tutte quelle cure che che non apportino alcun migliorameno nella storia naturale della malattia e nella qualità della vita del paziente rientrano nella categoria dell'accanimento terapeutico e ciò può valere anche per la nutrizione, se forzata e "non voluta".
- C'è poi il piano etico.
Cos'è la vita? Quando inizia e quando finisce? Una simile distinzione può variare a seconda di credenze religiose, punti di vista, tradizioni culturali e via dicendo e chiunque proclami delle certezze in materia andrebbe guardato con sospetto. Soprattutto se cerca di imporre queste sue certezze a chi la pensa diversamente.
Hai ragione Lexi quando dici che a questo punto era meglio un intervento diretto ma penso anche che sia davvero difficile dire "io al posto del padre avrei fatto così". Io, forse, avrei agito così ma non mi permetto di giudicare un altro.
- Sul piano politico siamo al peggio del peggio. C'è chi cerca di sfruttare la situazione per dividere il mondo in Buoni e Cattivi, Partito della Vita e Partito della Morte; chiunque non faciliterà la legge d'urgenza (urgenza? E allora perchè aspettare l'ultimo momento per vararla?) verrà additato come un assassino. Ancora più grave è che la Chiesa si presti a fare da sponda a questo gioco perverso.
Su tutto rimane il dolore del padre, che vede comparire scritte ("Peppino Boia") e sente frasi ("Sembra ci si voglia soltanto liberare di una scomodità", "Eluana potrebbe ancora generare un figlio") agghiaccianti. E nonostante tutto si sforza ancora di mantenere una sua dignità.
Greylines
Purtroppo noto anch'io come chi è per la morta ha granitiche certezze: quella non è vita. Io non lo so, ho dubbi, tanti e proprio questi mi portano come per una forma di precauziione a scegliere e desiderare che continui la vita.
Bellissimo post, come quasi sempre
Ma scusate, i fatti sono due: o questa è viva e allora la stanno uccidendo, o questa è morta e allora non vedo cosa cambi lasciarla in mano alle suore che se ne sono occupate finora.
Il fatto che debbano anestetizzarla, secondo me, è indice di come (in segreto) la pensino sul serio tanti.
"Ma scusate, i fatti sono due: o questa è viva e allora la stanno uccidendo, o questa è morta e allora non vedo cosa cambi lasciarla in mano alle suore che se ne sono occupate finora."
Apparentemente ineccepibile.
In realtà sbagliatissimo.
Il fatto è uno solo: legalmente è viva, e si stanno prendendo delle decisioni sulla terapia di supporto in base alla sua volontà ricostruita e a quella del tutore legale. L'impianto giuridico della cosa è fragile, me ne rendo conto, ma mi sto convincendo che sono meglio decisioni caso per caso sul filo del legale che non una legislazione definitiva che potrebbe essere restrittiva fino ai limiti dell'incostituzionalità (come il ridicolo decreto legge proposto dal governo) o manichea nel definire vita e non vita.
All'atto pratico, Eluana non è viva, non nel senso pieno del termine. Questo non toglie che esiste un legame affettivo tra un padre e quel che rimane della figlia. Io sono un materialista, ma se morisse mio nonno non darei il corpo in pasto agli avvoltoi: mi preoccuperei invece che ottenesse una dignitosa sepoltura. Non lo trovo un comportamento contraddittorio, semplicemente umano.
@ Lexi: non mi convince la posizione di chi dice "Vorrei avere le vostre certezze".
Io sono per natura un dubbioso, un mediatore, un moderato. Ma quando si tratta di vita o di morte si devono prendere decisioni difficili, e lo si fa anche in base a quel poco di certezza che si ha.
Del resto tu hai difeso la decisione della passata amministrazione di uccidere delle persone e di mettere a rischio la vita di altri, senza, a quanto ricordo, tutta questa esitazione, questo ripiegare nel dubbio.
Cachorro: per un attimo mi hai incuriosito, ma poi hai fallito nel soddisfare la mia curiosità. Cioè per te Eluana è legalmente ed in teoria viva, ma in pratica morta.
Comprendo il tuo punto: tu in sostanza dici che fossi in beppino englaro preferiresti fosse sepolta piuttosto che in mano alle suore. Questo lo capisco anche, sai, ma da un mediatore mi sarei aspettato la seconda soluzione.
Perché la starebbero sedando all'atto pratico? Se è morta non soffre. Se soffre è viva.
Non conosco i dettagli tecnici della procedura, suppongo che la sedazione serva a ridurre spasmi e altri tipi di reazione sgradevoli.
Non so quanto sia utile a Eluana, e quanto invece a chi assiste.
I concetti di dolore, fame e sete sono riferiti non a un evento meccanico-chimico, ma alla percezione cosciente dello stesso. Per quanto ne sappiamo, condizione necessaria per la coscienza è la funzione della corteccia (non sto dicendo che la coscienza è nella corteccia, perchè sarebbe un'affermazione di materialismo filosofica e non scientifica), che in Eluana è praticamente assente.
Noi comunque non possiamo escludere che in lei esista qualche brandello di... boh, non so come definirlo, coscienza, mente, un minuscolo barlume nel buio (e d'altra parte, in alcuni paesi è vietato bollire le aragoste vive perchè gli studi neurofisiologici dimostrano che "provano dolore").
Non è facile da concettualizzare.
Prova a farti la domanda: cosa vede uno che è cieco dalla nascita? Già la risposta a questa domanda è inimmaginabile, figuriamoci ad applicarla a tutti i sensi, le emozioni, i ricordi, i pensieri insomma all'intero campo della coscienza.
E' uno stato che non riesco a chiamare vita. Ma c'è di mezzo un corpo, che per di più si muove, che per quanto disconnesso dalla realtà esterna reagisce a degli stimoli fisiologici chimico-fisici endogeni (l'ossigenazione del sangue, i cicli ormonali, il ritmo circadiano).
Come puoi pretendere che Englaro dimentichi l'esistenza di questo relitto (che in vita, racconta, avrebbe provato orrore per una simile condizione) e si accontenti della razionalizzazione (mia figlia è morta e le suore si dilettano a dar acqua a una pianta)?
Quella di Eluana è una vicenda umana assai triste che è assurta da qualche tempo a rango di "notizia" e da quel momento sta invadendo forzatamente le nostre coscienze e le nostre discussioni, spinta come e più delle emozionantissime vicende del Grande Fratello o dell'inutile inseguimento all'Inter.
Purtroppo queste vicende tragiche sono assai più frequenti di quanto il pietismo televisivo ci mostri, ma fino a che non diventano "notizia" non interessano nessuno: ma COME questo fatto è diventata notizia? Ve lo siete chiesto? Perchè il padre della ragazza ha voluto adire a vie legali per evitare quella che a molti di noi parrebbe la soluzione più immediata: pensarci da solo e pagarne le conseguenze giuridico-legali.
Le vie legali sono state percorse, in tutti i gradi di giudizio, ma poi?
E' poi successo l'inevitabile: che il solito disgustoso carrozzone politico italiano si attaccasse a questo spunto, a questa tragedia umana, come una muta di cani più o meno rognosi dietro ad una salsiccia, per poter dire ognuno le sue cazzate al fine di manipolare le emozioni e farle diventare consenso politico: se Berlusconi ora non aspetta altro che farle generare un figlio, magari fornendo di sua mano il necessario complemento genetico, perchè non si è deciso nei precedenti 19 anni a fare questa legge "così urgente", che guarda caso gli avvicinerebbe le frange più conservatrici del popolo bigotto? E se stiamo trattando di una questione di coscienza che sta dividendo (ripeto ancora, forzatamente) l'Italia, perchè il nostro campione delle Libertà ha sentito il bisogno di chiedere l'UNANIMITA' PREVENTIVA dei suoi ministri (pena il ritiro immediato delle deleghe loro concesse) nella frettolosa presentazione di quell'aborto di decreto legge poi cassato da Napolitano?
Guardate che il nodo del problema non è di stabilire se quella di Eluana sia o meno una vita dignitosa perchè non si può generalizzare o, peggio, legiferare su una questione simile. Si tratta di stabilire se una persona abbia diritto a non voler essere "costretta" a vivere in determinate condizioni. Eluana aveva fatto la sua scelta e la famiglia, da 17 anni, cerca di esaudire questa scelta. Se avessero voluto "liberarsi di un impiccio", come ha insinuato il sempre umano premier, avrebbero potuto farlo molto prima, aggirando la legge (dopotutto siamo in Italia e le leggi sono spesso un optional).
Molti pensano che una vita non debba mai venir spenta, anche in questi casi estremi, altri, come me, pensano che una persona debba avere anche il diritto di morire. Uno stato civile dovrebbe concedere a tutti la libertà di scegliere sulla propria vita, libertà che ognuno sfrutterà secondo le proprie convinzioni.
Greylines
Greylines: Ammesso che la forma conti più della sostanza, questo deve valere per ogni cosa. Mi spiego: se si accusa il governo di non rispettare la Costituzione, allo stesso modo è difficilmente accettabile, da un punto di vista formale, basare il tutto su una dichiarazione di volontà riferita oralmente ad un'altra persona quasi 20 anni fa e che, quindi, formalmente, è soltanto presunta.
Ma voi avete un'idea di come possa diventare una ragazza dopo 17 anni di non coscienza in un letto d'ospedale? Per lei tutto è finito 17 anni fa, ma il vero inferno è per i suoi genitori che si trovano a vivere un incubo continuo. Io penso che sia giusto che così come il supporto alla continuazione delle funzioni vitali (quelli che voi chiamate nutrimento) sia stato fornito dai medici, così sia da loro tolto. E tutto il resto sono solamente storie, anche il paragone con un cavallo azzoppato cosciente. E per quanto riguarda il caso di Terry Schiavo, l'autopsia ha dimostrato che il suo cervello al momento della morte si era completamente atrofizzato pesando meno di 700 grammi.
Lexi - Quello che tu dici è vero ma la volontà di Eluana è stata la motivazione che ha spinto la famiglia Englaro a rivolgersi alla giustizia; poi, dopo anni di inutili attese di una legge in materia, c'è stata la sentenza della Cassazione, un atto ben più formale e legale della presunta urgenza invocata da Berlusconi (giusto perchè finora se n'era sempre disinteressato) per giustificare il decreto. Trovo che, da un punto di vista formale, ci sia differenza.
Oltre allo schifoso opportunismo politico c'è il rischio che ora il parlamento, spinto da questa urgenza "imposta" dal premier, vari una legge affrettata e poco motivata sull'onda dell'emotività, una legge che toglierà, a chi lo riterrà opportuno, il diritto di scegliere come morire.
Non è questione di stabilire se sia più importante la forma o la sostanza ma di evitare di legiferare alla cazzo di cane, solo per farsi belli agli occhi della gente.
Greylines
Lexi, esattamente quello che penso io.
Da tempo vado dicendo a chi mi parla, ma perchè il padre non prendeva un cuscino e lo piazzava in faccia alla figlia?
Ci saremmo evitati tutta sta cagnara da piazza del mercato (compreso lo scontro istituzionale). Tantopiù che decine di malati terminali vengono già trattati in quel modo ogni anno.
Francesco: Sinceramente, allora, non si capisce perché a questo povero cartoccio incosciente e senza vita che è il corpo di Eluana, soltanto in quest’ultima fase vengano somministrati dei sedativi. Se quello che è rimasto di lei è soltanto un pezzo di carne, al 100% insensibile a qualsiasi stimolo o dolore, anche il più impercettibile, a quel punto è anche inutile sedarla. Se invece lo si fa, personalmente qualche domanda me la faccio.
Per il resto, come dicevo prima, ci sono questioni formali che, se le consideri per una cosa, devi anche considerarle per il resto. In una società civile tutto quello che accade nel corso della nostra vita deve avvenire nel rispetto delle leggi. Ti faccio due esempi veloci. Se una persona, in forma privata, mi confida che alla sua morte mi lascerà un suo oggetto, una casa, dei soldi…ma poi, quando muore, si scopre che sul testamento non c’è traccia di quella sua volontà privata, finisce che i soldi, la casa o qualsiasi oggetto andranno a persone che, legalmente, hanno più diritti di me. Di fronte ad un documento ufficiale la volontà presunta non vale niente.
Oppure, altro esempio: se io, litigando con una persona, al culmine della rabbia me ne esco con una minaccia di morte e, dopo 20 anni, questa persona viene ritrovata morta ammazzata, non è che si possa fare un processo alle intenzioni e basarsi su quella mia vecchia frase per stabilire che io sono sicuramente l’assassina.
Che quanto capitato a Eluana sia un incubo per i genitori, non ci sono dubbi. Ma, personalmente, da un punto di vista formalmente legale, permettimi di provare angoscia di fronte ad un Tribunale che stabilisce la sua sentenza sulla base di una “volontà presunta” e non davanti ad un documento firmato e certificato al di là di ogni possibile dubbio.
E’ la stessa cosa capitata a Terry Schindler. Non ha importanza quanto pesasse il suo cervello o se lei fosse nelle condizioni di una pianta. I suoi genitori erano amorevolmente disposti a curarla anche così. Ma il tribunale della Florida si è messo dalla parte dell’uomo che, legalmente, risultava essere ancora suo marito e l’ha “lasciata morire” di fame e di sete (sedandola pesantemente nonostante le condizioni del suo cervello) sulla base di una “volontà presunta” mai del tutto accertata.
Ora, nessuno mette in dubbio che vicende come queste siano le più strazianti in assoluto ma, proprio per questo, secondo il mio punto di vista, se si vogliono “risolvere” senza causare queste profonde lacerazioni all’interno della società, è necessario che si stabiliscano delle regole chiare e, sempre secondo me, è imprescindibile il fatto che alla base di una decisione così radicale e definitiva debba esserci una dichiarazione scritta rilasciata preventivamente dalla persona interessata e non, semplicemente, una “volontà presunta” vecchia di decenni prima. Se non esiste questa condizione, il rischio è quello di scivolare direttamente nell’eugenetica. Che non è per niente una parente stretta della pietà.
Greylines: Che la politica, come quasi sempre accade, arrivi in ritardo sugli eventi e sia quindi costretta a chiudere la stalla quando i cavalli sono già scappati, è un fatto. Ma sarebbe un duplice errore perseverare nella “dimenticanza” o continuando a rinfacciare gli errori passati senza proporre però delle soluzioni per il presente ed il futuro.
Circa l’opportunismo politico che avrebbe guidato Berlusconi a “sfruttare” questa tragedia pro domo sua, c’è qualcosa che non mi torna se, da come ho letto su vari giornali e siti, il 70-80% degli Italiani è favorevole alla sospensione del nutrimento a Eluana e vuole che la si “lasci morire” “in pace”. Il che significa che anche tutte le lamentele sulle indebite ingerenze del Papa nazista sulla vita degli Italiani non sono altro che il blah-blah di una tribù di pappagalli. Se 8 Italiani su 10 pensano esattamente il contrario di quello che dice il Papa quando si affaccia alla finestra, allora vuol dire che qualsiasi discorso del Papa ha la stessa influenza di una dichiarazione di Nuvola Rossa. Non c’è ragione di scaldarsi.
@ Ludwig: eh già, chissà come mai c'è gente a cui le cose piace farle alla luce del sole e nel rispetto della legalità... costringendo i poveri deputati ad andare mattina e pomeriggio alle sedute per completare il ddl in tempo utile e mettersi a posto la coscienza.
Proprio un gran rompicoglioni.
@ Lexi: Berlusconi all'inizio era motivato non dall'opinione pubblica (che tanto cambia come una banderuola al vento, basta mandare qualcuno in TV a dire cose inesatte se non completamente false e trovare un nuovo slogan tipo "Un sacco di gente si è risvegliata dal coma", del resto a "Beautiful" succede in ogni puntata), ma dalla necessità di fare un favore alla Chiesa che lo sta torchiando per i diritti degli immigrati e roba del genere.
Poi la cosa è diventata una faccenda personale per la frustrazione e l'insofferenza di non poter fare a suo modo e secondo i suoi tempi.
Dalle dichiarazioni che ha fatto è evidente che è totalmente disinformato sulla condizione di Eluana Englaro, o in malafede.
Per quanto riguarda il caso Terri Schiavo: a me risulta che il grosso problema fosse in quel caso l'opposizione tra genitori e marito, e l'assenza di una dichiarazione scritta. Se non sbaglio, molti stati degli USA riconoscono la validitià di un "living will" (o "advanced health directive") che può anche riguardare la nutrizione e l'idratazione artificiali.
Il decreto legge "ad personam" che sta portando avanti il Presdelcons eliminerebbe questa possibilità dall'ordinamento italiano.
D'altra parte anche il DNR ("Do not resuscitate") reso famoso in Italia (almeno per quanto mi riguarda) dalle varie serie televisive è una forma di testamento biologico.
Se tu fossi in uno stato di incoscienza come quello di Eluana cosa vorresti? Che una blogger dall'altra parte del mondo dicesse "fate questo, non fate quello"?
Oppure preferiresti che a decidere per te fosse la persona più cara che hai?
Pensaci.
Max: Evidentemente quando una vicenda coinvolge emotivamente un'intera nazione, dividendo così tanto le coscienze, significa che la risposta non è mai così scontata o facile da cogliere. Da qualsiasi lato la si voglia guardare.
@Lexi
Mi spiace Lexi, ma non vivendo in Italia non hai la minima idea del peso che abbia il papa a livello politico.. la percentuale degli italiani che si trova poi effettivamente d'accordo con quello che dice non conta. Ma i politici e le tv sono totalmente prostrati.
Scusa ma in questo caso il riferimento che fai all'eugenetica non centra assolutamente nulla (in un caso di fine vita poi..).. apri il dizionario e controlla..
Dan: Cerchiamo di capire. Non sostengo, evidentemente, che il caso specifico di Eluana sia un caso di eugenetica. Ho parlato di rischio di eugenetica nel caso in cui la decisione di fermare una vita possa diventare una pratica "seriale", totalmente fuori controllo da regole e leggi chiare.
@Lexi
L'eugenetica ha come scopo un presunto perfezionamento della razza umana, e questo puo' essere fatto esclusivamente attraverso un controllo delle nascite in base a caratteristiche genetiche che si suppongono migliori..
Non solo il caso Eluana non centra nulla con tutto questo, ma in generale non centrano tutti i casi di fine vita.
Tra l'altro, le decisioni che sono state prese caso per caso, non sono state decisioni arbitrarie e seriali, in quanto sono sempre state conseguenza di casi clinici molto particolari (e dunque di svariati pareri medici). In piu' si è sempre cercato di ricostruire quali sarebbero state le volontà della persona in questione.
Concordo con te che sarebbe molto meglio avere una legislazione che fornisca metodi chiari per definire le proprie volontà.. ma finchè questa legislazione manca trovo assolutamente legittimo e ragionevole che a prendere questa decisione sia il parente piu' prossimo.
Le sentenze prodotte dai tribunali hanno semplicemente seguito il principio che sia leggittimo decidere della propria vita.. non hanno detto che chiunque si trovi nelle condizioni di Eluana debba seguire la sua scelta.
Quindi sostenere che il caso Eluana possa essere usato come un precedente per dare potere di vita o di morte a chissa chi o per chissa quale scopo, è una tesi che ritengo piuttosto campata per aria.
dan: se parli così forse non hai letto la sentenza della cassazione.
@Thomas Jefferson
A me pare evidente che sei tu a non averla letta..
Questo è il testo integrale prodotto dalla Corte d'appello di Milano il 9 luglio 2008:
http://www.eius.it/giurisprudenza/2008/104.asp
Questo invece è il testo prodotto dalla Suprema Corte di Cassazione l' 11 novembre 2008 che conferma la sentenza di luglio e respinge il ricorso fatto dalla procura:
http://www.litis.it/index.php/giurisprudenza/civile/6427-caso-eluana-englao-la-sentenza-per-esteso-della-cassazione-cassazione-civile-sezioni-unite-sentenza-n-27145-del-13112008
a chi non abbia voglia di leggerle integralmente, ne propongo uno stralcio:
"..Ove il malato giaccia da moltissimi anni (nella specie, oltre quindici) in stato vegetativo permanente, con conseguente radicale incapacità di rapportarsi al mondo esterno, e sia tenuto artificialmente in vita mediante un sondino nasogastrico che provvede alla sua nutrizione ed idratazione, su richiesta del tutore che lo rappresenta, e nel contraddittorio con il curatore speciale, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario (fatta salva l'applicazione delle misure suggerite dalla scienza e dalla pratica medica nell'interesse del paziente), unicamente in presenza dei seguenti presupposti: (a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; e (b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignità della persona. Ove l'uno o l'altro presupposto non sussista, il giudice deve negare l'autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa.."
Thomas.. dimmi cosa non ti torna di quello che ho detto..
E adesso possiamo dire "ti amo da morire", se non sei come ti voglio, preferisco farti morire...
Può succedere a tutti, non solo in questo caso, di trattare chi amiamo come una cavia... Ho letto una frase di Eluana di prima dell'incidente: "Sono destinata a fare da cavia tutta la vita"...
Pare proprio che l'opposto del moralismo sia Gesù: non l'uomo deve servire ai protocolli, ma i protocolli servire l'uomo...
Lexi - "non si capisce perché a questo povero cartoccio incosciente e senza vita che è il corpo di Eluana, soltanto in quest’ultima fase vengano somministrati dei sedativi."
A quanto ne so io i centri nervosi della veglia, della memoria e del dolore di Eluana non funzionavano già da tempo e i sedativi, che mi pare ricevesse anche prima, servivano per placare degli attacchi tipo epilessia.
"sarebbe un duplice errore perseverare nella “dimenticanza” o continuando a rinfacciare gli errori passati senza proporre però delle soluzioni per il presente ed il futuro."
Il problema è che le soluzioni, se prese di fretta e col solo scopo di cavalcare l'onda emotiva del momento, rischiano di essere peggiori del vuoto legislativo che c'era prima.
"Se 8 Italiani su 10 pensano esattamente il contrario di quello che dice il Papa quando si affaccia alla finestra, allora vuol dire che qualsiasi discorso del Papa ha la stessa influenza di una dichiarazione di Nuvola Rossa. Non c’è ragione di scaldarsi."
No Lexi, sei troppo intelligente per cascarmi su questo punto. Intanto le percentuali che avevo sentito io erano di poco superiori al 50% ma potrei sbagliarmi. Detto questo il Papa ha molta più influenza di Nuvola Rossa e di Groucho Marx sul nostro Parlamento e poco importa se 5 o 8 italiani su dieci siano favorevoli alla sospensione del nutrimento. Certe posizioni della chiesa non sono più maggioritarie da tempo (si chiama secolarizzazione, se non sbaglio) ma ciò non ha impedito l'affossamento di quelle leggi ritenute troppo "laiche".
Detto questo, ora Eluana è morta. Spero che questa vicenda non finisca nel dimenticatoio come spesso accade nel nostro Bel(?)Paese ma che ci consenta di avere una legge equilibrata sul testamento biologico, in modo che ciascuno possa decidere della propria in base alle proprie convinzioni e senza doversi attenere ad una visione assolutista.
Spero anche di non dover più assistere al triste spettacolo di persone che danno del boia a un padre il cui solo torto, a quanto pare, è stato quello di voler rispettare il volere della figlia e, al tempo stesso, le leggi del proprio paese.
Greylines
Credo che l'aggressività derivi da un profondo senso di ingiustizia:uno teorico,nel senso che io non impedisco ad un genitore ciellino di tenere in vita la figlia vegetale x anni,però lui si sente in diritto di intromettersi con la mia. e fin qui vabbè.
Poi c'è il senso di ingiustizia dolorosa,dato dalla realtà,cioè dal fatto che in Italia quello che è successo ad Eluana accade continuamente,nel silenzio e nelle vergogna.il 3% dei medici è praticato l'eutanasia ed il 40% la sospensione delle cure.
Invece questo omino dignitoso,Englaro,ha voluto fare le cose alla luce del sole,legalmente,ricevendo in cambio una tempesta di merda insopportabile per noi spettatori
(Dio quando B.ha detto che "eluana può avere figli" avrei voluto spaccare la TV).DA qui la giustificata aggressività,data anche dal fatto che non si percespiscde (non vien fatto percepire)che quelli che stanno con il padre sono la maggioranza.
personalmente io non trovo niente di più odioso dell'ipocrisia,della distanza fra teoria e pratica su questi temi.
Che la Chiesa non sposti voti è ormai notorio,così come il cronico scollegamento dalla realtà di chi ci governa,sopratutto su queste cose.
Era sedata per evitare spasmi musculari(e per accelerare la fine),comunque non c'è dubbio che Eluana persona fosse morta.
Qua si parla della sentenza un po' nello specifico, e di come si ispiri all'esempio anglosassone:
http://retoricaelogica.blogspot.com/2009/02/in-fondo-farsi-prendere-per-i-fondelli.html
Sai chi si è macchiato di omissione di soccorso?
Dio.
L'unico che avrebbe potuto far qualcosa.
A partire dall'evitare quell'incidente.
Un decreto per abolirlo, questo Dio da amare?
No Lexi, ti ho fatto una domanda precisa, non mi hai risposto.
Se tu fossi (stata) in Eluana, per 17 anni e per un attimo, solo per un istante, ti fossi svegliata, così, un miracolo, ma giusto il tempo per darti la possibilità di decidere della tua sorte e poi ripiombare in quello stato... Se ti fosse stata data questa possibilità, di dire la tua, di affidare il tuo destino a qualcuno, a chi? Se non ti trovassi nelle condizioni di esprimerti, ma avessi la forza di alzare solo un dito, per indicare la persona che dovrà decidere per te, quel dito, su chi lo punteresti?
Il Papa? Berlusconi? Un giornalista, politico di destra? Di sinistra? Un filosofo?
O su tuo padre?
E se, sempre per miracolo, avessi la forza di dire una sola parola, quale sarebbe?
Io ti rispondo su questa seconda domanda:
"silenzio".
O forse "fanculo tutti". Ma sono due parole.
@dan: Alludevo a questo passaggio:
"sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignità della persona."
Tu, invece, parli di scelta di Eluana, quando mi sembra che sia solo (con tutto il rispetto) riferita dal padre.
@Thomas Jefferson
La sentenza è chiara.. come ho riportato dall'estratto, al padre non è stata data carta bianca, ma il giudice ha imposto dei vincoli.. uno dei quali era proprio quello di fornire elementi di prova sulla volontà di Eluana.
Dunque il padre stava portando avanti la volontà di sua figlia e non semplicemente la propria.
E' chiaro che tra gli elementi di prova non vi era una dichiarazione scritta (come poteva esserci d'altronde..all'epoca non c'era una regolamentazione.. in piu' lei aveva poco piu' di vent'anni).
Le prove fornite si basavano principalmente su testimonianze di piu' persone (non solo del padre) e sulla ricostruzione di alcuni eventi della sua vita.
Se leggi la sentenza per intero scoprirai i dettagli.
Non si uccide così nemmeno un cavallo? Di fame e di sete? E' il modo con cui sono morte più persone nella storia dell'umanità.
Sai come non si dovrebbe morire invece?
Con un colpo di pistola, una iniezione letale, la sedia elettrica, la lapidazione, per una rapina andata male, per gioco (bruciare un barbone), per una infibulazione fatta su una bambina, per un suicidio dovuto alla vergogna di essere stata stuprata.
Morire di fame e di sete, incosciente, con un padre che piange su di te è la morte più dolce che possa immaginare.
Perchè nella vita, in un modo o nell'altro, si muore.
Non si uccide così nemmeno un cavallo?
Forse è più vero che non merita una vita così nemmeno un cavallo.
Da quando hai preso la tua deriva religiosa non sei più obiettiva, parli per concetti bigotti e non tuoi. La Lexi che lesbicava ai quattro venti è diventata la rigida brava mogliettina repubblicana, piena di preconcetti e luoghi comuni clericali.
Il rispetto per tuo marito ti ha fatto perdere rispetto per te stessa. Cercare il significato delle cose in Dio ti sta trascinando in territori che non ti appartengono. Cio' che ne viene fuori è qualcosa di (e te lo dico con reale dispiacere) sinceramente ridicolo.
Dio non esiste, Lexi.
Tu sei lesbica, Lexi.
Eluana non viveva, Lexi.
Torna.
Marcello
Amen!
Come è sciocco da parte dei sedicenti laici avere scaricato la questione della sacralità della vita su Dio e sui religiosi. Quando si tornerà indietro da questo tragico equivoco...
Mi sconcerta poi questa visione così antropocentrica. Ma guardate che, a meno che non crediate che l'uomo l'abbia creato Dio per dominare sulla terra (molti si credono laici solo perché atei... ma poi mettono in atto dei dogmatismi rovesciati, dei fondamentalismi), il cervello umano non è una forma privilegiata a prescindere, una forma perfetta, suprema.
Il cervello umano è una macchina limitata, un organo come un altro, che oltretutto non sappiamo nemmeno bene come funzioni. Ritenere di dover abbandonare alla morte per inedia un essere umano, anche che non abbia speranze di tornare alla "normalità", badate che non è così automatico. Tra N anni probabilmente avremo cervelli umani (e magari superumani) simulati con un calcolatore: intelligenti, coscienti. A quel punto cosa direte, che valgono quanto noi e che un "reset" è un delitto?
Secondo me è completamente sbagliato vedere il problema solo nell'ottica della guarigione e della reversibilità, quando invece molte delle persone che vivono a contatto con questi pazienti e li curano hanno preso coscienza che lo stato vegetativo è più che altro una diversa condizione esistenziale, tragica sicuramente ma anche in parte insondabile.
Come pure è sciocco e anche abbastanza ipocrita parlare di accanimento terapeutico: ci sono pazienti, coscienti, attaccati alla ventilazione artificiale, ci sono pazienti che devono stare in dialisi tutta la vita.
E' ovvio che il problema non è l'accanimento terapeutico ma lo stabilire se una paziente con questa grande disabilità mantiene ancora la dignità, l'identità e i diritti di essere umano.
Per quanto riguarda l'eugenetica già abbiamo degli esempi comunque. Diverse patologie del feto consentono in Italia di arrivare all'aborto oltre i 90 giorni, cosa che per un feto sano è molto più problematica.
Detta in soldoni, il feto sano ha più tutela (perché se una legge lo protegge è ovvio che è quella la ratio) del feto malato. E' chiaramente una discriminazione, ed è operata sul perpetuo equivoco di essere umano o non essere umano.
Io sono disposto a discutere su tutti questi temi che ho toccato, non ho idee granitiche su alcuno. Però le cose vanno chiamate col proprio nome e non bisogna essere ipocriti e/o paraculi.
"quando invece molte delle persone che vivono a contatto con questi pazienti e li curano hanno preso coscienza che lo stato vegetativo è più che altro una diversa condizione esistenziale, tragica sicuramente ma anche in parte insondabile."
Un po' come quelli che chiamano i disabili diversamente abili... Eluana era diversamente viva.
@Fabio
Dire che hai preso la tangente sarebbe un eufemismo..
Hai completamente stravolto il punto della questione..
Il problema non è come dici tu "stabilire se una paziente con questa grande disabilità mantiene ancora la dignità, l'identità e i diritti di essere umano. "
Tutt'altro..
Il problema è :
Ha diritto una persona di autodeterminarsi ? Ha diritto una persona di scegliere cosa fare della propria vita ?
La mia personale risposta è si.
Perchè questo è uno dei diritti fondamentali della persona.
Se tu pensi davvero che lo stato vegetativo sia vita.. sono fatti tuoi, nessuno verrà a staccarti la spina se dovessi trovarti in quella situazione. Ma non puoi imporre la tua (assurda) visione su chi la pensa diversamente. Non puoi decidere tu della vita di qualcun'altro.
Se tu calpesti questo diritto fondamentale dell'uomo, gli stai togliendo la sua dignità invece che riconoscergliela.
Se poi per sostenere la tua tesi vuoi continuare a raccontarti la storiella che Eluana in realtà non avesse espresso alcuna volontà e che il padre l'ha uccisa, continua pure... ma per favore non tirare in ballo divinità, aborti terapeutici, intelligenze artificiali o eugenetica.. perchè non centrano assolutamente nulla.
Per uscire fuori tema.. visto che dici che le cose vanno chiamate con il loro nome.. ti invito ad aprire un' enciclopedia e vedere che significa la parola "eugenetica".. dopodichè informati meglio sulla legislazione italiana che regolamenta l'aborto..
Non è possibile utilizzare con tanta leggerezza e approssimazione certe parole che hanno avuto un reale significato in passato in ben altri contesti.
Dan, io sulla legislazione che determina l'aborto sono decisamente ben informato, a differenza di chi si mise a dire delle stupidaggini nella circostanza che ho ricordato prima (quelli che volevano sopprimere i neonati perché volevano concedere diritto di vita e di morte ai genitori). E a parte la legislazione conosco anche la prassi e le situazioni in cui la legislazione viene disattesa.
Concedere una tutela diversa a malato e sano è una forma di selezione prenatale legalizzata che, pur non avendo scopo eugenetico (so bene cosa significa), finisce per coincidere di fatto con esso. Poi io ti posso dire anche che sono d'accordo, ma non essendo un paraculo devo dire che c'è una discriminazione del malato - nella fase in cui non è ancora un pieno soggetto giuridico.
Per il resto ti invito a non applicare censure preventive... lascia che gli altri si esprimano liberamente. Non intimidire, non fare come è costume da certe parti, e leggi meglio gli interventi per capire il pensiero di chi hai di fronte.
Io sostengo convintamente che in questo caso la volontà dell'inferma di essere lasciata morire oltre a non essere documentata in maniera accettabile (cosa su cui potrei sorvolare volendomi fidare della parola del padre) ritengo essere inattuale, inaccettabile per raccogliere una volontà di morte. Di morte. Qui ancora non si è capito che non stiamo parlando in leggerezza, qui si parla di morte.
(E qui si ritorna alla natura dello stato vegetativo, non è vero che non c'entra... perché è proprio la considerazione che tu hai di questa condizione del malato che ti porta a parlare di morte e di abbandono così alla leggera)
Per i malati coscienti è tutta un'altra storia. Per coloro che lo chiedono, se pure con riluttanza, sarei disposto ad appoggiare l'eutanasia (lo sai che è incostituzionale, vero? La costituzione non è sacra ad intermittenza.).
Ma per chi vive in una condizione di quel genere no. Qui è stato chiaramente fatto un atto di prepotenza, di superbia dell'uomo normale nei "confronti" del disabile. E ho trovato miserabile il tentativo di inorridire l'opinione pubblica con i racconti più impressionanti. Sai che scoperta: la malattia è terribile, il dolore è terribile, e terribilmente incomprensibile e spaventoso per chi li vede da fuori. Ma non possiamo sopprimere tutti coloro che versano in condizioni tragiche (compresi i tanti che vogliono vivere) solo perché ci ricordano che esiste un dolore che non vogliamo vedere.
Riguardo la condizione di stato vegetativo, l'intelligenza artificiale etc., invece la cosa è calzante eccome. Perché il problema di voi che vi credete laici è che vi siete creati l'idolo della normalità e dell'uomo, del dovere essere, della provvidenza... anche senza Dio.
Chi ha una visione un po' meno antropica (e più scientifica mi permetto di dire) sa che non deve vedere una differenza sostanziale, perché non c'è, tra un cervello che pensa e un corpo che respira o in cui circola il sangue... e che se si trova costretto ad operarle queste differenze deve essere meno straight-forward, meno automatico e più problematico. Ma questo è il normale frutto di culture diverse, e c'è l'aula parlamentare per comporle.
Sul testamento biologico aspetto di sentire qualche proposta che non sia una miope vaccata.
Se queste considerazioni ti sembrano un "partire per la tangente" secondo me dovresti fermarti un attimo a riflettere. Qui si sta parlando di una questione esistenziale, che investe totalmente la nostra cultura. Solo chi prende una posizione partigiana o meramente ideologica la liquida così in un secondo, o con uno slogan.
"Many that live deserve death. And some that die deserve life. Can you give it to them? Then do not be too eager to deal out death in judgement. For even the very wise cannot se all ends" (Gandalf a Frodo, ne Il signore degli anelli)
Sul caso Eluana, credo che osservare quegli occhi aperti nel vuoto la facesse amare di piu' che guardare le foto di quando stava bene.
Secondo me sarebbe opportuno chiedere a ciascuno di esprimere le volonta' biologiche per legge gia' da quando compiamo 18 anni.
jacky: al più consentire di esprimere, non chiedere. Se uno non esprime un parere la scelta dovrebbe essere la più conservativa possibile.
@Fabio
Se davvero non trovi una differenza sostanziale tra un cervello che pensa e del semplice sangue che circola.. beh fossi in te mi preoccuperei.. su.. se ci rifletti ci puoi arrivare da solo..
Ad ogni modo.. difendere il principio di autodeterminazione dell'uomo non significa liquidare la questione con uno slogan. Tale principio è il cardine di un sistema democratico e liberale e con tale principio viene tutelata sia la mia che la tua opinione. Io non ho mai affermato come dici tu che bisognerebbe sopprimere chiunque si ritrovi in condizioni tragiche.. ma semplicemente che ognuno debba avere la facoltà di decidere per se stesso. Tu invece arrivi fino al punto di dire che anche se Eluana avesse lasciato uno scritto con le sue volontà, neanche in quel caso riterresti giusto "staccare la spina". Scusa tanto.. ma questo è un atteggiamento assolutamente arrogante perchè pretendi di imporre la tua visione sulle altre persone, negandone di fatto i diritti e la dignità (questo si, è un'atto di prepotenza).
Per quanto riguarda la legislazione italiana sull'aborto..
Se mi parli di discrimine tra feto sano e feto malato effettivamente c'è (fermo restando che non c'è nessun automatismo.. ma tale discrimine viene lasciato alla coscienza del genitore). Tuttavia non si puo' comunque parlare di eugenetica.. ne negli scopi (come ovviamente riconosci tu stesso), ma neppure all'atto pratico, in quanto le patologie per cui è permesso tale discrimine, sono patologie veramente gravi tali per cui anche se il feto sopravvive non sarebbe in grado di diventare a sua volta genitore.. dunque il suo dna "difettoso" si troverebbe comunque in un vicolo cieco, non avendo possibilità di perpetuarsi nel pool genico della nostra specie.. il fine dell'eugenetica (ossia il perfezionamento della "razza" umana) dunque non è realizzato neanche in questo caso.
Viene semplicemente lasciata la possibilità a un genitore (e sottolineo possibilità e non obbligo..) di risparmiare al figlio inutili sofferenze, anticipando una selezione che la natura provvederebbe comunque ad operare.
In fine.. occhio al significato del termine "laico" e in ogni caso non fare supposizioni su cose di cui non ho mai parlato, perchè con la frase che tu hai scritto.. ossia:
"voi che vi credete laici è che vi siete creati l'idolo della normalità e dell'uomo, del dovere essere, della provvidenza... anche senza Dio"
.. oltre ad essere piuttosto confusa, è anche sballata nei significati.
Sia per quanto riguarda la laicità.. sia per quanto riguarda la morale non basata su un credo religioso.. informati meglio e non imputare agli altri pregiudizi tuoi.
Se poi intendevi dire che il vero laico sei tu.. allora dovresti unirti pure tu alla difesa della libertà di scelta.. perchè la laicità è questo.. niente di piu' niente di meno.
stranamente (si fa per dire) sono come al solito perfettamente d'accordo. un saluto da un vecchio amico.
Joliet Jake
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