Some trails are happy ones, others are blue. It's the way you ride the trail that counts.
Monday, November 23, 2009
Friday, November 20, 2009
Thursday, November 19, 2009
Wednesday, November 18, 2009
Submission accomplished (Sottomissione compiuta)
Oh no, he did it again!L’ha rifatto. E’ più forte di lui.
Davanti a re e ad imperatori Barack Obama non può fare a meno di curvare la schiena in deferente saluto.
L’ultimo inchino, pochi giorni fa, per onorare l’imperatore del Giappone Akihito e consorte, l’imperatrice Michiko.
Una coppia molto graziosa, in verità. Lui che sembra un funzionario delle poste in pensione e lei con lo zainetto di Hello Kitty sulle spalle.
Non si sa se, oltre all’inchino, Obama abbia anche avuto la gentilezza di scusarsi per le bombe che gli Americani hanno spedito a suo padre Hirohito.
Una bellissima scena, comunque...
...alla quale si era già assistito nel giugno scorso, in occasione dell’arlecchinesco inchino al re saudita, Abdullah bin Abdul Aziz al Saud (nella foto in alto, mentre guarda benevolo l'umile suddito americano con lo sguardo di un micione che si è appena lappato la sua ciotola di latte).Adesso manca soltanto di vederlo piegare la schiena davanti al re di Tonga, dopodiché si potrà con orgoglio affermare che la (sotto)missione è compiuta.
Submission accomplished.
Friday, November 13, 2009
Loffa continua
(Dove si narra di colui che, per primo, inventò l'utilizzo della scoreggia come gesto di lotta e di potere)Il primo, come sempre, fu Erodoto.
Nel Secondo Libro, capitolo 162, delle sue Storie si narra di Amasis, un generale egizio che, inviato dal faraone Apries a sedare una rivolta, finì per mettersene a capo, innescando una vera e propria guerra civile.
Siamo nel periodo della 26a Dinastia, intorno al 570 avanti Cristo.
Per risolvere la questione Apries inviò al generale ribelle il suo messaggero più fidato, Patarbemis, insieme all'ordine di arrendersi e di consegnarsi.
In tutta risposta, come scrive Erodoto nel suo inglese un po' scolastico ma sempre efficace, "he rose up and farted", sollevò una gamba e fece partire un tremendo scoreggione.
E, all'esterrefatto messaggero, disse: "Take that back to Apries", portagli questa al faraone!
E, all'esterrefatto messaggero, disse: "Take that back to Apries", portagli questa al faraone!
Il quale non dimostrò di avere molto sense of humor, dal momento che - ricevuto il "messaggio" - si lasciò prendere da una crisi di nervi e, all'incolpevole Patarbemis, fece tagliare naso e orecchi, ossia i testimoni dell'affronto.
Seguirono sei anni di guerra civile, al termine della quale il suscettibile faraone Apries fu sconfitto dal ribelle scoreggione Amasis che, ovviamente, si autoproclamò faraone a sua volta col nome di Amasis II.
Inoltre, per legittimare l'incoronazione, prese in sposa la figlia del deposto faraone. La principessa si chiamava Chedebnitjerbone ("si chiamava" da sola, visto il nome).
Inoltre, per legittimare l'incoronazione, prese in sposa la figlia del deposto faraone. La principessa si chiamava Chedebnitjerbone ("si chiamava" da sola, visto il nome).
Sulla fine del povero Apries non si hanno notizie certe, poiché anche Erodoto, qualche volta, si faceva i suoi bei pisolini.
Le ipotesi accreditate sono due. La prima parla di un Apries consegnato alla folla esasperata da anni di guerre, linciato a morte e gettato nel Nilo in veste di croccantino per coccodrilli.
La seconda, quella ritenuta più probabile, è che egli sia stato dapprima imprigionato e quindi strangolato. Dalla qual cosa si desume che, in ogni caso, morire d'asfissia era scritto nel suo karma.
La seconda, quella ritenuta più probabile, è che egli sia stato dapprima imprigionato e quindi strangolato. Dalla qual cosa si desume che, in ogni caso, morire d'asfissia era scritto nel suo karma.
Tuesday, November 10, 2009
All'ombra del Muro

Ai tempi del mio primo vecchio blog, uno dei pezzi che riscosse maggior interesse s’intitolava “Quando gli Americani eressero il Muro”.
Sunday, November 8, 2009
Sesso in 3D
Uscirà nell’aprile del prossimo anno Sex And Zen, il primo film porno in 3D.Sarà un’esperienza unica e ultrarealistica, assicura il produttore Stephen Shiu.
Ogni spettatore proverà la sensazione di trovarsi nella stessa stanza dove si svolge l’azione, quasi a contatto con gli attori.
Cioè, in sintesi, se ho ben capito, si avrà proprio l’impressione che ti vengano addosso.
Friday, November 6, 2009
Il paladino Rolando
La scena clou di 2012, la nuova catastronzata di Roland Emmerich basata sulle presunte profezie Maya che individuerebbero entro quella data l’inderogabile fine del mondo, è quella che vede il crollo della basilica di San Pietro, spazzata via in pochi secondi dall’Armageddon climatico insieme alla massa dei fedeli-gonzi accorsi stupidamente alla solita recita del Papa pifferaio.Successivamente a venir travolto ed inghiottito dalle onde dell’Apocalisse annunciata è il Cristo Redentor che abbraccia Rio de Janeiro dalla cima del Corcovado.
(Nella catastrofe non può naturalmente mancare la visione della Casa Bianca, abbattuta come un fuscello e disintegrata in pochi istanti con tutto il suo carico di peccati e nefandezze).
“La religione ha danneggiato l’umanità”, ha sentenziato il prode Rolando alla presentazione del film.
E a chi gli domandava come mai, nelle scene di distruzione, vengono mostrati solamente i simboli della Cristianità e non quelli di altre religioni, che so, per fare un nome a caso: l’Islam, la risposta altrettanto categorica è stata: “Mica voglio trovarmi con una fatwa sulla testa!”
Urca, un campione di coraggio!
Da paladino Rolando oggi lo promuoviamo a Cuor di Leone.
p.s.: Per altro, il prode Rolando ci tiene a far sapere che nella sua casa newyorkese fa bella mostra (si fa per dire) una foto-tarocca di Ahmadinejad in atteggiamento omoerotico.
Ci consola il fatto che, la sera del 21 dicembre 2012, insieme al Papa, a Gesù Cristo e al fresco successore del Presidente Obama, pure essa finirà nel cesso della gehenna postapocalittica.
Thursday, November 5, 2009
Napoleon in rags (Giuseppina, ho vinto!!)
Per la serie: Grande Giornalismo.Il simpatico Los Angeles Times dedica un bel titolone alla sonora vittoria dei Democratici nel 23° Congressional District di New York, uno sperduto collegio del nord-est di cui la maggioranza degli Americani ignora l’esistenza o, al più, non saprebbe dire se si tratta ancora di Stati Uniti oppure di Canada.
Non basta. Con lo stesso entusiasmo il giornale parla della sonora vittoria dei Democratici in un collegio congressuale della California del Nord. Talmente importante che non specifica nemmeno quale (lo dico io: Decimo Distretto).
Nello stesso articolo, ma più in piccolino, tanto che ci vuole la lente d’ingrandimento, ricorda – bontà sua – che i Repubblicani si sono invece aggiudicati le elezioni per i governatorati di Virginia e New Jersey, fino a un anno fa solidi feudi obamiani.
Insomma. Un po’ come se Berlusconi facesse il pieno di voti in Toscana ed Emilia e Repubblica titolasse: “Trionfo di Bersani a San Martino di Castrozza”.
Wednesday, November 4, 2009
Oltre la croce
Partiamo da una constatazione. Da una parte c’è una signora finlandese che si ritiene offesa e minacciata per la presenza del crocifisso in una scuola italiana.La Corte Europea, naturalmente, asseconda questa solitaria stramberia demenziale e imponendo, per i secoli a venire, il divieto di affissione del crocifisso finisce di fatto per offendere la sensibilità della stragrande maggioranza della popolazione italiana. Di questo ne sono sicura. C’è dunque qualcosa che non va.
Oltretutto, da quello che leggo, tutti i partiti politici italiani si sono dichiarati contrari o perplessi di fronte a questa decisione scellerata dell’Europa. E’ una questione di semplice buon senso. Che ovviamente manca a dei burocrati ideologizzati.
Qui non è in discussione la laicità dello stato. Che esiste, come è giusto, e nessuno lo mette in dubbio. Ma la laicità non deve diventare un idolo da adorare in maniera inflessibile e totalizzante. Il diritto va applicato anche con un pizzico di buon senso.
L’Europa (facendo finta che esista) avrebbe altre questioni molto più importanti di cui occuparsi (come per esempio cercare di diventare un’entità politica autorevole, cosa che dubito potrà mai essere), piuttosto che imporre in maniera arrogante, intollerante, burocraticamente stupida, il divieto di un qualcosa che non ha mai offeso nessuno, compresi i non-credenti, gli atei, gli agnostici, i simpatizzanti di Buddha e della dea Visnù.
Nessuna persona equilibrata e di buon senso si potrebbe sentire offesa o minacciata da un crocifisso. Tranne una signora finlandese e i signori della Corte Europea.
Non facciamo finta di non capire. Il crocifisso proibito è la prosecuzione di quel testo vuoto della Costituzione Europea che volutamente evitava di riconoscere le radici cristiane e giudaiche dell’Europa.
Il fatto che l’affissione del crocifisso nelle scuole italiane risalga all’epoca fascista cosa conta, quando sappiamo benissimo che esso rappresenta, per l’Europa e per l’Italia in particolare, il simbolo di una tradizione bimillenaria, culturalmente e spiritualmente unica, che di certo non può essere spazzata via da fredde leggi, da codici e codicilli.
Sono le radici, il tessuto, il corpo di tutta la sua storia, la sua civiltà, la sua cultura, i suoi valori civili. Valori che sono universali e che valgono per tutti, non-credenti compresi.
Nessuno obbliga a vedere il crocifisso come un oggetto di culto, ma tutti sono tenuti a riconoscere ciò che esso rappresenta per la civiltà italiana ed europea.
Oggi puoi togliere per decreto il crocifisso dalle scuole (e, secondo logica, mi aspetto anche che d’ora in poi nelle scuole italiane non ci siano nemmeno più le vacanze di Natale e di Pasqua, visto ciò che rappresentano).
Poi toglierai (forse l’hanno già fatto) Gesù Bambino dal presepe e dalle canzoncine natalizie.
Successivamente dovrai abbattere tutte le chiese, bruciare i libri di Sant’Agostino, di San Tommaso, la Divina Commedia, i dipinti di Giotto, di Mantegna, le composizioni sacre di Bach…Dovrai farlo altrimenti rischi di offendere la suscettibilità di qualche signora finlandese.
Non c’è proprio nulla di strumentale in questo. Quello che si mette in gioco non è certo il diritto alla laicità dello stato, bensì il riconoscimento dell’identità culturale di un continente o, in questo caso, di una specifica nazione.
Ed è proprio questo non voler riconoscere nel Cristianesimo le proprie radici ciò che condanna l’Europa ad essere un continente insignificante, senza futuro, morto, sostanzialmente inesistente.
Perché non esiste patriottismo o idem sentire che possa essere costruito in laboratorio, basandosi in maniera fredda e burocratica sul diritto laico, sull’idiozia conformista del politically correct, sulle aberrazioni del relativismo culturale e confessionale.
L’Europa che sta uscendo da questi cervelloni dal pensiero debole è un Frankenstein rattoppato, senza cuore, senz'anima, senza sentimento.
Una creatura mostruosa senza passato e, di conseguenza, senza futuro.
***
p.s.: Beninteso. Il virus dell’idiozia, come la febbre suina, si espande senza rispetto dei confini.
Non è un caso unicamente italiano. Da una decina d’anni in California si dibatte sull’opportunità o meno di mantenere esposta una croce d'acciaio visibile sul Sunrise Rock, un picco del Mojave Desert.
La croce fu piantata negli anni Trenta per commemorare tutti i soldati americani morti in guerra e nessuno ebbe mai a discutere sulla sua esposizione, fino a quando un ex-custode del parco, per altro un cattolico, denunciò il tutto come offensivo per le altre credenze.
Per cui spetterà alla Corte Suprema stabilire se una croce su una montagnola potrà continuare ad essere esposta o se dovrà essere rimossa.
Nel qual caso, è ovvio, rappresenterebbe un precedente inarrestabile, se solo pensiamo a tutte le croci esposte pubblicamente nei sacrari o nei cimiteri di guerra. Croci che, per secoli, hanno rappresentato per tutti la pietà e la sofferenza universale ma che, all’improvviso, per alcune anime belle, risultano essere scandalosamente, insopportabilmente offensive.
Nel frattempo, stupidità nella stupidità, in attesa del verdetto fatidico, la croce del Mojave è stata coperta da un orrendo telo che la fa sembrare un fantasma grottesco sospeso tra le nuvole. Questo per evitare ai trekkers e alle aquile calve di passaggio di restare sconvolti dalla visione di una croce, come è successo a una qualche signora finlandese.
p.s.: Beninteso. Il virus dell’idiozia, come la febbre suina, si espande senza rispetto dei confini.
Non è un caso unicamente italiano. Da una decina d’anni in California si dibatte sull’opportunità o meno di mantenere esposta una croce d'acciaio visibile sul Sunrise Rock, un picco del Mojave Desert.
La croce fu piantata negli anni Trenta per commemorare tutti i soldati americani morti in guerra e nessuno ebbe mai a discutere sulla sua esposizione, fino a quando un ex-custode del parco, per altro un cattolico, denunciò il tutto come offensivo per le altre credenze.
Per cui spetterà alla Corte Suprema stabilire se una croce su una montagnola potrà continuare ad essere esposta o se dovrà essere rimossa.
Nel qual caso, è ovvio, rappresenterebbe un precedente inarrestabile, se solo pensiamo a tutte le croci esposte pubblicamente nei sacrari o nei cimiteri di guerra. Croci che, per secoli, hanno rappresentato per tutti la pietà e la sofferenza universale ma che, all’improvviso, per alcune anime belle, risultano essere scandalosamente, insopportabilmente offensive.
Nel frattempo, stupidità nella stupidità, in attesa del verdetto fatidico, la croce del Mojave è stata coperta da un orrendo telo che la fa sembrare un fantasma grottesco sospeso tra le nuvole. Questo per evitare ai trekkers e alle aquile calve di passaggio di restare sconvolti dalla visione di una croce, come è successo a una qualche signora finlandese.
Tuesday, November 3, 2009
Atheocracy
Beh, dai, lo si può capire.Quando si passa tutto il tempo ad occuparsi delle questioni importanti - che so: la differenza tra confettura e marmellata, la lunghezza e la curvatura delle banane, la giusta circonferenza dei piselli - alla fine, per una volta, viene anche voglia di rilassarsi un po' e concedersi una cazzata.
Dai, adesso non mettiamoli in croce.
Dai, adesso non mettiamoli in croce.
Monday, November 2, 2009
Sunday, November 1, 2009
Berluscoutlaw
Una casa editrice italiana, che ha acquistato i diritti per la traduzione di Hors la loi, una raccolta di biografie dei più grandi fuorilegge della storia, ha chiesto al suo autore, Laurent Maréchaux, di aggiungere per l’occasione un capitolo dedicato a Silvio Berlusconi.Leggendo però che, tra i banditi presi in esame, c’è pure Calamity Jane, mi viene qualche dubbio sull’attendibilità di uno scrittore il cui nome sembra la ragione sociale di una pizzeria.
Martha Jane Cannary, in arte Calamity Jane, fu tante cose. Lavapiatti, cuoca, cameriera, ballerina di saloon, infermiera, guidatrice di carovana, scout dell’esercito, taverniera, attrazione circense nel Wild West Show di Buffalo Bill.
Era un’alcolizzata cronica, cavalcava e sparava meglio di un uomo, non esitò ad abbandonare la figlia (che lei diceva d’aver avuto da Wild Bill Hickok) e, all’occorrenza, si prostituiva.
Ma, a differenza di Belle Starr, altra leggendaria figura femminile del vecchio West, non fu mai una fuorilegge.
Per cui, già in partenza, questo libro si presenta con tutte le caratteristiche della patacca.
E, tra le tante forzature, manca poi l’unica verità. Ossia che Berluscoutlaw incontrava regolarmente Martha Jane a Fort Laramie, dove lei esercitava come prostituta.
Si dice che - forse per rendersi simpatico - si ostinasse a chiamarla Calatemy Jeans. Ma dopo che lei gli ebbe sputato il sigaro sul parrucchino si astenne per 120 anni dal fare altre battute e divenne un politico serio. Sicuramente il migliore nella storia di tutta la Contea.
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