Alcuni giorni fa Lech Walesa e Vaclav Havel, insieme ad una ventina d’intellettuali e personalità politiche appartenenti a quei paesi dell’Europa centrorientale che per 45 anni furono tenuti sotto il giogo del comunismo sovietico, hanno scritto questa lettera aperta al Presidente Obama, chiedendogli di non rinunciare al programma di protezione antimissilistica che prevederebbe l’installazione di basi in Polonia e Repubblica Ceka.La lettera è interessante e molto articolata (non poteva essere diversamente, visto la qualità morale e intellettuale dei personaggi) e di sicuro i giornali italiani ne avranno dato ampio risalto...
Leggerla mi ha però fatto venire alla mente un aneddoto, forse non troppo conosciuto, riguardante Winston Churchill e Dwight Eisenhower, nel momento in cui il primo, ormai ottantenne, rivestiva per l’ultima volta la carica di premier della Gran Bretagna, mentre il secondo era appena stato eletto Presidente degli Stati Uniti.
I due non si potevano sopportare. Al di là di un’apparenza di circostanza, a dividerli c’era un’antipatia reciproca nata nei giorni dello sbarco in Normandia.
Churchill considerava Eisenhower una testa di cazzo e Eisenhower ripagava Churchill chiamandolo, nelle conversazioni private, “vecchio rimbambito”.
Alla morte di Stalin (marzo 1953), Churchill prospettò al neo-Presidente Americano un atteggiamento nuovo e più fiducioso nei confronti dell’Unione Sovietica, dando quindi un’apertura di credito nei confronti di Kruschchev.
In tutta risposta Eisenhower, con una schiettezza e una volgarità tipicamente americane, gelò il vecchio alleato dicendogli che per lui l’Unione Sovietica non era altro che “a woman of the streets who has a new dress or has just patched up the old but it’s certainly the same whore underneath”…una donna di strada che si è messa un nuovo abito o ha rammendato il vecchio ma che, sotto, rimane pur sempre la stessa puttana di prima.
Ecco. Probabilmente Havel e Walesa, nello scrivere a Obama, non hanno pensato alle puttane o agli abiti – rammendati o meno – che può avere indosso il furbo Putin. Però, stringi stringi, il senso è quello.
7 comments:
"Di sicuro" i giornali italiani hanno dato risalto alla notizia, solo che lo hanno fatto dopo le novità del calciomercato e i consigli dei dietologi per l'estate (tra l'altro mi chiedo se ci voglia un professorone per capire che in agosto è meglio non ingozzarsi di stufato di bue muschiato, ma tant'è) e quindi ce la siamo tutti persa.
Complimenti per il post, come sempre interessante.
Che io sappia io russi capiscono solo la forza e non si fermano davanti a nulla. Ma Obama fa il buono ...
I polacchi hanno buoni motivi per temere i russi.
Non altrettanto l'Europa occidentale, che al massimo deve temere i polacchi...
Mauro
bombardiamoli e non se ne parli più...
Ciao, complimenti per il blog.
Capisco i timori di Walesa e co. ma temo che le loro richieste resteranno pressocchè inascoltate. I paesi dell'europa orientale,storicamente fra l'incudine ed il martello,non rappresentano in questo momento un interesse strategico per gli USA.Ora come ora la Russia non è una minaccia "politica" e gli storici (neo)alleati dell'europa occidentale ne dipendono per gli approvvigionamenti energetici.Basi missilistiche USA in Polonia sarebbero un segnale di ostilità gratuita ed ingiustificata verso i russi. E' l'UE che si deve occupare della sicurezza(anche economica..) degli Stati che ne fanno parte:probabilmente una Germania più "forte" da un punto di vista militare tranquillizzerebbe gli stati centrali...o forse no.;-)
Luca
Che Putin fosse comunista non ci crede neanche Berlusconi, che pure è solito dare del comunista a chiunque. Vi ricordo che McCarthy è morto, per fortuna. Con simpatia
Beh, dal 1975 al 1990 Putin fece parte del KGB che, pur senza scomodare McCarthy, un cicinin comunista lo era. Oggi, potendo guardare le cose da una prospettiva diversa, potremmo pensare che per un tipo astuto e cinico come lui il comunismo era soltanto un mezzo per acquisire potere personale. Però quando era pagato per fare lo spione nell'URSS brezhneviana difficilmente avrebbe potuto immaginare che quel sistema sarebbe un giorno crollato e lui sarebbe diventato di botto un democraticone alla D'Alema. Lo stesso Presidente Napolitano, oggi riverito ed indicato come esempio di saggezza, mi sa che poco-poco comunista lo sia stato, dal momento che nel 1956, quando i carri armati sovietici schiacciavano i sognatori ungheresi, lui disse e scrisse che l'URSS portava la pace. Insomma: il tempo cambia le prospettive, e dobbiamo tenerne conto, però alcuni fatti restano e non ce ne dobbiamo dimenticare. In più: nei panni dei polacchi o dei ceki bisogna essere più indulgenti. Quello che hanno passato quei popoli e quelle nazioni a causa del comunismo ancora se lo ricordano. Che abbiano una certa prevenzione nei confronti di Mosca è comprensibile.
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