Friday, January 30, 2009

La Bella e le bestie

Di Jessica Alba, oltre alla evidente, strepitosa bellezza, è notoria anche la sua sviluppata idiosincrasia nei confronti della stampa più idiota. Ossia: della stampa tout court. Il che me la rende istintivamente simpatica.

L’origine di questo sentimento credo nasca dal fatto che, generalmente, la critica cinematografica americana l’ha sempre descritta come una bellona dalla non eccelsa capacità recitativa e, “di conseguenza”, secondo un modo di pensare stereotipato, quasi certamente anche provvista di scarsa intelligenza.

Per cui mi fa piacere parlare brevemente dei due schiaffoni (purtroppo solo morali) che la ragazza di Pomona ha rifilato nei giorni scorsi ad alcuni giornalisti cosiddetti professionisti.

Dunque. Avvicinata da un cronista della Fox mentre si reca al ricevimento ufficiale in onore di Obama, Jessica Alba, con imprevista disinvoltura, ribalta i ruoli e s’improvvisa intervistatrice, chiedendo al giornalista quale sia secondo lui la principale caratteristica del nuovo Presidente.

Una domanda apparentemente banale e inoffensiva. Ma tanto basta. Come spesso accade ai giornalisti televisivi, è sufficiente che qualcuno mandi a monte il loro compitino scritto per non fargli capire più nulla.
E così, al culmine di una figura veramente penosa, Jessica inchioda quel ridicolo salame liquidandolo con un secco: “, bravo. Fai il neutrale. Fai la Svezia”. (link)

A quel punto, dagli studi della Fox, si scatena il noto Bill O’Reilly (precedentemente bollato da Jessica Alba come “uno stronzo”), il quale non sta più nelle pelle e, liberando tutto il suo sarcasmo, si scaglia contro l’attrice definendola una “pinhead”, una testolina vuota capace solo di confondere la Svezia con la Svizzera.

Hey Jessica”, ridacchia O’Reilly con soddisfazione, “Era la Svizzera ad essere neutrale nella Seconda Guerra Mondiale, non la Svezia!”…ha-ha-ha…

Gli fanno eco alcuni gossip blogs, tra i quali il celebre TMZ che non esita a dare a Jessica dell’arrogante pagliaccio e della cretina, invitandola a stare zitta.

Certo, Bill O’Reilly è un signore molto noto di 60 anni, che ha studiato ad Harvard e alla University of London, che si è laureato in giornalismo a Boston, che ha scritto per diversi giornali e ora conduce un programma televisivo di successo.
Mentre Jessica Alba è soltanto una bella ragazza californiana di 28 anni che non è andata oltre al liceo di Claremont.

Ma ciò non toglie che lei abbia ragione e che O’Reilly sia un ignorante che non conosce la Storia.

Per cui ha fatto benissimo Jessica Alba, due giorni fa, a mollare il secondo schiaffone a questi signori, scrivendo sul suo blog poche ma incisive righe:

"Trovo deprimente che nel mezzo di quello che è forse il periodo più saliente della storia del nostro paese, ci siano individui che in posizioni di responsabilità diffondono qualità negative e stupidità. La scorsa settimana il signor Bill O’Reilly e alcuni siti “di classe” (TMZ) hanno insinuato che io fossi una cretina per aver definito la Svezia una nazione neutrale. Apprezzo il fatto che O’Reilly sia un telegiornalista e che questi siti di gossip siano pieni di un giornalismo così intelligente, ma davvero…mi mette una tale tristezza sapere che voi pensiate che l’unico paese neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale fosse la Svizzera”. (link)

Il bello è che Jessica Alba non ha detto nulla di eccezionale, ma tanto è bastato per evidenziare la miseria intellettuale, culturale e umana di questi scribacchini.

Che il livello culturale di tantissimi ragazzi americani sia modesto è un fatto.
Così come è assodato che, per quanto concerne la conoscenza della storia e della geografia dell'Europa, i giovani di questo paese sono delle assolute bestie.

Ma le bestialità non sono accettabili quando vengono da quei professionisti dell'informazione che dovrebbero invece garantire un minimo di serietà e di competenza.

Bisogna comunque dare atto che, perlomeno, i responsabili di TMZ hanno in seguito riconosciuto il loro errore e hanno chiesto scusa a Jessica Alba.
Non altrettanto ha fatto Bill (a questo punto “pinhead”) O’Reilly. Ma, chissà perché, la cosa non mi sorprende più di tanto.

***

p.s.: aggiungo questo mio vecchio scritto incentrato sull’origine svedese della mia famiglia. E’ un racconto un po’ triste ma penso faccia capire cosa fosse la Svezia negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Thursday, January 29, 2009

La profezia delle foglie del tea

Appena la si vede spuntare in lontananza, Chimney Rock sembra una torre di sabbia che qualche bambino ha lasciato sulla spiaggia alla fine della sua giornata.

E forse le cose non sono andate molto diversamente se è vero che tutt’intorno, qui, c’era un grande immenso oceano e le rocce, gli spuntoni e i monti che oggi s’innalzano all’improvviso dalla mesa sono le costruzioni lasciate per ricordo da un dio preistorico che in qualche modo doveva pur ingannare il tempo in quei millenni scanditi da vento e solitudine.

Salire fin sopra a Chimney Rock non è così difficile, come invece potrebbe far supporre la sua vertiginosa struttura. I sentieri che portano fino in cima sono abbastanza agevoli e il panorama che ti sa regalare è di quelli che tolgono il fiato (foto seguente).

E’ qui che, al tempo degli Anasazi (l’antica comunità da cui sarebbero derivate le tribù locali degli Zuni, dei Pueblo, dei Navajo), salivano gli sciamani per abbandonarsi alle loro mistiche meditazioni, intonare canti e studiare il passaggio misterioso degli astri.
Questo, molto tempo fa. Prima che, dall’altra parte del continente, lungo la costa atlantica, Leif Ericson guidasse i suoi vichinghi ad esplorare Vinland.

Spostando lo sguardo verso destra e strizzando appena gli occhi, dalla cima si scorge Ghost Ranch e quella che fu l’abitazione di Georgia O’Keeffe, che qui visse fino a 98 anni catturando gli incredibili colori del New Mexico e mettendoli nei suoi dipinti di teschi bovini e di fiori che fanno pensare al sesso aperto delle donne.

La visione della casa mi fa tornare in mente una mia piccola storia e un’assurda profezia incredibilmente avveratasi.

Si va a cinque anni fa, se non ricordo male. Durante uno dei miei ritorni provvisori dall’Italia. C’è mio padre, con il quale sottotraccia resta ancora un’impronta di rancore da sciogliere. E lui farebbe ogni cosa pur di rendermi felice. Così mi porta qui a Ghost Ranch e mi regala un corso di pittura che si tiene in quella che, fino a pochi anni prima, era stata la proprietà di Georgia O’Keeffe.

Devo ancora capire se mi piace visitare le abitazioni di personaggi famosi per i quali ho ammirazione. Non ne sono così sicura. In un certo senso ho quasi l’impressione di essere irrispettosa nel posare lo sguardo su oggetti appartenuti ad altri.

Quella volta, girando per la casa della O’Keeffe, ricordo di essermi bloccata davanti alla teiera che lei adoperava ogni giorno e di essermi ad alta voce stupita del fatto che, a distanza di anni, ci fossero ancora delle foglie di tea al suo interno.

"Oh , niente di strano", mi dice un’altra donna, mia compagna di corso. Lei si chiama Tess e, a occhio e croce, ha 15-20 anni più di me. Da quel momento mi cattura con la descrizione di tutte le proprietà magiche e divinatorie del tea e delle sue foglie e non mi lascia più andare finché le prometto che sì, o.k., può darmi una dimostrazione leggendo il mio futuro nelle foglie del tea che mi farà bere.

Non so quanto mi debba sforzare di non ridere. Un po’ per la situazione assurda e ancora di più quando Tess mi fa salire sul camper che è la sua permanente casa viaggiante.
Quello che mi fa ridere, a me ragazzina di 16 anni, è una storia che ho sentito dire dai miei amici maschi, secondo i quali le donne che girano gli States posteggiando i camper ai margini delle città sarebbero insuperabilmente le migliori a offrire i lavori di bocca.
Non ho mai capito perché ma questa è la fama che si portano dietro. E la cosa, guardando Tess che mi parla, mi mette una gran voglia di ridere.

***

Anche se ha origini orientali, la lettura delle foglie del tea è molto praticata qui. Osservando le foglie depositate sul fondo, o meglio ancora quelle che restano appiccicate al bordo, si devono saper interpretare forme e figure dando il corrispondente significato.
Personalmente, tutte le volte che ci provo, vedo solo una poltiglia di foglie inzuppate, ma le lettrici maggiormente dotate di poteri psichici o più semplicemente con una gran fantasia da sparaballe ci vedono tutto l’impossibile.

E così mentre sono lì a sorseggiarmi la mia tazza di Wu-long, cercando di non fissarmi troppo sulle sue labbra, Tess mi ricorda di lasciare sul fondo un po’ di tea e tutte quante le foglie.
Quando finisco prende la mia tazza, la fa girare lentamente per un po’, dopo la rovescia sul piattino per far uscire il liquido residuo e la tiene così per qualche istante. Dopodiché risolleva la tazza e da quel momento inizia lo studio delle foglie del tea.

"Nessuna forma triangolare", dice Tess e alla domanda se ciò è preoccupante per il mio karma lei si limita a dirmi che vede distintamente una forma circolare, anzi un vero e proprio anello.
"Ecco, vedi?", dice lei indicandomi delle linee immaginarie in mezzo alla poltiglia verdognola. "Sono chiarissime".
"In effetti è sorprendente", dico io che in realtà non vedo un tubo. "E cosa vorrebbe dire?"
"Che ti sposi entro sei mesi", fa lei. "A ring is an upcoming marriage".

"Ha-ha-ha!", scoppio a riderle in faccia, mischiando nella mia esplosione liberatoria la stronzata appena sentita e la storia repressa sulle donne che vivono nei camper.
"Ma fra sei mesi avrò ancora 16 anni!...", le dico. Se vuole capire…(nella foto: l'incredulità sfottente di Lexi)

"Ah ecco, adesso si spiega", dice lei che nel frattempo ha preso a osservare la tazza nell’altro lato.
Se i simboli si dispongono in senso orario, mi dice, gli accadimenti sono prossimi, nell’ordine dei mesi, ma se invece si dispongono a spirale in senso antiorario l’avvenimento si allontana.
"Scusa", dice lei, "se guardiamo in questo senso è tutto molto più chiaro...Non ti sposerai nei prossimi sei mesi, bensì entro sei anni".

" , come no", penso io, si è corretta perché ha capito di averla sparata grossa. Prevedere il matrimonio di una sedicenne nel giro di pochi mesi è rischioso. Spostare il tutto in avanti di sei anni le dà il tempo di succhiare una marea di altri cazzi prima di fuggire a Panama per evitare di essere smerdata come una ciarlatana.
"Wait and see", chi vivrà vedrà, dico io, e intanto cerco nella mia mente una scusa per andarmene il prima possibile da quella scentrata pompinara ambulante.

***

Ghost Ranch, oggi, è di proprietà della Chiesa Presbiteriana, che affitta le camere e organizza, per chi vuole, dei corsi che possono includere l’arte, la pittura, l’ebanisteria, le lingue antiche, l’archeologia, la paleontologia (da queste parti si trovano ossa di dinosauro in abbondanza), studi biblici (centrati su argomenti specifici, come per esempio l’interpretazione delle figure femminili all’interno della Bibbia)…E nonostante la presenza di tanti Presbiteriani non si respira un opprimente senso religioso, ma piuttosto una diffusa atmosfera di spiritualità.

La nostra stanza fa parte di un’ampia costruzione a U, circondata da prati e alberi e con in mezzo una piscina che è come un piccolo lago nel deserto.

La caratteristica è che non ci sono né chiavi né serrature alle porte. Per chi viene da una grande città può essere un po’ difficoltoso riuscire ad addormentarsi sapendo che chiunque potrebbe entrare per rapinarti o fare di peggio, ma non appena ci si trova immersi in questo ambiente così isolato e grandioso subentra anche la sensazione che lì il male non abbia accesso. E’ strano ma è così.

Anzi, mi viene quasi da ridere al pensiero che qualcuno possa entrare, magari proprio nel momento in cui marito e moglie stanno consumando.
Conoscendo la cordialità di questa gente sono sicura che, con quella loro tipica cadenza veloce detta "machine gun" (“a mitraglia”), direbbero qualcosa tipo: "Finite pure con calma, io intanto preparo un po' di caffè".

Certo che, se quando siamo fuori, mi ciulano il portatile, faccio una strage che, a confronto, Columbine diventa l’allegro tirassegno del luna park…

***
Un tamburo risuona nella notte desertica. E’ il modo in cui Dio annuncia la sua nascita in questi santuari dell’anima.
Distesi in questo silenzio avvolgente, così saturo di spiritualità, racconto a Jeff la storia di Tess e la sua profezia delle foglie del tea.

"Dovresti dirglielo che aveva ragione", mi fa.
Ma questo è impossibile.
"Si è trasferita a Panama", gli dico. "Pensa che ci è andata in camper".

***

p.s.: Non so perché, ma ad ogni cosa che io dico mio marito si mette a ridere.
(nella foto: marito e moglie sul loro nuovo camper cabriolet deluxe)

Wednesday, January 28, 2009

Prove di appeasement















In risposta alla mano tesa offertagli durante l'intervista ad Al Arabiya, il sempre squisito Mahmoud Ahmadinejad ha detto oggi a Barack Obama che, se vogliono andare d'accordo, dovrà non soltanto cambiare completamente strategia ma anche chiedere scusa per la politica americana degli ultimi 60 anni.

Beh, dai, poteva andare peggio.
Poteva anche chiedergli di togliersi i pantaloni e chinarsi in avanti.

Tuesday, January 27, 2009

Carne fresca alla Casa Bianca

Secondo un diffuso modo di dire, in una ipotetica guerra del sesso tra donne repubblicane e donne democratiche, a spuntarla sarebbero sempre le prime.

A letto, insomma, le donne repubblicane do it better. (E, personalmente, da osservatrice distaccata e imparziale, non posso fare altro che allinearmi a questa posizione).

Monday, January 26, 2009

Eccolo il cambiamento del Presidente O'Bushma

Il 14 agosto 2007, alla domanda su come si dovesse combattere il terrorismo, il non ancora conosciutissimo Barack Obama dichiarò che bisognava aumentare l’invio di militari in Afghanistan, al fine di non limitarsi al bombardamento aereo dei villaggi con la conseguente uccisione di civili.

Le sue testuali parole furono: "We've got to get the job done there and that requires us to have enough troops so that we're not just air-raiding villages and killing civilians, which is causing enormous pressure over there." (link)

Tre giorni fa, venerdì, come ho già scritto nel pezzo precedente e come quasi tutti gli autorevoli quotidiani italiani, NON hanno menzionato, il Presidente Obama ha autorizzato il bombardamento aereo di un villaggio in Pakistan. Morti accertati: almeno 20.

Due giorni fa, sabato, come nessun autorevole quotidiano italiano ha menzionato, il Presidente Obama ha autorizzato un bombardamento aereo nella provincia afghana di Laghman. Morti accertati: 16, di cui 11 civili, tra i quali due donne e tre bambini. (link)

Certo, qualora gli autorevoli giornali italiani decidessero prima o poi di darne notizia troverebbero senza dubbio una differenza sostanziale tra passato e presente.
Vale a dire: i morti causati dai raids aerei di Bush erano tutti civili o, al più, eroici resistenti all’imperialismo yankee. Quelli di Obama, invece, sono tutti terroristi e talebani retrogradi. E pure brutti.

Nel frattempo, però, meglio continuare a parlare delle bamboline Marvelous Malia e Sweet Sasha (link), delle automobili non inquinanti, della (NON) chiusura di Guantanamo e della “perfetta sconosciuta” chiamata a sostituire Hillary Clinton come senatrice di New York. (link)

(Per informazione: trattasi di Kirsten Gillibrand, già eletta due volte al Congresso di Washington e, di conseguenza, non propriamente una “perfetta sconosciuta”).

***
Intanto Barack Obama, dopo aver ricordato che Lui ha vinto e che Lui è il Presidente, ha ammonito i rivali del GOP (i Repubblicani) che se vogliono andare d'accordo con Lui la devono smettere di ascoltare Rush Limbaugh.
Il che sarebbe come se, in Italia, a Berlusconi venisse in mente di emanare un editto contro Santoro. Un'impensabile assurdità, insomma.

Saturday, January 24, 2009

Se il buongiorno si vede dal mattino

Per fortuna la prima settimana del nuovo Presidente è stata una settimana corta.

Dico questo perché dopo soli tre giorni dall’ingresso alla Casa Bianca, i giornali americani (compresi quelli dichiaratamente pro-Obama) cominciano a registrare alcune perplessità sul modo in cui è avvenuto l’approccio ai problemi da parte della nuova Presidenza.

Thursday, January 22, 2009

La porno revolution di Barack & Michelle

A quanto pare, tra i tanti effetti determinati dall'avvento di Obama, ce n'è anche uno che tocca direttamente la sfera più intima delle persone e si annuncia come una vera e propria rivoluzione nei comportamenti sessuali degli Americani.
Guardate le immagini di questa trasmissione mandata in onda da Fox News.

La deficiente bionda che parla con voce da oca è la dottoressa Terri Orbuch, una sessuologa che, facendosi chiamare The Love Doctor, dispensa le sue perle di saggezza per il raggiungimento di una vita di coppia che sia sempre più soddisfacente.
Chiamata a descrivere, negli aspetti comportamentali più intimi, la neo coppia Presidenziale, nel sottolineare il loro più che evidente affiatamento, il Dottor Amore se n'è uscita dicendo che:

"They do a lot of touching, kissing, even fisting..."
A questo punto tutti i depravati d'America sono saltati sulle loro poltrone...Che cazzo stai a dì, Love Doctor?...Il Presidente e la First Lady che si pastrugnano, si toccano, si sbaciucchiano...e fin qui va bene...ma sei propria sicura che fanno pure il fisting???

Più che sicura. Anzi. Mentre l'intervistatrice, non inquadrata, a quella rivelazione scoppia in una risatina nervosa, il Dottor Amore specifica un particolare ancora più sconvolgente:

"...fisting...with one another!..."

Capito? Non il fisting "tradizionale", quello dove lui gioca a fare il monco nella figa di lei. No, qui siamo nell'extreme fisting. E, secondo il Dottor Amore, Michelle e Barack amano farselo one another, reciprocamente...

So, it turns out that the President is very democratic indeed, mi verrebbe da dire...
Anche se, a questo punto, non vorrei essere nei panni di chi, per ragioni di etichetta, dovrà fare il baciamano a Michelle.

***

p.s.: Devo aggiungere che alcuni minuti dopo, a trasmissione ormai conclusa, alla Fox si sono sentiti in dovere di specificare che, nell'adoperare il termine fisting, la dottoressa Orbuch aveva inteso il gesto dello scontrarsi dei due pugni. Insomma, la variante dell'high-fiving.

Come no. Diciamo che la dottoressa Orbuch, una che solitamente nei suoi libri e nelle sue trasmissioni radio-televisive illustra nei minimi particolari il funzionamento e i benefici dei sexual toys oltre a promuovere le tecniche amatorie più appaganti, è all'oscuro dell'esistenza del fisting inteso come gioco sessuale.

Eh già. E diciamo che, benché l'esperta dottoressa Orbuch, non sapendo cosa sia il fisting, non poteva certo parlarne, a Fox News hanno pensato proprio a... quel fisting.
Mmh. Com'è che si traduce Fox in italiano?

Tuesday, January 20, 2009

Aria nuova in America











Pensate. Barack Obama non ha ancora dormito la sua prima notte da Presidente e, come si legge su qualche blog, il nuovo sito della Casa Bianca è già più bello rispetto a prima.

Anzi, è proprio bellissimo e democraticissimo e non succede più, come con il prededente inquilino, che i motori di ricerca trovino la porta sbarrata davanti a ben 2400 pagine del sito.

Questo per impedire, da come si legge, la visione delle immagini dell’11 settembre, della pasqua, di Laura Bush, del G8 e di chissà quanto ancora.

E’ proprio così. Sono bastate poche ore e quella cappa da Germania pre-nazista che incombeva sull'America di Bush è svanita per incanto (nella foto sopra: come appariva la Casa Bianca fino a ieri).

Tempo una settimana e, c’è da credere, salterà pure fuori l'angosciante Diario di Susan Sarandon, scritto di nascosto in tutti questi anni in una qualche cantina buia sulla Fifth Avenue.
Al suo confronto persino Anna Frank sembrerà un'umorista.

Una delle fotografie di Laura Bush
che prima non si potevano vedere


*****

Si registrano nel frattempo i primi effetti dell'era Obama: calo record a Wall Street e, durante il pranzo presidenziale, duplice colpo apoplettico per i senatori Byrd e Kennedy.
I quali, siccome al peggio non c'è mai fine, sono anche stati gli unici due a riprendersi.

Poetica presidenziale

Qualcuno aveva avuto da ridire sulla scelta di Barack Obama di affidare a Elizabeth Alexander la composizione e la lettura - durante la cerimonia d'insediamento - della poesia inaugurale.

Ma sarebbe ingeneroso sostenere che la poetessa Alexander abbia avuto questo onore (spettato in passato, per esempio, a un gigante come Robert Frost) solo in virtù del fatto che è un'amica personale del Presidente sin dai tempi di Chicago.

I meriti artistici di Elizabeth Alexander sono indiscutibili e, avendo il sospetto che di lei in Italia non sia mai stato tradotto nulla, ne dò un valido esempio, postando qui sotto alcuni versi di una sua famosa poesia:

Scoreggia il bimbo
noi
ridiamo. Rutta il bimbo. Noi ridiamo. Diciamo ""
Caga il bimbo. Il suo corpicino tutto s'irrigidisce
finché
dal suo condotto grandi flussi di calore vengono sparati..."

Pur non essendo tecnicamente un'esperta, direi che ci troviamo di fronte (per fortuna solo metaforicamente) ad uno stile poetico piuttosto arioso. Chi potrebbe negarlo?

Monday, January 19, 2009

La lingua sul marmo














Prima ancora che venga pronunciato, la CNN ha già perentoriamente stabilito che il discorso di Obama verrà un giorno "inciso sul marmo".

Da quello che si vede e si sente in giro, immagino che ciò avverrà a colpi di lingua.

***
A fianco: Rappresentanti dei Mainstream Media mentre si aggiudicano l'ambito premio giornalistico "Emilio".

Saturday, January 17, 2009

The Handover

“I always thought President Bush was a good guy.

I think personally he is a good man who loves his family and loves his country.

He made the best decisions that he could at times under some very difficult circumstances.”
(Barack Obama a John King,
16 gennaio 2009)



Friday, January 16, 2009

You should be dancing, yeah

















Non sono mai stata una grandissima consumatrice di televisione. Ne guardo ancora pochissima.
Confesso però di non essermi persa una sola puntata di Dancing With The Stars, lo show del lunedì sera che la ABC trasmette ormai da sette anni.

Il programma consiste in una gara di ballo ad eliminazione tra coppie formate da una celebrità (solitamente attori scoppiati o starlettes del momento) e un ballerino professionista.

Ne parlo perché la notizia di queste ore è che John McCain avrebbe proibito alla moglie Cindy di prendere parte all’ottava stagione del programma, che dovrebbe iniziare ai primi di marzo.

Pare che la tonica Cindy fosse ormai sul punto di firmare il contratto ma che il marito sia stato irremovibile nel proibirle la partecipazione a un programma così leggero.

Sono solidale con la mancata first lady. E’ incredibile come gli uomini, una volta diventati mariti, non riescano a capire quanto le ragazze, anche da mogli, amino ballare.

Peccato perché la presenza di Cindy McCain avrebbe garantito interesse ad uno show che, in passato, ha anche involontariamente causato una polemica di natura politica.

E’ accaduto quando la cantante country Sara Evans (simpatizzante repubblicana) si è improvvisamente ritirata dalla gara perché coinvolta in una tumultuosa causa di divorzio (nella foto a fianco insieme all'ex-marito).

Nella battaglia per l’affidamento dei tre figli il marito presentò una documentazione con i nomi degli amanti di Sara: una quindicina di uomini, tra cantanti country, colleghi conosciuti a Dancing With The Stars e quattro quinti di una rock band del Mississippi che si chiama 3 Doors Down.

Al che lei, leggermente risentita, presentò una contro-documentazione in cui descriveva il marito come un uomo fortemente attratto dalla pornografia, abituato a filmarsi durante i rapporti sessuali, a fotografarsi il cazzo in erezione, propenso alla violenza e alla pratica del sesso anale.
E, in più, si era pure scopato la governante dei figli, tiè.

Questa vicenda ha subito scatenato le battute a raffica dei simpatizzanti democratici che hanno ironizzato sul fatto che una convinta Repubblicana potesse ricorrere al divorzio e addirittura praticare “atti contronatura” come la sodomia.
E, proprio riferendosi a questo particolare, si è un po’ scherzato su quale fosse il vero motivo che avesse reso impossibile a Sara il continuare a ballare.

Comunque, per farla breve, alla fine la governante ha querelato Sara Evans (contrariamente all’esercito dei presunti scopatori della cantante, i quali – vero o falso che sia l’accaduto – non si sono evidentemente sentiti offesi per essere stati tirati in ballo), però i figli li ha avuti lei, in cambio del pagamento degli alimenti all’ex-marito pornografo, esibizionista e sodomita.

Per quanto riguarda infine l’imminente nuova edizione di Dancing With The Stars, sfumata la presenza di Cindy McCain, si fa il nome di Stevie Wonder.
La sua eventuale partecipazione, dopo quella di Marlee Matlin dello scorso anno, sarebbe destinata a dare nell'occhio.

Thursday, January 15, 2009

L'imbarazzante prova orale di Hillary











Nell’ambiente politico americano c’era una discreta apprensione in vista della Confirmation Hearing a cui Hillary Clinton si è dovuta sottoporre prima di veder ratificata la sua nomina a Secretary of State.

A differenza del sistema italiano, dove i neo-ministri scelti dal premier incaricato devono limitarsi al giuramento davanti al Presidente della Repubblica, negli Stati Uniti coloro che sono destinati a far parte del futuro team presidenziale devono sottostare ad una audizione pubblica al Senato per chiarire e dissipare eventuali impedimenti che possano rendere inopportuna la nomina.

Non si tratta di un passaggio scontato o di un procedimento proforma. Nella storia delle nomine ministeriali, ci sono stati in passato degli scontri memorabili dagli esiti inaspettati.

Si ricorda ad esempio quando, nel 1959, il Presidente Eisenhower volle affidare a Lewis Strauss il ruolo di Secretary of Commerce, ma questa scelta scatenò un vero caso politico.

Questo perché, alcuni anni prima, in piena Guerra Fredda, Lewis Strauss, nelle sue vesti di presidente della Atomic Energy Commission, aveva spinto affinché venisse revocato a Robert Oppenheimer (“il padre della bomba atomica”) lo status di “security clearance”, ossia il permesso di accedere a informazioni riservate.

Va detto che tra i due esistevano screzi personali di lunga data, ma sul fatto che il professor Oppenheimer avesse manifestato più di una qualche simpatia per il Partito Comunista, Strauss aveva ragione da vendere.

In ogni caso, durante la confirmation hearing per la sua nomina, il combattivo senatore del New Mexico Clinton Anderson sollevò il caso, scatenando una vera battaglia politica che spinse infine il Senato a bocciare la scelta del Presidente Eisenhower.

La vicenda fu anche ispirazione di un famoso romanzo (Advise and Consent), scritto da Allen Drury e portato sullo schermo da Henry Fonda.

Tornando a Hillary Clinton, oltre alle note questioni riguardanti i finanziatori delle società del marito, la curiosità stava nel fatto che a presiedere la sua audizione era il senatore John Kerry. E non si può dire che i due si amino.

A legarli, considerando le loro passate ambizioni presidenziali, c’è solo un destino da “falliti”. Ma Kerry, di sicuro, è ancora “più fallito” e, nei riguardi di Hillary, cova un certo risentimento.

In tempi recenti, infatti, Kerry si è opposto alla candidatura di Hillary e ha sostenuto Obama, dal quale, apertamente, si aspettava la nomina a Secretary of State che, invece, è andata proprio a Hillary. Come a dire: cornuto e mazziato.

Da qui una certa attesa per l’audizione di Hillary. La quale si è svolta tutto sommato senza scossoni, tranne una parentesi di divertito (per gli altri) imbarazzo per una – non si sa quanto involontaria – gaffe di John Kerry.

E’ successo che Hillary ha espresso rincrescimento per il fatto che sua figlia Chelsea fosse seduta alle sue spalle e quindi non la potesse vedere in faccia in un momento così solenne per lei
Al che John Kerry se n’è uscito dicendo che, in qualità di presidente della commissione, aveva la facoltà di far cambiare di posto a Chelsea nominandola “intern for a day”, stagista per un giorno.

Per far cogliere il senso della gaffe, è bene dire che negli Stati Uniti, dopo quanto accaduto a Bill Clinton e conoscendo i motivi che portarono al suo quasi-impeachment, il termine “intern” ha assunto una valenza al limite dell'offensivo e, nel caso specifico della famiglia Clinton, si tratta di una parola assolutamente taboo.
Nominare Chelsea “stagista per un giorno” equivale sostanzialmente a darle della pompinara.

Quale sia stato l’effetto di quella frase su Hillary e sulla povera Chelsea lo si può notare dalle loro espressioni riprese nella fotografia in alto.

Naturalmente nessuno può sapere quali siano le inclinazioni personali della giovane Chelsea. Certo è che se John Kerry, con la sua sparata, ci avesse pure azzeccato, potremmo dire di trovarci di fronte ad un caso umanamente interessante. Quello di una figlia che, anziché prendere dalla madre, ha preso tutto dall’amante del padre.

Wednesday, January 14, 2009

Ecce Berlusbombo

Silvio Berlusconi ha dichiarato che non presenzierà alla cerimonia d'insediamento di Barack Obama.
"Io sono un protagonista e non una comparsa", ha tenuto a sottolineare il premier.
Dopodiché, rivolto ai suoi collaboratori, ha aggiunto: "Ma...secondo voi...mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto?..."

§§§
p.s.: Tradizione vuole che alla cerimonia d'insediamento del nuovo Presidente Americano nessun capo di Stato o premier straniero venga invitato.
Le nazioni che desiderano rendere omaggio agli Stati Uniti possono essere presenti nelle figure dei rispettivi ambasciatori (l'etichetta suggerisce: con mogli).
Questa usanza è stata ribadita la scorsa settimana da Condoleezza Rice che ha provveduto ad informare per lettera le ambasciate .
Pertanto, protagonista o comparsa che sia, non è Berlusconi che "rifiuta" la sua presenza dinanzi ad Obama. In questa occasione la sua presenza, semplicemente, non è richiesta.

Tuesday, January 13, 2009

Se Dio non esiste

Grande sgomento in Inghilterra dopo che sulle fiancate di alcuni bus è apparso l'annuncio che "Dio - probabilmente - non esiste".
Tra i cittadini britannici, infatti, sono in molti a chiedersi: "Ma se Dio non esiste, allora...chi cazzo salverà la Regina??"

(Nella foto: "Ohh my Gawd!!")

Sunday, January 11, 2009

Quella sporca mezza dozzina







Forse la Green County Jail di Bloomfield, Indiana, non passerà alla storia come la prigione più sicura d’America.
Però certamente una delle più divertenti.

Thursday, January 8, 2009

Clinton al tappeto

Attimi d’imbarazzo alla Casa Bianca durante il pranzo che, ieri, il Presidente George W. Bush ha offerto a Jimmy Carter, George H. Bush, Bill Clinton e Barack Obama.
Schierati nella Sala Ovale per le fotografie di rito, ad un certo punto Bill Clinton si è rivolto a George W. Bush e, indicandogli il pavimento, ha dichiarato con tono nostalgico: “Quanto amo questo tappeto!

Ora, tradizione vuole che, a partire da Harry Truman, ad ogni nuova Presidenza corrisponda anche un Ufficio Ovale dall’arredamento completamente rinnovato: dai mobili ai divani, dai quadri ai tendaggi.
Fino al tappeto (che, come unico motivo ricorrente, deve avere in centro l’aquila che simboleggia gli Stati Uniti).

Il tappeto sul quale, per otto anni, Bill Clinton ha posato i piedi è quello blue che si vede nella fotografia in alto a destra.

Quello che, invece, decora attualmente l’Ufficio Ovale e, tra la sorpresa di tutti, è stato “riconosciuto” da Bill Clinton, al punto da suscitarne un inarrestabile sentimento di nostalgia, è questo:


Non lo so. Forse Bill Clinton avrà pensato che, a furia di togliere le macchie lewinskiane, il suo bel tappeto blue era diventato negli anni un po’ smunto. Un po’ come il suo cervello, insomma.


p.s.: Per gli amanti di arredamento aggiungo che il tappeto “solare” (che ancora per pochi giorni rivestirà il pavimento dell’Ufficio Ovale) è stato disegnato personalmente da Laura Bush.

Monday, January 5, 2009

Linee di politica estera obamiana

Ci sono comprensibili ragioni di correttezza istituzionale che impediscono al Presidente eletto di esprimere il proprio pensiero sulle delicate questioni internazionali di questi giorni.

Se, quindi, per il momento Obama non può sbilanciarsi più di tanto, potrebbe essere di qualche interesse ricercare l'opinione di James Steinberg, colui che nel prossimo team presidenziale ricoprirà l'incarico di Deputy Secretary of State, ossia primo consigliere ed assistente del Segretario di Stato, Hillary Clinton.

In parole povere: è a loro, alla coppia Clinton-Steinberg che Barack Obama ha affidato, per i prossimi quattro anni, la responsabilità della politica estera americana.

Pensando a quanto sta succedendo in questi giorni, mi sembra interessante conoscere il seguente passaggio del pensiero politico di Steinberg:

"When states fail to meet their responsibilities, the international community will need to step in. Diplomacy and economic pressure are frequently sufficient to do the job. But there will be times when limited military action will be the only effective way to obviate an imminent threat – before, say, a state produces enough fissile material to make nuclear weapons or before terrorists are fully able to hatch their plots". (*)

E' sufficientemente chiaro?
Ora, se proprio vi fa schifo chiamarla Dottrina Bush, chiamatelo pure Nuovo Pragmatismo Obamiano o come volete. Ma siamo lì.

§§§

(*) "Quando gli Stati non si comportano responsabilmente, la comunità internazionale deve intervenire. Spesso le azioni diplomatiche e le pressioni economiche sono sufficienti per questo compito. Ma ci potranno anche essere situazioni in cui una limitata azione militare rappresenta l'unico metodo efficace per impedire una minaccia imminente, ad esempio prima che uno Stato arrivi a produrre materiale fissile sufficiente a creare un'arma nucleare o prima che i terroristi siano del tutto in grado di mettere a punto i loro piani".

Friday, January 2, 2009

Il processo del secolo

Secondo Newsweek quello ad Amanda Knox è il “processo del secolo”.

Sono d'accordo.

Quello a Saddam Hussein, in effetti, è stato un po’ noioso.
E poi non c’era nemmeno una figa.

Thursday, January 1, 2009

Un predicatore anti-gay per Obama

Nei giorni scorsi ha creato un certo sconcerto, soprattutto nell’elettorato democratico, la decisione di Barack Obama di affidare al pastore Rick Warren l’invocation inaugurale per l’investitura alla Presidenza.

Dire che il pastore Warren, sui temi politici e sui cosiddetti social issues, abbia idee conservatrici, è perlomeno riduttivo.

Per far capire ai lettori italiani la natura del personaggio, provate a immaginare qualcuno che esprima i concetti di Ratzinger con la stessa raffinatezza gergale di Boso.

Per le platee americane non si tratta certo di una personalità così assurda.
Lo attestano il suo status di star mediatica ed editoriale (i suoi libri sono tra i più diffusi best sellers) ed il fatto che la sua chiesa (da lui fondata), la Saddleback Church di Lake Forest, California, sia tra le più ricche, potenti e frequentate degli interi Stati Uniti, capace di accogliere 20-25mila persone ogni settimana.

Ma, mi rendo conto, per lo standard europeo quella sua immagine di omone corpulento che, in camiciola hawaiiana, spara dal suo pulpito bordate terrificanti contro i gays o contro l’evoluzionismo darwinista si adatta alla perfezione al concetto di bigottismo fanatico che, nel vecchio continente, si ha dell’America.

Se non si era capito, diciamo subito quindi che Rick Warren è contrario all’aborto, è contrario all’eutanasia, è contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e, recentemente, ha sostenuto la Proposition 8, il referendum californiano che ha di fatto annullato le unioni omosessuali.
Più nello specifico potremmo ricordare che, in vari passaggi delle sue prediche, il pastore Warren ha accomunato l’omosessualità alla pedofilia e all’incesto;
ha definito naziste le donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza;
ha sostenuto che gli ebrei, per essersi opposti a Cristo, bruceranno all’inferno;
ha ribadito che Mahmoud Ahmadinejad dovrebbe essere ucciso;
ha stabilito che, nel matrimonio, la donna dev’essere sottomessa all’uomo e riconoscerne la leadership anche quando egli ha torto.

E, tutto sommato, tra i pastori della Destra cristiana, Rick Warren è ancora uno dei più moderati.

Per questo motivo la scelta di Obama è stata pubblicamente contestata da pro-choicers e gay supporters, i quali hanno manifestato in massa davanti alla Saddleback Church.

Per loro si tratta di un altro schiaffo, dopo la vittoria della Prop 8, con conseguente accusa ad Obama di non aver voluto schierarsi (fingendo di dimenticare che Obama, per il quale il matrimonio “is something sanctified between a man and a woman", è dichiaratamente contrario alle unioni gay).

Se poi, a tutto questo, si aggiunge il fatto che nel team presidenziale messo a punto da Obama non c’è spazio per esponenti liberal, capite bene la delusione e il disorientamento che l’ala più estremista dell’elettorato democratico incomincia ad avvertire nei confronti di un Presidente nel quale ha riposto tante speranze.

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