Wednesday, June 29, 2011

John Wayne e Michele




Subito dopo aver annunciato ufficialmente la sua discesa in campo per le primarie dei Repubblicani, Michele Bachmann non si è risparmiata una delle sue proverbiali gaffes, dichiarandosi orgogliosa di condividere lo spirito di "un altro illustre abitante" di Waterloo (la cittadina dell'Iowa dove lei è nata), vale a dire il mitico John Wayne.

Il problema è che John Wayne, pur essendo un Iowan-born, non era di Waterloo bensì di Winterset (più o meno, in macchina, la distanza che c'è tra Milano e Firenze).
L'unico "illustre" John Wayne che abitò a Waterloo era John Wayne Gacy, più noto come Killer Clown, uno che aveva l'abitudine di stuprare e assassinare le ragazzine (più di 30) e di seppellirle in cantina o non so dove. Insomma: non tanto uno di cui si possa orgogliosamente condividerne lo spirito.

Tuesday, June 28, 2011

Ecovirtuosi del piffero


Bravo ragazzo Harrison Ford. Un giorno, nelle vesti di vicepresidente di Conservation International (organizzazione ambientalista), si sbottona la camicia e comincia a depilarsi il petto, dando un'originale interpretazione della deforestazione globale.
Per fortuna nessuno, tra gli astanti, gli chiede d'illustrare anche una trivellazione petrolifera, altrimenti, come minimo, si metteva una carota nel culo.

Monday, June 27, 2011

Le migliori frasi della settimana (2)


1. "Tenente Colombo, c'è bisogno di lei"  (Dio)

2. "Il Presidente Obama è altissimo, persino più alto di David Schapira!" (Kyrsten Sinema, senatrice Democratica leccaculo. Obama è alto 1.85, Schapira 1.90)

Tuesday, June 21, 2011

Un nome una garanzia


Del Bill Clinton scopator (si fa per dire) cortese, le cui imprese culminarono con l'epopea lewinskiana, sappiamo tutto. Ma anche Hillary, nel suo piccolo, si sta rivelando un discreto magnete di scandaletti sessuali.

Saturday, June 18, 2011

Chi vuole uccidere i leoni marini?


A differenza dei cammelli, i leoni marini mi stanno invece piuttosto simpatici. Forse perché, da sempre, sono una componente curiosa di quel tratto del panorama californiano che va da Los Angeles a San Francisco.

Da sempre, appunto. Da ben prima che arrivassimo noi uomini bianchi, con i nostri carri e con in testa l'idea di un Destino Manifesto. Questo lo sappiamo dai tempi di Meriwether Lewis e William Clark, i due virginiani che il Presidente Thomas Jefferson inviò ad esplorare la costa del Pacifico.

Nel suo diario di viaggio, nelle pagine datate 1806, Clark scrisse diffusamente e a più riprese dei leoni marini. Tanto da dare ad uno degli affluenti del Columbia River, l'odierno Washougal River, il nome di Seal River.

Thursday, June 16, 2011

Banzai!


Mentre in Europa è in atto un fuggi-fuggi generale (in realtà solo in Svizzera, Germania e Italia) dal babau nucleare, in Giappone non si pensa minimamente a cambiare la rotta della propria politica energetica.
Questo nonostante la tragedia immane di Fukushima (al momento: zero morti, ma tra 50 anni: svariati milioni; probabilmente, forse, quasi certamente: alcuni miliardi).

Una medaglia al primo Verde che darà di coglione all'eroico popolo dei Samurai.

Wednesday, June 15, 2011

Regina in bikini, bye bye


La visione era allettante ma, stando alle più recenti scoperte scientifiche, dovremo rinunciarci per sempre. Forse. Quasi certamente. A quanto pare.

Mi spiace ma Elisabetta in bikini che sorseggia il tea nel deserto londinese, sotto le palme da dattero e il Big Ben, non la vedrete. Scartabellando il copioso archivio fotografico di Google vi dovrete accontentare di farvi la Pippa in tanga.

Questo perché il global warming non ci sarà. Non viene più. Forse. Quasi certamente. A quanto pare.

Friday, June 10, 2011

Il Papa Buono


Il Papa s'iscrive al club degli antinuclearisti.
Pronta per lui una cattedra alla Sapienza.

Thursday, June 9, 2011

Aria pesante per i cammelli d'Australia


Premetto. Non ho una particolare simpatia per i cammelli. Anzi. A uno di loro, in particolare, non ho mai perdonato il comportamento da cafone avuto nei miei riguardi alcuni anni fa. Allorché, trovandomi a gironzolare per il Sahara tunisino, dovetti ben presto rinunciare al sogno romantico di essere una sorta di Lorenza d'Arabia dei giorni nostri, per fare i conti con la cacofonica sinfonia - tutta a base di scoregge, rutti e cagate - prodotta da quella incontinente nave del deserto a quattro zampe su cui stavo malauguratamente seduta.

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