Saturday, February 14, 2009

Chiuso

A causa di gravi problemi familiari il blog resta chiuso a tempo indeterminato.

Grazie a tutti.

Lexi

Saturday, February 7, 2009

Non si uccide così nemmeno un cavallo

Anche se tutti, su quale sia il confine che stabilisce la dignità del vivere, sembrano avere certezze dogmatiche, c'è almeno una cosa di cui non esiste dato certo: quanto può durare la vita di un corpo umano a cui, per decisione di una Corte composta da uomini, vengano negati cibo e acqua.
Terry Schindler, per dire, ci mise 12 giorni e 21 ore prima di morire.
Ma, al di là di un'impossibile casistica in merito, a mio modo di vedere c'è in tutto questo una ipocrisia che mette i brividi.
Senza quasi battere ciglio si leggono i bollettini medici nei quali s'informa che alla paziente verranno prima gradualmente ridotte l'alimentazione e l'idratazione e poi del tutto sospese. Da lì avrà inizio il countdown verso sorella morte. Sembra quasi che, in quella riduzione graduale che precede la sospensione totale, ci sia la carezza pietosa di chi vuole dare assuefazione all'oblio in forma di sollievo. E se, caso mai, le smorfie, i rantoli e i colpi di tosse che un corpo cerebralmente non morto produce per riflesso e per istinto, vanno a cozzare con l'idea comune del sollievo, aggiungiamo allora un po' di morfina e addormentiamo la nostra coscienza.
Io invidio coloro che hanno un'inattaccabile sicurezza nell'affermare che un essere umano perde la sua essenziale dignità nel momento in cui non è più cosciente di sé.
Invidio (si fa per dire) coloro che, in mancanza di Dio e soprattutto di una specifica e preventiva dichiarazione firmata e autenticata, si sentono così sicuri di stabilire che un corpo cerebralmente non morto, un corpo che respira autonomamente, che deglutisce e digerisce l'alimentazione che gli viene fornita, sia un essere privo di quei requisiti che possano renderlo degno di continuare a vivere.
Ma - e l'ipocrisia, per me, sta qui - siccome ci sono persone che hanno questa sicurezza e che si assumono la responsabilità di tracciare i confini che stabiliscono la dignità del vivere, perché accanirsi allora contro un corpo inerme condannandolo all'agonia (perché tale è) di una morte per fame e per sete?
Avete stabilito che per questa donna, come accadde con Terry Schindler, sia più dignitoso morire anziché vivere seppure in forma incosciente? Benissimo. Allora siate pietosi e rispettatela fino in fondo. Fatele un'iniezione che metta termine in maniera immediata al suo strazio.
Negare cibo e acqua ad un corpo che, seppure in forma incosciente e di riflesso, continua a sentirne il bisogno vitale, non solo non allegerisce il peso della responsabilità di chi si è fatto Giudice Supremo, ma è di una crudeltà rabbrividente.
Un trattamento del genere non lo si riserva nemmeno ad un animale. Quando un cavallo si azzoppa e, non potendo più guarire, perde la sua dignità equina, non lo si lascia da solo in una stalla a morire di fame e di sete. Gli si spara alla testa.

***

Ha poca importanza ma vorrei dirlo. In questi giorni ho seguito in silenzio le discussioni che, intorno a questa vicenda, si sono sviluppate tra i miei "contatti" sui vari social networks. L'ho fatto in silenzio e con disagio perché ho notato che il mio pensiero e i miei dubbi sono all'opposto delle sicurezze, talvolta espresse in forma molto aggressiva, della maggioranza.
Non ho intenzione di discutere, né tantomeno di litigare, su una questione del genere. Ho solo voluto chiarire come la penso, nel caso vogliate cancellarmi dai vostri contatti.

Wednesday, February 4, 2009

Richiudiamo il libro dei sogni

Nancy Killefer era stata scelta da Barack Obama in funzione di moralizzatrice dell’apparato governativo (Chief Performance Officer).
Una specie di Brunetta d’America, chiamata a fare le pulci alla burocrazia interna della Casa Bianca, individuare gli sprechi e le spese inutili e porvi rimedio.
E’ finita che le pulci le hanno fatte a lei, scoprendo che non pagava i contributi alla domestica.
Risultato: esce dal governo di Obama prima ancora di entrarvi.

Tom Daschle, nonostante un passato da lobbista e ricche consulenze per società farmaceutiche, era stato scelto da Barack Obama come proprio ministro della Sanità, con lo scopo di mettere in atto uno dei punti principali del programma presidenziale, ossia la riforma del sistema sanitario.
Incidentalmente si è scoperto che Daschle si era dimenticato di pagare un bel po’ di tasse legate ai guadagni ottenuti come collaboratore di InterMedia Partners, una società d’investimenti, così come di essere stato un po’ impreciso sulla deducibilità di donazioni fatte a varie associazioni di Nativi Americani.
Risultato: esce dal governo di Obama prima ancora di entrarvi.

Nei giorni scorsi una vicenda analoga aveva coinvolto Tim Geithner. Nonostante i suoi legami con Goldman Sachs, Obama lo ha nominato Segretario al Tesoro. Da lui, quindi, passa tutta la contabilità dello Stato e forse è proprio perché è talmente impegnato a controllare i conti dell’America che si è (pure lui) dimenticato di controllarsi i suoi, dal momento che (pure lui) non ha pagato un bel po’ di tasse.
Però, a differenza di Killefer e Daschle, Geithner non si è tirato da parte e certamente noi gli crediamo quando dice che in futuro sarà meno sbadato.

Nel frattempo Obama ha nominato come proprio Segretario al Commercio il senatore repubblicano del New Hampshire, Judd Gregg, e qualcuno, esageratamente malizioso, ha suggerito: ma non sarà che Obama, furbetto, con questa mossa vuole togliere un senatore del partito avversario e farlo sostituire con un democratico?
Non a caso il governatore del New Hampshire, John Lynch, a cui spetta l’incarico di scegliere il sostituto, è un democratico.
Ma naturalmente si era trattato di un’inutile cattiveria e il buon Lynch, dopo aver letto i giornali, ha deciso di dare la nomina vacante a Bonnie Newman, una repubblicana.

Comunque, anche qui, un po’ di brividi ci sono stati. Si ricorderà infatti che, in origine, per questo ministero, Obama aveva scelto il governatore del New Mexico, Bill Richardson, il quale aveva dovuto ritirarsi in quanto indagato per corruzione in una gara di appalti.

Se a questi aggiungiamo i casi di Rod Blagojevich (il governatore dell’Illinois arrestato per aver “venduto” il seggio lasciato vacante da Barack Obama) e di William Lynn (dirigente della più importante fabbrica di armi, al quale Obama ha dato carta bianca per l’acquisto di nuove armi), viene spontaneo pensare che, forse, quell’epoca di moralità e quel “nuovo” modo di fare politica che erano stati preconizzati con l’avvento aureolato di Obama, resteranno ancora una volta nel libro dei sogni.

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