Wednesday, October 21, 2009

Figlias & Papas

Suo padre, John Phillips dei Mamas & Papas (qui la sua storia), è morto da un pezzo e quindi, adesso, Mackenzie Phillips può dire quello che vuole.

Lo dice e lo scrive sulla biografia – High on Arrival – che sta promuovendo per le librerie e le TV degli States, portandosi dietro quel clamore che, inevitabilmente, significa soprattutto: copie vendute, articoli scandalistici, denaro.

A creare scalpore, a dare un senso di fastidio, non è il racconto dei biscottini impastati con la cocaina che il babbo le offriva quando aveva 11 anni.
Non è la sua iniziazione all’LSD quando, di anni, ne aveva 12.
Non è quel suo curriculum lunghissimo fatto di arresti, di sbronze e di sballi che l’hanno resa una delle tante teen drug addicts mai del tutto guarita (l’ultimo arresto è dello scorso anno).

Non è nemmeno sapere che sia stato un Mick Jagger già trentenne a cogliere la sua verginità di tredicenne.
Lei, questo, lo racconta da anni (anche se ogni volta cambia un po’ di particolari). Di come Jagger l’abbia spinta sul letto dicendole: “E' da quando hai 10 anni che volevo farlo”.

E’ una storia risaputa, questa. Ne aveva scritto lo stesso John Phillips nella sua autobiografia del 1986, Papa John, descrivendo Jagger come un romanticone che portava la colazione a letto alla sua bambina e, sul fatto che se la scopasse pure, concludeva dicendo: “Questo non fa di lui un eroe, ma nemmeno un violentatore”.

Poi, ci mancherebbe, da una parte c’è la legge della California, che fissa a 18 anni la cosiddetta age of consent, per cui qualsiasi maggiorenne che abbia rapporti sessuali con ragazze minorenni è da considerarsi uno stupratore.
E dall’altra c’è una realtà, fatta di ragazze che, nella norma della California del Sud, cominciano a fare l’amore al più tardi quando hanno 14 anni (e non sempre con coetanei). C’è Polanski in galera e Mick Jagger in classifica. Ma questa è un’altra storia.

La parte “succulenta” del libro di Mackenzie Phillips, la storia mai narrata, riguarda però un altro particolare.

E riporta a lei, ormai diciannovenne, e alla notte prima del suo primo matrimonio (il primo di tre), quando sente suo padre, fatto di droga, entrare nella sua stanza e lei, fatta di droga, lo accoglie nel suo letto e lo ama. In maniera consenziente.

Poi lei si sposa ma intanto continua a scopare anche con suo padre. Lo fa per dieci anni. Fino a quando si ritrova incinta e, non sapendo di preciso a chi attribuire la paternità del bambino, abortisce e mette fine al rapporto incestuoso.

Anche se, forse a causa di certe nebbie perenni che possono avvolgere la mente, ci sono conti che non tornano, visto che suo figlio (avuto da Shane Fontayne, già chitarrista nella band di Bruce Springsteen), è nato prima che – da quanto dice – smettesse di avere rapporti sessuali col padre.

Padre che, se fosse ancora vivo, oltre all’accusa di stupro e d’incesto, dovrebbe anche rispondere di un probabile omicidio.

Racconta infatti Mackenzie di quando, sempre da adolescente, venne violentata da un uomo al quale aveva chiesto un passaggio in macchina. In quell’occasione suo padre, preso con sé un fucile, si allontanò di casa per un paio di giorni.
Non gli ho mai chiesto cosa accadde e cosa fece”, dice oggi la donna. Ma ammette che l’eccitasse l’idea di avere un padre disposto a tanto pur di vendicarla e proteggerla.

Il libro e la vicenda tutta, come detto, sta creando non poco scalpore. Ma, come direbbe Whoopi Goldberg a proposito della morale della California del Sud, “we are a different kind of society”.
E forse, se glielo si chiede, potrebbe anche dire che questo non è proprio un caso di “incesto-incesto

Mackenzie e John Phillips

Spies like us (La farina nel sacco)

E tutto in una settimana.

Prima lo scrittore Christopher Andrews. Ammesso che sia tutta farina del suo sacco, questo qui, nel suo nuovo libro Defence of Realm, dice che nel 1917 l'allora giornalista (direttore del Popolo d'Italia) Benito Mussolini era sul libro paga dei servizi segreti di Sua Maestà britannica. E uno.
Poi il governo boemo. Ammesso che sia tutta farina del loro sacco, questi qui, aprendo gli archivi della vecchia Cecoslovacchia comunista, dicono che nell'elenco dei loro informatori c'era pure il giornalista Corrado Augias. E due.

Infine i servizi segreti messicani. Ammesso che sia tutta farina del loro sacco, questi qui, parlando del giornalista-scrittore Gabriel Garcia Marquez, dicono che non solo faceva la spia al soldo di Fidel Castro ma addirittura si dava da fare come trafficante d'armi. E tre.

Non lo so. Sarà pur vero che non ci sono più le mezze stagioni e che le chiacchiere non fanno farina, ma qui è tutto un fiorire incontrollato di betulle.

Monday, October 19, 2009

Il grande sonno (Weekend col morto)

Per smentire quegli uccelli del malaugurio occidentali che, nei giorni scorsi, hanno dato l'ayatollah Khamenei se non morto perlomeno in stato comatoso, Teheran ha provveduto a diffondere un paio di scatti che testimoniano l'incontro, avvenuto l'altroieri, tra il presidente iraniano Ahmadinejad e il presidente senegalese Abdoulaye Wade.
Il tutto sotto l'occhio vispo del buon Khamenei...


...Il quale non ce ne vorrà se, a colpirci maggiormente in questa fotografia ufficiale, è il bellissimo abito tradizionale indossato con molta eleganza dal presidente Wade.
Talmente bello che...


...ci dispiace un po' nell'osservare come, nella seconda fotografia ufficiale dell'incontro, se lo sia tolto per indossare invece un più classico abito grigio.

In ogni caso, i nostri complimenti vanno al fantasioso presidente senegalese, dimostratosi più veloce di Madonna in scena a cambiarsi d'abito.
Anche se, bisogna dirlo, il suo pubblico, in questa occasione, ci sembra un tantino...ingessato.

§§§


Dando un'occhiata alle belle foto ufficiali diffuse nel tempo da Teheran, mi è sembrata carina questa, dove, al posto del senegalese Wade è seduto il russo Putin.
Stavolta però, a colpirmi, non è l'abbigliamento dell'ospite bensì quello dei padroni di casa, Ahmadinejad e Khamenei, seduti sempre nello stesso posto
E, non so perché, mi è venuta in mente quella storiella...


...di quando Luciano Moggi si recò in Francia per trattare l'acquisto di Zinedine Zidane, e questi gli si presentò con la barba lunga, la camicia aperta sul petto e tenuta fuori dai pantaloni, i jeans sbrindellati, gli zoccoli ai piedi e uno stuzzicadenti al lato della bocca.

Quando i due si rividero alcune settimane più tardi per firmare il contratto, Zizou indossava la stessa camicia aperta sul petto, gli stessi jeans sbrindellati, gli stessi zoccoli e aveva ancora la barba lunga di giorni e uno stuzzicadenti in bocca.
Moggi lo guardò alcuni secondi e poi gli disse: "Spero almeno che tu abbia cambiato lo stuzzicadenti".

§§§

p.s.: Anche la fotografia con Putin è stata scattata in ottobre. Del 2007, però.

Wednesday, October 14, 2009

Monday, October 12, 2009

Vincerò (i tre tenori)

Sarà che è l'unica occasione di vederne uno di loro vincere qualcosa, ma la convention del PD si preannuncia veramente entusiasmante.

Friday, October 9, 2009

Gioco di squadra

Cancellando una precedente disposizione del cattivissimo George W. Bush (possa egli bruciare in eterno!), lunedì scorso il Presidente Obama ha passato la spugna sui quasi 3 milioni di dollari che il Dipartimento di Stato versava all’IHRDC (Iran Human Rights Documentation Center), un gruppo di ricercatori addetti al monitoraggio di tutte le nefandezze commesse dall’attuale regime di Teheran.

Lo stesso giorno, a Teheran, il tribunale ha disposto la condanna a morte di Mohammad-Reza Ali-Zamani, colpevole di aver protestato contro i brogli elettorali del giugno scorso.

Probabilmente è a questo che si riferiva il comitato del Nobel quando, nella motivazione, parla di “sforzi straordinari nel rafforzare la cooperazione tra i popoli”.

Shoot at the Moon


Il Presidente Obama è talmente bravo - ma così bravo! - che, nel bombardare la luna, oltre a trovare l'acqua sarebbe persino capace di trovare le armi di distruzione di massa.

In buona compagnia

Considerato che i suoi predecessori sono Arafat, Kofi Annan, le Nazioni Unite, Jimmy Carter, Al Gore...il Nobel a Obama è assolutamente perfetto. Questo è pacifico.

Thursday, October 8, 2009

Nobel Letteratura: i retroscena

Herta Muller aveva dalla sua 9 giurati su 15.
Gli altri 6 hanno votato per Bondi.

***

(Nella foto: Il famoso poeta Sandro Bondi mentre, con molta sportività, si congratula con la meno famosa scrittrice Herta Muller, che si è appena aggiudicata il premio)

Al posto giusto

Da oggi il comitato dell'O.N.U. che si occupa di razzismo e discriminazioni sarà presieduto dal Sudan.

Un po' come mettere Polanski a dirigere il Telefono Azzurro.

Disgay World

Complimenti a Rich Ross che, dopo aver rivitalizzato la moribonda Disney Channel con le intuizioni vincenti di Hannah Montana e High School Musical, è stato nominato presidente di Walt Disney Studios.

La vera notizia, però, tenuto conto della natura del brand Disney, è che Richie Rich è openly gay.

Wednesday, October 7, 2009

Bravi ma lenti (2)

Nella giornata di ieri (6 ottobre), la ABC ha rivelato in anteprima come il Pentagono, in funzione anti-Iran, stia cercando di velocizzare la messa a punto della nuova MOP (la bomba capace di distruggere i bunker sotterranei nemici), chiedendo al Congresso il via libera ai finanziamenti necessari.

La notizia, una vera bomba giornalistica, è stata giustamente ripresa da tutti gli altri organi d’informazione statunitensi e anche da qualcuno all’estero (in Italia, finora, soltanto Il Giornale, ma gli altri pubblicheranno sicuramente due righe nei prossimi mesi).

Chi fosse interessato all’argomento può comunque leggere qualcosa su questo blog. In data 15 settembre.

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