Wednesday, February 4, 2009

Richiudiamo il libro dei sogni

Nancy Killefer era stata scelta da Barack Obama in funzione di moralizzatrice dell’apparato governativo (Chief Performance Officer).
Una specie di Brunetta d’America, chiamata a fare le pulci alla burocrazia interna della Casa Bianca, individuare gli sprechi e le spese inutili e porvi rimedio.
E’ finita che le pulci le hanno fatte a lei, scoprendo che non pagava i contributi alla domestica.
Risultato: esce dal governo di Obama prima ancora di entrarvi.

Tom Daschle, nonostante un passato da lobbista e ricche consulenze per società farmaceutiche, era stato scelto da Barack Obama come proprio ministro della Sanità, con lo scopo di mettere in atto uno dei punti principali del programma presidenziale, ossia la riforma del sistema sanitario.
Incidentalmente si è scoperto che Daschle si era dimenticato di pagare un bel po’ di tasse legate ai guadagni ottenuti come collaboratore di InterMedia Partners, una società d’investimenti, così come di essere stato un po’ impreciso sulla deducibilità di donazioni fatte a varie associazioni di Nativi Americani.
Risultato: esce dal governo di Obama prima ancora di entrarvi.

Nei giorni scorsi una vicenda analoga aveva coinvolto Tim Geithner. Nonostante i suoi legami con Goldman Sachs, Obama lo ha nominato Segretario al Tesoro. Da lui, quindi, passa tutta la contabilità dello Stato e forse è proprio perché è talmente impegnato a controllare i conti dell’America che si è (pure lui) dimenticato di controllarsi i suoi, dal momento che (pure lui) non ha pagato un bel po’ di tasse.
Però, a differenza di Killefer e Daschle, Geithner non si è tirato da parte e certamente noi gli crediamo quando dice che in futuro sarà meno sbadato.

Nel frattempo Obama ha nominato come proprio Segretario al Commercio il senatore repubblicano del New Hampshire, Judd Gregg, e qualcuno, esageratamente malizioso, ha suggerito: ma non sarà che Obama, furbetto, con questa mossa vuole togliere un senatore del partito avversario e farlo sostituire con un democratico?
Non a caso il governatore del New Hampshire, John Lynch, a cui spetta l’incarico di scegliere il sostituto, è un democratico.
Ma naturalmente si era trattato di un’inutile cattiveria e il buon Lynch, dopo aver letto i giornali, ha deciso di dare la nomina vacante a Bonnie Newman, una repubblicana.

Comunque, anche qui, un po’ di brividi ci sono stati. Si ricorderà infatti che, in origine, per questo ministero, Obama aveva scelto il governatore del New Mexico, Bill Richardson, il quale aveva dovuto ritirarsi in quanto indagato per corruzione in una gara di appalti.

Se a questi aggiungiamo i casi di Rod Blagojevich (il governatore dell’Illinois arrestato per aver “venduto” il seggio lasciato vacante da Barack Obama) e di William Lynn (dirigente della più importante fabbrica di armi, al quale Obama ha dato carta bianca per l’acquisto di nuove armi), viene spontaneo pensare che, forse, quell’epoca di moralità e quel “nuovo” modo di fare politica che erano stati preconizzati con l’avvento aureolato di Obama, resteranno ancora una volta nel libro dei sogni.

4 comments:

gio said...

Ma ci rimane qualcuno a fianco del neo eletto?

Maurizio2 said...

E poi continuate a dire che in Italia non facciamo scuola!

Però per raggiungere la nostra percentuale di parlamentari concussi/inquisiti/condannati ne avete ancora delle bistecche da mangiare.....

Greylines said...

Adesso capisco la strategia del PD: stanno davvero tentando di imitare Obama!
Ma tu guarda 'sto Walter, e io che credevo che fosse ormai bollito...

Greylines

stefano said...

Almeno negli USA questa feccia paga profumatamente per ciò che riesce a commettere.
Galera e via la chiave per una ventina d'anni. Non solo, questi soggetti non avranno mai il pudore per venire riciclati nel momento in cui usciranno (scontando TUTTA la pena). E quando moriranno...se caso mai decidessero morire all'estero (magari ad Hammamet) non verranno osannati come dei martiri caduti in nome di non si sa che cosa.

Ecco, in Italia siamo in leggerissima controtendenza...sigh!
E da questo punto di vista gli Americani dovrebbero essere contenti di essere Americani.

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