Friday, July 30, 2010

Il verme nella mela

Non è roba di decenni fa. Non sono passati che alcuni mesi.
Nella cosmopolita New York, dal 2007 ad oggi, su decisione del sindaco Michael Bloomberg, 550 nuclei familiari "in difficoltà" (disoccupati, poveri, homeless) sono stati impacchettati, dotati di biglietto di sola andata e spediti definitivamente verso lidi lontani.

Mete prescelte di questi esili coatti: Florida, Georgia, North & South Carolinas, ma anche ridenti località estere come Porto Rico, Haiti, Messico, Perù, Trinidad e Tobago, Santo Domingo, Marocco e Ucraina.

Non c'è dubbio che risparmiare 36mila dollari l'anno a famiglia per la creazione di case-rifugio e sostentamento sia un bel sollievo per le casse della città.

Così come, agli occhi del turista straniero - che può finalmente passeggiare per le strade di New York senza correre il rischio d'inciampare sul corpo di qualche antiestetico barbone sdraiato sul marciapiede - la città sembrerà piacevolmente pulita, sicura, vivibile.

Insomma, l'immagine della metropoli migliora di sicuro. Purtuttavia, tecnicamente parlando, trattasi di deportazione forzata di massa.
Un po' come quando gli inglesi si presero il Canada e lo svuotarono degli acadiani a suon di calci nel culo. Certo, lì erano molti di più ma soltanto perché all'epoca non c'era la televisione.

Per questo motivo nel sentire un tale Michael Bloomberg di New York definire stupida e razzista, oltre che economicamente devastante, la legge sull'immigrazione voluta in Arizona (quella, per intenderci, che permetterebbe agli agenti di fermare i "clandestini sospetti"), sono portata a pensare che si tratti di un puro caso di omonimia. Non ci sono altre spiegazioni.

3 comments:

stone said...

d'altronde Zapatero sparò sulle navi degli immigrati... lo stile liberal non va più di moda?

stefano said...

Non so come vedi la tanto vituperata legge dell'Arizona. SInceramente mi sembra che preveda quanto in altri Paesi d'Europa, Italia inclusa, è la consuetudine: ossia che la polizia possa fermare un soggetto e chiedergli i documenti. D'accordo, in Italia non esistono i concetti di probable cause e reasonable suspicion, però non mi sembra una cosa così scandalosa.
A me quando ero in Italia è capitato spesso di essere fermato, soprattutto in treno, per una identificazione.

Lexi Amberson said...

Infatti non c'è nulla di scandaloso in quella legge, che oltretutto è vista favorevolmente dalla stragrande maggioranza dei cittadini (e non solo degli Stati tipo Arizona, California o Texas, maggiormente interessati dalla criminalità legata all'immigrazione clandestina).

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