Wednesday, May 19, 2010

Gun Girls


A dispetto della crisi, c’è in America un settore produttivo che non solo non ha subito flessioni ma, soprattutto nell’ultimo anno, ha addirittura incrementato le proprie vendite in maniera vertiginosa. Ed è l’industria delle armi da fuoco.

In particolare, come confermato ufficialmente dalle compagnie e dai venditori, si è registrato un aumento spettacolare (il 70% in più rispetto all’anno precedente) nell’acquisto di armi da parte delle donne.
A tutt’oggi sono circa 17 milioni le donne statunitensi che posseggono almeno un’arma da fuoco.

C’è chi le utilizza per il proprio lavoro, chi per la caccia o semplicemente per la passione di sparare, ma è indubbio che nella maggior parte dei casi le donne sono indotte ad acquistare una pistola per difesa personale.
I crimini di natura violenta aumentano un po’ dappertutto e i casi di stalking nei confronti delle donne non sono affatto rari.
Nella società americana difficilmente una donna, nel corso della sua vita, riesce ad evitare del tutto una qualche forma di molestia da parte maschile.

Non è così strano dunque che donne apparentemente “insospettabili”, come potrebbero per esempio essere insegnanti, avvocati o studentesse di college, sotto i loro abitini eleganti nascondano un’arma che le fa sentire più sicure.

Per questo le varie compagnie si sono attrezzate a mettere sul mercato una serie di revolver che, anche da un punto di vista estetico, possano incontrare il gusto tipicamente femminile.

Penso ad esempio alla Cobra, una compagnia di Salt Lake City, nello Utah, che ha lanciato dei modelli molto maneggevoli e coloratissimi di Derringer rosa, fucsia, violetto...
Normalmente se si sfoglia un catalogo del genere in compagnia del proprio uomo, la sua prima reazione davanti ad una pistolina rosa sarà una pantagruelica risata. Ma c’è poco da ridere.

A differenza di molti uomini, che se non vedono una scopata all’orizzonte sono capaci di tenersi le stesse mutande per una settimana, una donna indosserà sempre della bella biancheria intima anche se prevede che nessuno la debba vedere.
Questo perché una donna, semplicemente, ama indossare le belle cose e sentirne la raffinatezza sulla propria pelle.
Per cui, anche quando deve scegliere una pistola, una donna è sempre una donna e se lei vuole sentire sul proprio corpo la sagoma di un revolver rosa, beh, non ci sono cazzi.

Piuttosto, se è il vostro fidanzato a comprarsi una Derringer fucsia, come prima cosa andate a controllare la sua collezione di vecchi album e si ci trovate almeno un Greatest Hits dei Village People, a quel punto mollatelo e trovatevi qualcun altro.


In ogni caso, il modello più richiesto in questo momento, il must tra le acquirenti donne, è la Shadow rosa, una .38 Special che, una volta impugnata, pesa più o meno come un telefono cellulare.
Ha 5 colpi in canna, la si tiene comodamente in borsetta e se qualcuno rivela brutte intenzioni, la tiri fuori in un attimo e bang-bang al bastardo con l’uccello in tiro.

Ho detto borsetta. Cioé dove, per comodità, la maggior parte delle donne ripone la propria pistola, insieme a trucco, spazzola, telefonino, pocket rabbit, Nivea e sugarless chewing gum.
Però, a dire il vero, non la si dovrebbe tenere lì. Basta che un assalitore improvviso, come prima cosa, ti strappi la borsetta e la scagli lontano e tu sei bell’e che fritta, senza possibilità di difenderti.

Molto meglio portarla in una fondina sul proprio corpo, dunque. E lo si può fare posizionandola dove più si è comode o a seconda di come ci si veste.

Per quello che ne so, dalle mie parti la fondina più diffusa è quella “da coscia”, che permette di indossare anche lunghi abiti da sera senza che la si noti.
Ricorda un po’ quello che facevano le ballerine e le puttane dei saloon di metà Ottocento, quando s’infilavano la pistolina da due colpi nella giarrettiera per tenere a bada il cowboy ubriaco che esagerava un po’.

Molto venduta, nei negozi di Los Angeles, è anche la bra holster, la fondina da piazzare sotto le tette. Ma questa va bene soprattutto per chi abbonda in quella zona del corpo, poiché più tette hai e meno pistola si vede.
Altimenti, come nel mio caso, se fai certi movimenti può spuntare uno strano bozzo che potrebbe far pensare alla presenza sotto maglia di un qualche gnomo superdotato intento a farsi una spagnola. Poco estetico.

Personalmente, quindi, la mia preferenza, per comodità d’uso, va sempre alla classica belly band. Anche se, come già detto, il concetto di comodità è sempre soggettivo.

Così com’è soggettiva la scelta della pistola adatta “per” una donna. C’è una sorta di pregiudizio in questo senso. Molti uomini comprano una pistola da regalare alla moglie, alla fidanzata, alla figlia e, immancabilmente, la prima cosa che chiedono al venditore è di mostrargli un revolver che “vada bene” per una donna.

Ma, in fin dei conti, cos’è adatto? Una .40, una .380, una 9mm?...La donna non è una sagoma di legno, ognuna ha la sua personalità e la sua predisposizione.
Ci possono essere donne dall’aspetto minuto, ma dal temperamento deciso, che si trovano perfettamente a loro agio con pistole “da uomini”, così come donne dal fisico giunonico, vere amazzoni all'apparenza, che invece hanno una presa molliccia e sono poco sicure di sé con un’arma in mano. Dipende.

Uno degli errori frequenti, quando si regala per la prima volta una pistola ad una donna, è orientarsi senza troppi pensieri su una .22. Questo perché è la più facile da usare, è poco rumorosa, poco impegnativa.
Però, come arma da difesa, se ti trovi davanti un tipo fuori di sé, uno veramente scalmanato e violento, il massimo che puoi fargli è un secondo buco del culo o poco più. Troppo poco.

Comunque, bisogna anche dire che parallelamente al boom delle vendite di armi, si sta anche registrando un grande successo dei cosiddetti shooting camps per sole donne.
Ci si iscrive a gruppi come Babes With Bullets o Ladies Only, si pagano 400-500 dollari per una full immersion di tre giorni a base di sparatorie e lezioni di tecnica balistica e quando torni a casa sei in grado di mirare una mosca a 50 metri di distanza.

Se poi la cosa piace e appassiona ci si può rivolgere alla National Rifle Association e, con in testa un berrettino alla Michael Moore, aggregarsi a nove donne per volta e fare belle escursioni nella natura a caccia di cervi, alci, linci, coyotes, tutto all’insegna della complicità femminile. Non male.

Poi, adesso, la procedura per ottenere il porto d’armi (HSC) è abbastanza semplificata.
Dove si compra l’arma la si ottiene. Dieci minuti per scegliere la pistola e un’ora per compilare un questionario con domande idiote.

“Ai miei tempi” non era così facile. Parlo di 5 anni fa.

Ho 18 anni e mi dico: la vuoi la pistola, sì?, e poter accarezzare il calcio di quella Ruger 32 Magnum che tanto ti attira? Allora fatti il tuo bell’esamino scritto e amen.

Una cosa veramente impegnativa. Per dire, non faccio in tempo a sedermi e già vado in difficoltà nel leggere la domanda in cui si chiede quale sia la direzione più sicura in cui puntare un’arma quando non si sta sparando.
Le opzioni sono le seguenti: A) verso nord, B) nella direzione più sicura possibile, C) in alto, D) in basso.

E qui devo ringraziare la mia natura riflessiva poiché l’istinto mi porterebbe subito a sbarrare la casella A, ritenendo più che legittimo voler sparare a quelli di San Francisco.

Poi però penso ai test che fanno a chi vuole entrare negli Stati Uniti.
“Svolgi o hai svolto attività terroristiche?”, ti chiedono e sarebbe sbagliato rispondere in maniera frettolosa od esporre pienamente i propri sentimenti.
Altrimenti si finisce come Zacarias Moussaoui, quel tizio che voleva schiantarsi contro le Twin Towers e che al suo istruttore di volo disse di non insegnargli la tecnica dell’atterraggio perché intanto non gli serviva. Oggi si fa le seghe in una cella d’isolamento a Florence, Colorado.

Dopo aver pensato a tutto questo decido di tenere per me i miei propositi segreti e sbarro invece la casella B.

Ma ogni domanda è un eccezionale esercizio di spremitura di meningi. E mentre me ne sto lì con le mie treccine a riflettere, ciucciando il cappuccio della penna, su e giù tra le morbide pieghe della mia boccuccia a cuoricino, incrocio lo sguardo fisso dell’esaminatore, un istruttore del Department of Justice, e penso che dovrebbe ricoverarsi e farsi fare un drenaggio perché quel filo di bava è uno spettacolo disgustoso.

Arrivata in fondo alle 30 domande e consegnato il test chiedo al bavoso governativo quante risposte esatte bisogna dare per passare. Lui dice almeno 23 ma che, comunque, non mi devo preoccupare perché se le cose dovessero andare male mi fa venire il giorno dopo a ripetere l’esame. Nel momento in cui mi dice che “mi fa venire” mi accorgo che oltre a perdere bava dalla bocca ha anche un fastidioso tic all’occhio. Un vero sfigato.

Naturalmente non ho bisogno di venire una seconda volta (non in questo caso). Mi basta la prima per fare l’exploit. 30 su 30. Come si dice qui: "I passed with flying colors".

Così, invece di genuflettermi davanti al commesso del Wal-Mart e nascondere la mia agognata Baby Vaquero tra i sacchetti di White Ceddar cheese popcorn e i rotoli di Charming Ultra confezione famiglia (carta igienica), posso a tutti gli effetti presentarmi da un vero armaiolo con il mio bel HSC fresco di stampa e chiedergli di mostrarmi un po’ della sua fottuta ferraglia.

Spiacente, miss, torni quando ha 21 anni. E allora perché cazzo mi fate fare l’esame quando di anni ne ho 18? Beh, se è per quello, lei ha cinque anni di tempo per comprarsi la pistola e non far scadere il certificato. Ah beh.

Ma io l’ho vista e ora la voglia. Torno con mio padre. Lui ha più di 21 anni. Casualmente sceglie proprio quella che piace a me e mentre risalgo sul pick-up anche il mio buco del culo si allunga fino ad imitare un sorriso. Peccato che certe cose non si possano vedere (il mio buco del culo, non mio padre).

Poi lui (mio padre, non il buco del culo) scrive al Dipartimento di Giustizia dicendo di aver deciso di cedere la proprietà dell’arma alla sottoscritta. In fede, blah-blah-blah. Catch-22? Mi sento molto Nikita, spiona russoska.

Dopo un paio d’anni, dopo tutto il mio gran sparare a sagome e barattoli, dopo battute di caccia e un diplomino in tassidermia (che non c’entra un cazzo ma lo dico lo stesso), ricevo una lettera dal Dipartimento di Giustizia in cui mi si annuncia la visita di un loro incaricato per sottopormi alla safe handling demonstration. Insomma, vogliono vedere se so maneggiare con sicurezza un’arma.

Di solito questa dimostrazione pratica è obbligatorio farla dove si compra la pistola, ma siccome io non l’ho comprata direttamente non vedo perché avrei dovuto aprire l'impermeabile e far vedere all’armaiolo di essere più brava di Annie Oakley.

Nell’attesa penso: l’unica cosa che mi devo sforzare di non dimenticare, durante la dimostrazione, è di tenere l’arma sempre puntata nella direzione più sicura possibile (risposta B).
Ma se anche, per sbaglio, dovesse partirmi un colpo che finisca la sua traiettoria nelle natiche dell’istruttore del Dipartimento, potrei sempre dire che è colpa loro non essersi accertati prima della mia affidabilità di tiratrice. Qualsiasi avvocato mi farebbe vincere. Catch-22.

Ma in quei giorni, nella mia testolina di diciottenne, c’è una sola preghiera: O mio buon Gesù, non mandarmi quell’esaminatore bavoso, perché in quel caso potrebbe venirmi voglia di fargli passare il tic all’occhio con scariche di schiaffoni e pistolettate in direzione nord (risposta A): dalla porta di casa mia sempre dritti fino a San Francisco.


24 comments:

Pier said...

Con tutto il rispetto, c'è stato un momento in cui sono andato in confusione e ho creduto di vedere il culo di tuo padre che sorrideva.

Lexi Amberson said...

Può essere senz'altro che ciò sia accaduto. Capita a tutti, nella vita, di sentire ogni tanto il proprio buco del culo ridere. Ma io, nel mio egocentrismo, percepisco unicamente i sorrisi del mio e non mi accorgo di quelli degli altri. :)

ettore said...

Bene. Sono tornati i post 'standard .... Lexi'.

Avendo fatto il corso per ufficiali nelle truppe alpine (SMALP), ho sparato con tutto il ferro che avevamo in armeria. Dopo che hai usato il cannone da 105 senza rinculo, non c'è "38 che tenga!
Neanche il mortaio da 120 ( o l'81 per le signore ) da più soddisfazione.
L'unico inconveniente del 105 è che è poco maneggiabile, ma ha il vantaggio di fare piazza pulita sia davanti, sia dietro.
Buuuuum!

ettoregonzaga

jacky30 said...

Aggiungerei la posizione E
http://tweetphoto.com/20299088

Lexi Amberson said...

Spararsi in bocca è quello che dovrebbe fare molta più gente.

stone said...

vorrei una pistola... ma le pratiche burocratiche mi frenano. bella rottura. (bel post).

Fabio said...

Non posso non linkare questo

http://www.youtube.com/watch?v=xIpLd0WQKCY

Gabriele said...

Ti facevo più da 357 Magum a canna corta, magari sei pollici. Ma hai ragione, non è proprio da borsetta...
Con questo post mi hai fatto venire in mente un vecchio racconto che stavo scrivendo, Lexi...

Anonymous said...

Le armi libere continuano ad essere tra i mali principali della società.

Cristian

stone said...

Lexi mondiali? (domani c'è un'amichevole degli USA)

Lexi Amberson said...

No, hanno già giocato, contro la Turchia. Una partitaccia. Domani la squadra parte per il Sud Africa.

stone said...

una partitaccia ma avete vinto... poi lo stadio era strapieno e c'era quel sole che mi ha ricordato USA '94... beh ok, in attesa del post...in bocca al lupo per i mondiali!

Marco said...

Ciao Lexi! alla fine ho fatto il mio dovere di tifoso irrazionale ed irragionevo e ho votato italia!!! Un pò come te che hai inserito gli USA tra i papabili!
In bocca al lupo, ciao!

Lexi Amberson said...

In origine il sondaggio doveva chiamarsi: "Chi andrà in finale con gli U.S.A.?". Poi ho deciso di dare qualche speranza in più anche agli altri.

maurizio said...

ottimo articolo, a chi daresti un colpetto in italia?

Nautilus said...

Ma porca puttana...ecco!
Non è rivolto a lei cara Lexi! E' che finalmente ho capito com'è possibile che ci siano 12.000 uccisi l'anno da armi da fuoco in USA, di cui 3000 adolescenti, e poche centinaia in Italia nonostante mafia, n'drangheta e camorra.
Le dico la verità, Moore e il suo Columbine non mi avevano fatto nè caldo nè freddo, forse perchè, documentario o no, sempre di film, leggi fiction, si tratta.
Invece la sua naturalissima voglia di difendersi dai bavosi a colpi di 38 special (cosa che non passerebbe per la capa a nessuna ragazzina italiana) ci cala nella realtà, diciamo.
Certo, da voi la situazione deve essere ben brutta, stupratori a ogni angolo di strada..altro che far west! Però veramente anche qua è difficile che una donna possa evitare molestie nel corso della vita, ma donne che girano armate non ce ne sono e vivono lo stesso benino, tutto sommato..e da voi invece 17 milioni portatrici d'arma! Cifre da fantascienza. Il mondo è bello perchè è vario.
Le pistole comunque sono mortali sotto qualunque cielo, ricordo che una delle ragioni per cui non venivano date ai soldati ma solo agli ufficiali era che causavano più perdite per incidenti fra le proprie truppe che danni al nemico.
Le pistole a dire la verità piacciono tantissimo anche a me e ne vorrei diverse, la mia fortuna è che lo stato italiano ha più cervello di me e m'impedisce di averne, sennò prima o poi un colpo in un piede (o peggio) me lo tirerei.
Il suo articolo comunque è illuminante e divertente, una finestrina sugli USA in eccellente italiano, mica male, continuerò la saltuaria lettura, se non le spiace.

Lexi Amberson said...

Se non ha di meglio, legga pure.

p.s.: l'America è stata fatta dalle armi e dai cavalli. E' un mondo un po' diverso.

Nautilus said...

E certo che la leggo!(E anche scrivo...) Fino a ora erano solo due i blog che seguivo, ora son diventati tre. Peccato solo manchi un po' di contraddittori, ma sono ampiamente ripagato dai suoi deliziosi post.
Sì, voi siete nipotini di Marte mentre noi europei di Venere, insomma diamo per scontato che siate un po' diversi (la leggo anche per questo) però tutte queste armi in giro ci stupiscono, i cavalli meno.
Naturalmente posso immaginarmi i perchè della differenza: la frontiera ma soprattutto la libertà da un potere centrale che volesse avere il monopolio delle armi, finchè un cittadino è armato non è un suddito...o mi sbaglio?
Detto questo, un'osservazione sulle armi alle donne a fini antistupro: in Italia le statistiche dicono che il 90% degli stupri denunciati è commesso da familiari o amici, considerando anche quelli ignoti è probabile si arrivi al 99%, difficile sparare al proprio padre o allo zio.
Però se un'arma nella borsetta infonde sicurezza niente da dire, purchè non basti abbordare una ragazza per strada per esser presi a revolverate, allora l'America non fa per me.
Arrivederci Lexi.

Lexi Amberson said...

Far parte di una triade di blog prescelti è piacevole e ringrazio, anche se arriva nel momento in cui, dopo 6 anni, non ho più molto da dire (e da dare) al mondo dei blog.
Sulla mancanza di contraddittori azzardo due motivi. Uno: delle cose Americane (una volta criminalizzato Bush e beatificato Obama) agli italiani non interessa granché. Due: il blog, inteso come mezzo di espressione e scambio di vedute, è stato fatalmente azzoppato e umiliato da Facebook, che raccoglie molta più gente senza chiedere in cambio - come fa invece un blog - quel minimo di attenzione, di riflessione, di spunto critico. La massa è mediocre, il suo habitat naturale è la mediocrità e Facebook appiattisce tutto e tutti in meravigliosa mediocrità.
Poi magari, nel caso specifico del mio blog, ci sono anche altri motivi, ma me li tengo per me.

Tornando alla "cultura delle armi", che è qualcosa di insito nella mentalità americana, la sua origine è nell'origine stessa degli Stati Uniti. Per come sono nati (a est) e per come hanno costruito l'espansione del proprio territorio (a ovest). Il diritto di possedere un'arma e di potersi difendere è qualcosa che deriva dalla Guerra d'Indipendenza e dal mito della Frontiera, fino a diventare un punto centrale dell'identità Americana.

jacky said...

Chi passa a Facebook, scriveva cazzate nei blog per cui meglio cosi'. I blogs come i forum di discussione hanno un futuro brillante.

Lexi Amberson said...

Non saprei, sono nuova nel settore.

Filippo said...

"Shadow rosa, una .38 Special [...] 5 colpi in canna"???

Cos'è una canna studiata dall'esercito giamaicano?

Attenta che per queste piccole inavvertenze avrebbero potuto inviarti il commissario bavoso!

Però vuoi mettere con l'efficienza burocratica italiana?
-Permesso del Questore
-Permesso del Prefetto
-Corso di maneggio armi (in alcune provincie, anche se sei stato militare, ma sta male pensare che alcuni prefetti vogliano favorire l'attività commerciale dei Tiro a Segno Nazionali)
-e ... cosa più importante di tutte, dimostrazione di necessità di difesa personale (ossia presentare una dichiarazione leggerissimamente superiore al minimo contributivo, e da questo ci si chiede come mai, i gioiellieri presentino statisticamente redditi per 8000€ annui DOPO aver ottenuto il porto d'armi, mah)
-in mancanza di succitata comprovazione di necessità di difesa personale, si pregano i gentili richiedenti di fare la fila per il permesso di sola detenzione a fini sportivi in modo da essere autorizzati a fare atti di autoerotismo alla propria pistola nei soli succitati TSN.

Lexi Amberson said...

La Shadow 38 Special ha 5 colpi nel tamburo, come la Smith & Wesson 642.

Filippo said...

@Nautilus

"[...] la mia fortuna è che lo stato italiano ha più cervello di me e m'impedisce di averne [...]" --> odddddddio!

Il problema è che lo stato italiano ha così tanto cervello da proibire senza se e senza ma (cioè senza menzionarle nella normativa) anche le "gazpistols" che in ogni posto in Europa (intendo Europa senza isole) sono semplici pistole a salve "front firing" che sparano gas lacrimogeni tipo OC o CS (in Russia addirittura il CR), molto più efficaci di una .22 ma molto meno letali, e soprattutto ... più economiche (che volete! non mi sono mai levato dalla testa le lezioni sul concetto di "obiettivo pagante", e non ritengo che degli aspiranti stupratori meritino l'investimento di min. 500€ da ammortare)

Per il resto:
_____________Italia_____Stati Uniti
popolazione__60 mln_____309 mln
omicidi/y____poche cent_12000

saranno mica numeri comparabili??????????

In fondo in Italia proprio per la presenza di mafie varie potremmo fare di molto meglio.
(Mobilità in uscita -> ritornello di Monti, perché non si fa un inno nazionale su questo concetto?)

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