Tuesday, September 29, 2009

Bongo Bongo Bongo

Nello scorso mese di giugno lo stato africano del Gabon ha pianto la scomparsa del suo Presidente, Omar Bongo.

Nessuno al mondo se n’è accorto, trattandosi dopotutto di un personaggio secondario.
Secondario nel senso che, con i suoi 42 anni ininterrotti di governo, occupava la seconda posizione nella classifica dei più longevi detentori di potere.

Morendo, lo stronzone ha così interrotto la rincorsa a Fidel Castro Ruz, il quale, con i suoi 50 anni di regime, si attesta solidamente al comando, senza più rivali che possano impensierirlo.

E anche se nessuno sa dove si trovi esattamente il Gabon, in questo momento di cordoglio ci preme ricordare alcune (tra le tante) cose belle che quest’uomo ha fatto nel suo lungo regno.

Innanzitutto Bongo era una persona generosa. Ai suoi 30 figli ufficiali (avuti da tre mogli e svariate amanti) garantì sempre qualche ministero nei suoi vari governi, dimostrandosi quindi un padre premuroso ed imparziale.

A chi gli faceva notare che il Gabon era uno dei paesi col maggior livello di morte infantile, lui rispondeva che, però, era anche il paese col maggior consumo pro-capite di champagne al mondo. Il che, mi sembra, tagli la testa al toro.

Una volta fece praticamente rapire Miss Perù, di cui si era invaghito, per farne la sua nuova amante.
Giunti a palazzo le mostrò il suo enorme lettone (un regalo di Putin?), ma di fronte al diniego di quella stupida oca incaica (“Non sono mica una prostituta!”), si comportò da vero gentiluomo, lasciandola andare dopo averle sequestrato il passaporto e le carte di credito.

Per due settimane non si ebbero più notizie della povera scema e soltanto dopo le rimostranze del governo di Lima (“Sommergeremo Libreville col nostro guano puzzolente!”) riapparve miracolosamente nelle sale dell’ambasciata peruviana.

In questo caso, per essere pignoli, come trombeur de femmes il buon Bongo si dimostrò un vero dilettante. L’esperienza insegna infatti che, prima di mostrare un lettone alla donna che si vuole conquistare, occorre gratificarla con un segno concreto di stima, offrendole per esempio il ministero che garantisce pari opportunità nel consumo di champagne.

Un altro momento memorabile fu quando il ministro degli esteri norvegesi, Thorbjorn Jagland, nel riceverlo a Oslo, si rivolse a lui dicendo: “Bongo from Congo”.
Probabilmente quel vacuo ministro vichingo, oltre all’elmetto cornuto, aveva in testa la spensierata canzoncina che il simpatico Danny Kaye era solito gorgheggiare con le Andrew Sisters. Quella che fa:

Bongo, Bongo, Bongo I don't wanna leave the Congo
Oh, no, no, no, no, no
Bingle, bangle, bungle I'm so happy in the jungle
I refuse to go

La gaffe scatenò una guerra diplomatica tra Norvegia e Gabon. Una crisi la cui importanza per gli scenari strategici mondiali è seconda soltanto alla crisi dei missili sovietici a Cuba e alla crisi libico-elvetica tuttora in corso.

Inutile dire, quindi, come la perdita di Omar Bongo ci faccia sentire un po’ tutti orfani. L’unica consolazione è che, al suo posto, deciso a perpetrarne l’epopea, ci sia Ali Ben Bongo, uno dei suoi trenta figli.

Anche se, bisogna dirlo, l’elezione del nuovo Bongo è stata violentemente contestata dall’ex-ministro degli interni del vecchio Bongo.
Saremmo tentati di liquidare il tutto come una sciocchezza, se non che il nome di tale ex-ministro ci induce ad essere riflessivi e dubbiosi.

Il suo nome, infatti, è Obame. Il che, istintivamente, ci induce a considerarlo come il vero e unico Presidente. Oh yes.

Monday, September 28, 2009

Gran puttanaio

Il Daily News-Miner, quotidiano di Fairbanks, Alaska, si è pubblicamente scusato con Sarah Palin per averle dato della "gran puttana" in un articolo di qualche giorno prima.

Beh, è giusto. Non è che adesso si possa dare del "gran porco" al primo che passa con tanta leggerezza.

Gli si faccia almeno una decina di domande, prima.

Friday, September 25, 2009

Le maniere forti

Nel sentire la minaccia di sanzioni da parte di Obama, Mahmoud Ahmadinejad si è preso una tale strizza che ha subito confessato di essersi fatto un impianto nucleare nuovo di pacca.

Thursday, September 24, 2009

Alla Russia con amore

Considerato con quanto successo sta restaurando la potenza egemonica di Mosca sull'Europa centro-orientale, è facile prevedere che le prossime elezioni presidenziali in Russia saranno vinte alla grande da Barack Obama.

La notte dei crystalli















"In Afghanistan stiamo facendo ridere", ha confessato il Presidente Obama al suo Vice.

"Voglio di più, Joe, voglio migliorare...cosa mi consigli?", ha chiesto.

"Fai così", ha risposto Biden, "togli il Generale McChrystal e mettici Billy Crystal...Vedrai che risate!"

Wednesday, September 23, 2009

Dai che ce la fai (Obama e lo Spirito Santo)

"Democracy cannot be imposed on any nation from the outside.”(Barack Obama all'Assemblea delle Nazioni Unite, 23 settembre 2009)
"Saddam Hussein is not there, that’s a good thing. He was somebody who certainly had aspirations to cause a lot of trouble...Iraq will not be perfect but, thanks to the sacrifices of those who fought, the Iraqis will have an opportunity to create the kind of functioning democracy that I think can end up being a real positive in the region.”(Barack Obama al David Letterman Show, 21 settembre 2009)
p.s.: Come sia sparito Saddam Hussein e come sia apparsa la democrazia in Iraq è un bel mistero, vah.

Un discorso coi buchi















Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Moammar Gaddafi è apparso insolitamente sotto tono.

Non ha dichiarato guerra alla Svizzera nemmeno una volta.

Tuesday, September 22, 2009

Se son Floris...

Nelle ore passate il Presidente Obama è stato protagonista di una overexposure televisiva senza precedenti.

Domenica scorsa, infatti, lo si è visto contemporaneamente alla CBS (Face The Nation), alla ABC (This Week), alla NBC (Meet The Press), alla CNN (State Of The Union) e sul canale ispanico Univision (Al Punto con Jorge Ramos).

L’offensiva obamiana si è consolidata ieri sera con la partecipazione al David Vespa Letterman Show.

Naturalmente questa massiccia invasione degli schermi televisivi da parte del Presidente solleva gravi interrogativi sul reale stato dell’informazione libera.

Ma quello che, sopra ogni cosa, risulta inaccettabile e preoccupante è il fatto che a causa di questo spudorato golpe televisivo si sia dovuta spostare di un giorno la trasmissione di Giovanni Floris, rimasta ormai l’ultima oasi di vero giornalismo obiettivo, non schierato e non leccaculante.

Monday, September 21, 2009

Copione

Glenn Beck sulla copertina di Time di questa settimana.
Che fantasia.

Sunday, September 20, 2009

Thursday, September 17, 2009

The Bikini Contest (5)

Eva Longoria (34), Kelly Brook (29), Mischa Barton (23)
Jennifer Love Hewitt (30), Jessica Simpson (29), Kate Bosworth (26)

Jenna Jameson (35), Jennifer Aniston (40), Jessica Biel (27)

Jenna Haze (27), Stephanie Pratt (23), Sophie Monk (29)

Hayden Panettiere (20), Carmen Electra (37), Elizabeth Berkley (37)

Geri Halliwell (37), Ali Larter (33), Selita Ebanks (26)

(click photos to enlarge)


Wednesday, September 16, 2009

Finito l'inchiostro?

Non era passato un minuto dall’annuncio di Silvio Berlusconi di voler querelare i giornali che, a suo dire, lo avevano diffamato, che subito – più veloce del tam-tam della foresta – è apparsa sul web, stilata e firmata, la Charta77 de noantri, il documento d’accusa dell’intelligentsia italica contro l’intollerabile attacco alla democrazia ad opera del tremendissimo dittatore.

Dittatore – detto tra di noi – anche un filino citrullo, dal momento che tra i pennivendoli-firmatari parecchi, tramite i canali dell’editoria, del cinema e della televisione, sono al suo lauto soldo.

Si può dire, comunque, che il Manifesto anti-tirannia sia stato successivamente avallato e benedetto in spirito da uno dei Padri Nobili della Democrazia Italiana, ossia D’Alema, nel momento in cui ha dichiarato solennemente che: “Un premier che querela i giornali intimidisce”.
Poi, va detto, a quel punto i microfoni si sono spenti, perché la frase completa recitava: “Un premier che invece querela i vignettisti rassicura”.

Ma – e questo è fuori discussione – la democrazia è realmente in pericolo se si attenta alla libertà di stampa e s’impedisce, per esempio, di scrivere – a proposito del proprio dittatore – che si ha a che fare con un vecchio satiro affetto da lolitismo e baldracchismo acuto, uno che alimenta il proprio inestinguibile priapismo con massicce iniezioni dei corpi cavernosi, che impone rapporti anali non graditi a torme di aspiranti vallette accompagnate al supplizio dalle rispettive madri e dedica analogo trattamento alle proprie ministre femmine che altrimenti col cazzo facevano le ministre.

A questo punto, e per la medesima ragione (democrazia in pericolo, libertà di stampa e blah-blah-blah) mi aspetto dagli estensori della Charta77 de noantri un nuovo j'accuse, stavolta contro il Presidente della Camera Italiana. Il quale, preso nel vorticoso trend del momento e per non essere da meno del cazzuto dittatore trombeur de femmes, ha querelato un giornale che, a suo dire, lo avrebbe diffamato.

Lo so, è passato un giorno e ancora non si è visto né sentito nulla. Non essendo maligna suppongo che questa apparente mancanza di solidarietà sia determinata dal fatto che ci vuole comunque un po’ di tempo per cambiare il refill delle biro che si sono scaricate tutte nelle firme anti-Berlusconi.
Si tratta di un intervallo tecnico, diciamo.

Tuesday, September 15, 2009

Bomb-o-Bama (quasi quasi mi faccio la bomba)

Continuano a ritmo serrato, nei laboratori sotterranei di White Sands, in New Mexico, i lavori per la costruzione di una nuova bomba di precisione, la MOP (Massive Ordnance Penetrator), la cui specificità è quella d’individuare, penetrare e distruggere qualsiasi tipo di bunker nemico.

Messa a punto dalla Boeing, questa nuova bunker buster pesa quasi 15mila kg. e sprigiona una potenza dieci volte superiore all’analoga arma attualmente in dotazione all’esercito americano.

Vista la caratteristica di questa bomba e sapendo quali sono la nazioni ostili che, nel loro sottosuolo, ospitano dei bunker atomici, non ci vuole molto a capire a chi è diretto il messaggio.

E’ anche per questo, per poter quindi presentare un biglietto da visita un po’ più pesante, che il Congresso dovrebbe dare il proprio placet a nuovi finanziamenti che, nelle intenzioni segrete della Casa Bianca, dovrebbero portare ad una disponibilità immediata (giugno 2010) della nuova bomba rispetto ai programmi preventivati dalla precedente Amministrazione (giugno 2012).

Personalmente, essendo una fautrice del disarmo (specifichiamo: del disarmo altrui), vedo con grande favore questo passaggio in direzione di un rafforzamento bellico.
Nello stesso tempo capisco anche come i giornali preferiscano limitarsi a parlare del Presidente dispensatore globale d’aspirina o salvatore dell’economia (quella dei banchieri, soprattutto).

E' tanto bello sognare.

(Karaoke consigliato: mettere la base musicale di Barbara Ann dei Beach Boys e cantarci sopra "Bomb-bomb-bomb...bomb-Iran...)

Ghost

Diciamolo.
Ormai da tempo Patrick Swayze non era altro
che il fantasma di sé stesso.

Monday, September 14, 2009

Non s'interrompe un'emozione

Ieri sera, durante i Video Music Awards di MTV, il rapper (nero) Kanye West ha interrotto la premiazione della country singer (bianca) Taylor Swift e, dopo averle strappato letteralmente di mano il microfono, ha urlato alla platea che quel premio se lo meritava di più la sua amica (nera) Beyoncé.
Qualche ora prima, agli U.S. Open, la tennista (nera) Serena Williams ha interrotto la giudice di linea (bianca), giurando su Dio che le avrebbe schiaffato "la fottuta pallina in quella sua fottuta gola di merda".Trovo che quest'orgia di coiti verbali interrotti, a sfondo vagamente razziale, cominci a essere un po' preoccupante.

Non mi stupirei se, per rivalsa, un qualche Congressman Repubblicano (bianco) si alzasse in piedi e, rivolto al Presidente (nero), lo interrompesse dandogli addirittura dello sparaballe.

Fini pelosi (e, sottosotto, un po' inCasinati)
















Al fine di perorare la sua causa del momento, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha omaggiato la sua omologa americana, Nancy Pelosi, indicandola come un esempio di perfetta integrazione “migrante”.

Non per raffreddare l’entusiasmo ma, nel caso di un qualsiasi americano, questo tipo di affermazione non sfugge ad una certa banalità di fondo.
Ad eccezione dei discendenti di Toro Seduto, infatti, tutti i cittadini americani, dai Padri Pellegrini in poi, sono il frutto di una più o meno riuscita “integrazione da migrazione”.

Ma, a parte questo, mi fa piacere che, su tale argomento, Fini abbia così repentinamente cambiato idea, visto che soltanto un anno fa (marzo 2008) aveva sostenuto con enfasi che gli Stati Uniti non erano pronti ad avere un Presidente come Barack Obama, “in quanto nero”.

Alla luce di questo cambiamento, che segue altri voltafaccia come il “Mussolini più grande statista del secolo” o “i gays non possono insegnare in quanto rappresentano un cattivo modello”, non possiamo che augurare a Fini una maggiore attenzione alle sue future battute.

Prima che s’inCasini del tutto.

p.s.: E, in ogni caso, se la nave che trasportava gli antenati di Nancy Pelosi fosse affondata nell’Atlantico sarebbe stato anche meglio. Ma questa è un’altra storia.

Thursday, September 10, 2009

Da che parte per Shangri-la?

(Edmonton, Alberta - fine agosto 2009)

C’è stato un momento in cui, vedendomi riflessa negli occhi di Robbie, ho pensato che di lì a poco sarei stata – nell’ordine:

1.legata al palo
2.scuoiata viva
3.trafitta con frecce infuocate
4.scotennata

Forse se sono riuscita ad evitare che ciò accadesse realmente è soltanto perché Robbie è di discendenza Ojibwa, la cui tradizione pacifica è risaputa.

Monday, September 7, 2009

The Bikini Contest (4)

Heidi Montag (23), Beyoncé (28), Alex Curran (27)
Salma Hayek (43), Nelly Furtado (30), Christina Ricci (29)

Jewel (35), Tara Reid (33), Katy Perry (24)

Demi Lovato (17), Mary-Kate Olsen (23), Jennifer Finnigan (30)

Reese Witherspoon (33), Eva Herzigova (36), Leelee Sobieski (27)

Chloe Sevigny (34), Jennifer Connelly (38), Sandra Bullock (45)

(click photos to enlarge)

Friday, September 4, 2009

Galateo del perfetto stupratore

Durante una sua recente uscita, davanti ai fedeli riuniti nella città di Jamkaran, l’ayatollah Mohammad Taqi Mesbah-Yazdi, consigliere spirituale di Mahmoud Ahmadinejad, ha affermato che nei confronti di un prigioniero che sia ritenuto nemico dell’Iran, qualsiasi mezzo adottato per ottenere una confessione è da considerarsi lecito. Compresi la tortura, la somministrazione di droghe e lo stupro.

In particolare, su quest’ultimo “metodo”, Mesbah-Yazdi è stato più che esauriente e prodigo d’indicazioni, compilando quasi un galateo del buon stupratore timorato di Dio.

Va da sé che l’inquisitore ha ogni sacrosanto diritto di stuprare il prigioniero, se lo ritiene necessario, però è bene che non lo faccia alla cazzo di cane, bensì seguendo specifiche direttive e precauzioni.

Le quali consistono nella tassativa imposizione di lavarsi le mani prima di effettuare lo stupro e di recitare le preghiere durante lo svolgimento del medesimo.
Non ci è dato sapere quale sia il testo della preghiera prescelta ma più o meno dovrebbe essere: “Non lo fo’ per piacer mio ma per far piacere a Dio”.

L’illuminato ayatollah ci tiene quindi a specificare che, in questo caso, lo stupro di uomini e ragazzini non si può considerare sodomia in quanto non si tratta di atto consenziente.
Anzi, se l’inquisitore-stupratore dovesse accorgersi che il prigioniero ci prende gusto e incomincia a godere nell’essere stuprato, si dovrà fare in modo di finire alla svelta il lavoro in corso evitando obbligatoriamente di violentarlo una seconda volta.
Più che giusto, direi. E' ora di finirla con questi prigionieri-zozzoni che scambiano una seria prigionia con una crociera di piacere.

Ma dove il simpatico Barbapapà si supera è nel capitolo riguardante le prigioniere donne.

Innanzitutto non possiamo che complimentarci per la sua competenza nell’ambito dell’anatomia femminile, laddove ci ragguaglia che una donna la si può stuprare indifferentemente nella vagina oppure nell’ano o anche in presa contemporanea nel caso di stupro di gruppo.
E’ quasi commovente sentire con quanta sensibilità si tenda ad offrire alla donna una gamma così variegata di scelta.

Se, in seguito agli stupri, una prigioniera rimane incinta, il bambino dovrà essere considerato illegittimo e infedele.
Se però il bambino venisse adottato e cresciuto dal carceriere autore dello stupro allora verrebbe promosso al rango di musulmano a tutti gli effetti.

Se una prigioniera viene condannata a morte, stuprarla prima dell’esecuzione garantisce una ricompensa equivalente ad un pellegrinaggio alla Mecca.
Se invece la donna non viene condannata a morte, il suo stupro vale “soltanto” come un pellegrinaggio a Karbala.
Qui l’ayatollah non lo dice, ma probabilmente accumulando un determinato numero di stupri convertibili in pellegrinaggi santi, e quindi raggiungendo un punteggio considerevole, si ha anche diritto a ricevere a casa un forno a microonde.

Infine un gesto di riguardo veramente squisito. A differenza del prigioniero maschio, che può essere violentato davanti a tutti, è bene che lo stupro di una donna avvenga invece in forma riservata e in assenza di pubblico e di testimoni.

Un po’ di privacy, insomma, e che cazzo!

Thursday, September 3, 2009

Bagasceria

Imbarazzo e fastidio per il regista Tornatore.

Silvio Berlusconi, dopo avergli finanziato la pizza (25 milioni, la storia sottotitolata di un comunista), si è addirittura permesso di dire pubblicamente e in anteprima che si tratta di "un film capolavoro".
Ha ragione. La prossima volta si limiti a comprare il dvd in edicola e a fare l'utilizzatore finale.


Chi può e chi non può...Io può!


Invece uno che querela i vignettisti cosa fa?

Si compra una barca?

Wednesday, September 2, 2009

Giallo a Hollywood

La scorsa settimana l’attore Banderas, stufo di rientrare a casa e di trovare la moglie Melanie Griffith distesa sul pavimento con la bottiglia in mano, ha pensato bene di rivolgersi alle cure del Cirque Lodge Rehab Facility, la clinica di Sundance (Utah), famosa per aver rimesso a posto – si fa per dire – quel concentrato di cervelli che risponde ai nomi di Lindsay Lohan, Mary-Kate Olsen, Kirsten Dunst ed Eva Mendes.

Del resto, la stessa Melanie Griffith è la terza volta in pochi mesi che trova ospitalità in questa struttura che, certo, è particolarmente costosa, ma – è sotto gli occhi di tutti - garantisce risultati veramente strabilianti. Talmente strabilianti che, infatti, nessuno ci crede.

Solo che, questa volta, l’attrice, oltre ai consueti e un po’ banali problemi d’intossicazione alcolica e chimica, ha manifestato una mania tutta nuova, clinicamente non ancora ben definibile, che la induce a rivolgere la parola soltanto a persone che siano vestite di giallo.

Lo so che è una notizia del cazzo. Però, magari, in Italia c’è qualcuno a cui questa cosa potrebbe anche interessare.

L'ultimo strappo (comunismo di merda)

 












Grave crisi a Cuba.

In seguito alla decisione dei Castro Brothers di sospendere le importazioni dall'estero, per gli abitanti dell'isola è diventato letteralmente impossibile trovare rotoli di carta igienica.
Che questo prodotto, francamente superfluo e simbolo del decadente capitalismo borghese, venga sostituito dai ruvidi fogli di Granma è senza dubbio una buona notizia e rappresenta un deciso balzo in avanti verso l'attuazione di quello che potremmo definire, senza paura d'offendere nessuno: comunismo di merda.

(p.s.: chi fosse interessato a conoscere la storia della carta igienica, può leggere questo)

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